Europa ed Egitto: Storia di un Amore Sincero e dei suoi 7,4 Miliardi di ragioni che fanno il torto ai diritti umani

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Dal lontano 2013, il caro Egitto ha un "faraone" nuovo di zecca. Prima un comodo e sempre verde colpo di Stato militare, poi una serie di "rigorosissime" ed "imparziali" elezioni farsa, e il gioco è fatto: il trono è assicurato. Nel frattempo, sul fronte dei diritti umani e della libertà di stampa... rullo di tamburi ... non è cambiato assolutamente un beneamato nulla. Ma ehi, a chi vuoi che importi se Giulio Regeni è stato torturato e ammazzato da un regime canaglia? Di sicuro non alla cara e nobile Unione Europea, a cui di tutta questa storia non è mai fregato un fico secco. Certo, la diplomazia europea ci ha regalato momenti d'altissimo teatro: Le storiche Risoluzioni UE: utilissime per pulirsi la coscienza, stampate su carta meravigliosa, perfetta come carta straccia o per fare le barchette. I Valori Etici: comodamente riposti in soffitta per far spazio al vero motore del mondo: i quattrini . La svolta del 2024: Abbracci, Sorrisi e Bonifici Perch...

Ucciso mentre manifesta a Piacenza, e lo chiamano omicidio stradale

Non è la prima volta che in Italia si viene uccisi durante delle manifestazioni, uno dei casi più eclatanti e recenti è sicuramente quello di Carlo Giuliani in quella carneficina che è stato il G8 di Genova. Ma era dai tempi più bui e reazionari che hanno colpito questo paese che non si veniva uccisi sul lavoro durante una manifestazione. In Italia, nel 2016, ad oggi sono circa 500 i lavoratori morti sul lavoro. Infortuni sul lavoro, già. Se poi si aggiungono quelli in itinere, la cifra cresce e di molto. Si muore perchè si lavora, ma ora si muore anche perchè si lotta. Omicidi figli di un sistema becero. La crisi è servita a favorire sistemi di ricatto incredibili,prendere o lasciare, in alternativa puoi crepare di fame. E se prendi, prendi con diritti ridotti all'osso.In Francia hanno lottato perchè, dicevano, che non volevano diventare anche come noi italiani, contro il Jobs Act in Francia hanno lottato. Qui è passato come se niente fosse. Se la situazione attuale è disastrosa è anche per colpa di chi è stato complice, di chi ha tradito la storia del sindacato, nato per tutelare i lavoratori e diventato società di servizi. Gli unici che alzano la testa sono le realtà auto-organizzate,che nascono dal basso, si muovono dal basso. Quello che accade nella logistica, si sta estendendo in ogni ovunque.
Le lotte non sono una passeggiata. 
Si vive in un sistema criminale, e ci si difende in modo legittimamente democratico. 
Ma la democrazia nei luoghi di lavoro non esiste più. Si corre verso la militarizzazione dei luoghi di lavoro. Nel nome del salvarsi il proprio sedere, il proprio minimale orticello, per creare una forma illusoria di protezione individuale, non si solidarizza più, si chiudono gli occhi, e si diventa complici del sistema padronale capitalistico. Lo stato di diritto è stato di ingiustizia nella quasi totalità dei casi. Ma questa situazione non può durare. Si va verso la fascistizzazione della società, questi sono segnali chiari, inequivocabili?
L'unica arma che può salvarci si chiama solidarietà attiva, rifiuto dei compromessi, resistenza nei luoghi di lavoro, recupero ed applicazione dei valori antifascisti, oggi tramutati in sterile cerimoniale nella maggior parte delle situazioni? Sicuramente l'Emilia che dice no ai ricatti, ai non diritti, allo sfruttamento, deve essere da esempio per tutti/e noi. Purtroppo un lavoratore è stato ucciso, ucciso perchè lottava, non so se ci rendiamo conto della gravità della cosa. Ovviamente si dovrà far di tutto per non ricondurre la morte del povero operaio egiziano ad una questione di scontro di classe, di lotta. Ricondurre quella morte violenta a banale incidente è una via di uscita che può spegnere sul nascere quell'incendio che rischia di esplodere. E dunque lo chiamano omicidio stradale. 
Son tornati i tempi bui, con il volto sorridente, con la giacca e cravatta, con il semplicismo, il fare in fretta, la competizione esasperata, il revisionismo, la pseudo-meritocrazia e tante maschere che altro non sono che l'insieme dell'autoritarismo reazionario puro, ma si fatica a comprenderlo, perchè siamo ignoranti ed indifferenti. Si dovrebbe tutti uscire dai posti di lavoro, e scioperare.
Si dovrebbe, appunto.
Wu Ming, in passato, su  Internazionale  evidenziava il perchè dell'importanza di questa lotta che non è solo di settore: " È una lotta organizzata dal basso, con modalità di convocazione e rappresentanza nuove, portata avanti da lavoratori in larghissima parte immigrati, che tocca le vene e le arterie della circolazione delle merci in questo paese. (...)  Un lavoro logorante, spesso privo dei diritti elementari, retribuzioni che costringono a un’esistenza in apnea, alla mera sopravvivenza, all’assenza di ogni prospettiva. Le condizioni in cui versano questi lavoratori sintetizzano ed esemplificano una condizione generale che accomuna le vite e le sorti delle classi più deboli. Ecco perché la loro lotta riguarda tutti noi: perché la sofferenza sociale è la questione centrale da affrontare se si hanno ancora a cuore le sorti collettive. I lavoratori del settore logistico hanno saputo superare divisioni etniche e frammentazioni e hanno aperto così una partita cruciale, sottolineando ancora una volta che la divisione reale che taglia la società non ha a che fare con etnie o culture ma è la dialettica tra sfruttati e sfruttatori, tra poveri e ricchi"


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