Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

Immagine
La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Quel cippo fascista dedicato a Corridoni sul Carso isontino




Camminando per i sentieri carsici, dominati dal rosso, e si dice che siano le lacrime di sangue della madre terra a ricordo per l'eternità di quella macelleria umana che è stata la prima guerra mondiale,
all'improvviso apparirà, quasi dal nulla, una colata marmorea immensamente bianca. Bianca e possente. Intuisci subito di cosa potrebbe trattarsi. Pochi passi e il dubbio sarà certezza. Un monumento fascista, edificato nel 1933, come si può vedere da questo filmato storico del giugno del 1933 nelle cui note di accompagnamento si legge: la scritta sul cippo 'qui eroico combattente cadde Filippo Corridoni fecondando col sacrificio della vita la gloria della Patria e l'avvenire del lavoro' ; campo lungo sul cippo marmoreo dal basso verso l'alto, alla cui testa vi è una aquila littoria ; il momento del raduno  per la benedizione del cippo alla presenza della madre del sindacalista ; la donna è seduta, prega e si dispera, una donna la incoraggia carezzandole il volto ; il vescovo che officia la benedizione è di spalle.




Opera altra quasi 25 metri, dicono che sia per la precisione di 23 metri, voluta da Mussolini, con i simboli tipici del periodo dittatoriale italiano ed immancabile sarà l'Italia fascista, quella che ancora oggi molti vorrebbero che ritornasse in vita, con l'Istria e Fiume e la Dalmazia, ad esempio, italiane.





Una robaccia enorme che inquina il Carso. E che stona completamente con quella memoria critica e consapevole e non celebrativa che oggi si vorrebbe e si dovrebbe affermare mentre cammini oltrepassando ciò che rimane delle trincee o superando qualche cartello bucato da un paio di fucilate ed arrugginito dalla trascuranza.

E ti chiederai ma come è possibile che sia sopravvissuto alla guerra di liberazione? Perché non è stato distrutto? Sulla figura di Corridoni, ancora oggi esistono due contrapposizioni, Giuseppe di Vittorio così si pronunciò:  « È un'infame invenzione di Mussolini, Corridoni non sarebbe mai stato fascista. Era troppo onesto, coraggioso, leale, per mettersi al servizio degli agrari! ». Senza dimenticare la posizione dell'USI sezione di Gorizia e Monfalcone: "Il fatto che fascisti, post-fascisti o neofascisti si possano appropriare senza colpo ferire di questa figura è insostenibile non solo per la scorrettezza storica, ma anche perché a farlo sono soggetti che nulla hanno a che fare con la pratica di Corridoni e del sindacalismo rivoluzionario". Può essere che abbiano ragione, oppure anche no. E' stato interventista, ha avuto contatti con uomini che saranno esponenti di primo piano nel fascismo, come Razza e non solo. Intanto l'unica certezza che hai è che lì sul Carso, sono esattamente cent'anni che Corridoni ha trovato la morte ed era il 23 ottobre del 1915, che ad onorarlo e ricordarlo sono soprattutto, in loco, forze neo fasciste, di destra od estrema destra. E quel monumento alla storia che verrà, alle generazioni che verranno altro non ricorderanno che Corridoni per il fascismo è stato un simbolo, è stato usato come simbolo ed è stato monumentalizzato per il tempo che verrà questo simbolo con una densa colata bianca orripilante, inquinante ogni senso di rispetto verso quel Carso lacrimante ancora oggi sangue al giungere dell'autunno.  

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?