La grande ipocrisia: il caso Regeni e il bluff dell'amicizia egiziana

  Allora, guardate, la questione è d'un’evidenza quasi imbarazzante, e bisogna avere il coraggio di dirlo con grande chiarezza. Perché qui siamo di fronte a uno di quei casi in cui la storia — e la cronaca giudiziaria — ci mette sotto gli occhi una realtà drammatica, senza infingimenti. Il punto centrale è questo: l’Egitto, che a parole è sempre stato descritto come questo grande alleato, questo partner fondamentale dell’Italia nel Mediterraneo, sul piano della verità e della giustizia per Giulio Regeni non ha mosso un solo millimetro. Mai. E si è arrivati a questo paradosso straordinario — ed è una sentenza davvero incredibile — in cui la Corte ha condannato alcuni funzionari per il sequestro di Giulio, per quell'atto di violenza di Stato, ma non per la sua uccisione. L'accusa di omicidio, che la Procura contestava al solo Sharif e per la quale era stato chiesto l'ergastolo, non è stata riconosciuta.  In tutti questi anni, la cooperazione giudiziaria da parte egiziana ...

Mondiali: Russia, Arabia Saudita, Egitto,che bel quadretto horror in materia di diritti


Miglior girone non poteva capitare. 
Nella Russia che ospita i mondiali di calcio e dove sbattono in galera gli oppositori per un nulla, dove si criminalizza in modo pesante l'omosessualità, o che dire dell'Arabia Saudita Paese che ama la pena di morte che viene eseguita anche a colpi di spada,  un colpo e la testa vola via, o l'Egitto il Paese dove spariscono nel nulla giovani, dove è stato massacrato Giulio Regeni e come lui tanti altri giovani, ragazzi e ragazze d'Egitto. 
Tutti Paesi con i quali l'Italia si relazione con amore e passione.

Miglior girone infernale non poteva essere, non poteva capitare, un bel quadretto stile horror in materia di diritti umani. Che bel Mondiale.
Marco Barone 


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