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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

La fine di "Bella ciao" dalla Casa di Carta ai Mondiali 2018

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Una mattina mi son svegliato ed ho scoperto che Bella ciao ha finito di essere quella che è sempre stata, almeno qui da noi, in Italia. Inno per tanti della Resistenza, per altri uno dei canti più importanti della storia della nostra Resistenza. Poi una serie televisiva, su quella piattaforma rivoluzionaria che è Netflix cambia le carte in tavola. Una rapina che per molti non è una rapina perchè il danaro lo vanno a prendere dove si stampa, mettono in discussione il sistema, ma ne diventano parte dal momento in cui ne sottraggono il danaro. Sfumature interpretative diverse, atto rivoluzionario o meno ma cantare bella ciao, ballare bella ciao, in quell'atto non c'entra un semplicemente un cazzo di niente. Uno sfregio ad una delle canzoni più importanti della Resistenza. Eppure molti conosceranno quella canzone proprio grazie alla Casa di Carta. Ed il danno è stato fatto. Perchè è entrata subito questa canzone nell'ambito calcistico, ad esempio alcuni tifosi bra...

Mondiali: Russia, Arabia Saudita, Egitto,che bel quadretto horror in materia di diritti

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Miglior girone non poteva capitare.  Nella Russia che ospita i mondiali di calcio e dove sbattono in galera gli oppositori per un nulla, dove si criminalizza in modo pesante l'omosessualità, o che dire dell'Arabia Saudita Paese che ama la pena di morte che viene eseguita anche a colpi di spada,  un colpo e la testa vola via, o l'Egitto il Paese dove spariscono nel nulla giovani, dove è stato massacrato Giulio Regeni e come lui tanti altri giovani, ragazzi e ragazze d'Egitto.  Tutti Paesi con i quali l'Italia si relazione con amore e passione. Miglior girone infernale non poteva essere, non poteva capitare, un bel quadretto stile horror in materia di diritti umani. Che bel Mondiale. Marco Barone  G M T Rileva lingua Afrikaans Albanese Arabo Armeno Azero Basco Bengalese Bielorusso Birmano Bosniaco Bulgaro Catalano Cebuano Ceco Chichewa Cinese (semp) Cinese (trad) Coreano Creolo Haitiano Croato Danese Ebraico Esperanto Esto...

La FIFA si esalta per il contrasto alle discriminazioni, ma i Mondiali in Russia...

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Dici no al razzismo. Rispetto. Bellissimi slogan, stampati anche sulle magliette dei calciatori, diffusi negli stadi, nelle pubblicità. La FIFA  con orgoglio rileva di essere addirittura molto felice del nuovo sistema impiegato per contrastare le discriminazioni. Dicono i vertici che vi è stata una maggiore consapevolezza riguardo alle discriminazioni con l'avvio di nuove campagne e nuovi progetti per evitare che queste possano ripetersi. Per la prima volta nel mondo del calcio sono stati affrontati sistematicamente tutti gli episodi di discriminazione nelle partite della FIFA. Nel comunicato pubblicato sul sito della FIFA si legge che " discriminazione ed esclusione influenzano la società in generale e il calcio non fa eccezione. La strategia della FIFA per combattere la discriminazione nel calcio include anche una Guida alle buone pratiche sulla diversità e la non discriminazione, un premio annuale FIFA sulla diversità che riconosce le organizzazioni che si...

Mondiali2018 una “vetrina” per denunciare le violazioni dei diritti umani dall’Egitto alla Russia

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Dal punto di vista calcistico i Mondiali di calcio 2018 hanno già fatto scalpore, sia per i ricchi montepremi, tra i più elevati nella storia del calcio nella terra degli zar, che per l’esclusione di quella Nazionale che è stata tempio e culla del calcio per decenni, l’Italia. Chi ha parlato di catastrofe, chi ha parlato di apocalisse, chi ha parlato di dramma epocale che cade nel centenario della batosta di Caporetto e della rivoluzione russa, tanto che si è detto che da questa disfatta si potrebbe rivoluzionare il calcio italiano. Parole, parole e parole, come quelle che vorrebbero l'affermazione del rispetto. Magnifica, profonda, emotivamente impattante parola. La trovi sulle magliette delle Nazionali, negli stadi, sulle pubblicità. Come gli slogan no razzismo in mille lingue. Ma in Russia 2018 che spazio ci sarà per i diritti umani? Minimo. Come potrà esserci spazio di diritti umani in un contenitore che nega diritti umani basilari? Sarebbe come pretendere di fare un ba...

Spegnete le luci a San Siro. Questa Italia va presa per mano per mandarla a casa

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San Siro dovrà prendere la Nazionale per mano. Per accompagnarla dove? Meglio le mani che pedate nel sedere qualcuno potrebbe pensare. E' più da gentiluomini o gentildonne verrebbe da dire. Galateo calcistico. Eppure le imprecazioni son volate nella serata nera del 10 novembre. Un giorno che nella storia non ha determinato grandi eventi e che forse verrà ricordato per i prossimi decenni o per il pericolo scampato o per l'inizio della via crucis della Nazionale. Peccatori, tutti. Venite e confessatevi. Diciamolo pure. La colpa non è solo di Ventura. Di cui si trova insopportabile la ricerca sempre di una giustificazione. Non se ne può più. Ciò è anche peggio delle prestazioni da dilettanti di professionisti che disonorano i colori di una patria calcistica intera. Nel girone degli immeritevoli dovrebbero vagare, fermarsi, riflettere. Però, come qualcuno ha osservato, al momento il top del nostro calcio è questo. Siamo messi così. E cosa aspettarsi? Si è arrivati alla fine. ...