Mentre si riapre il caso della "Uno Bianca" a Ronchi danneggiato il monumento dedicato ai Carabinieri

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Mentre si riaccendono i riflettori sui complici mai emersi della Uno Bianca, il destino, beffardo, si scaglia a Ronchi colpendo il primo monumento realizzato in Italia dedicato ai Carabinieri vittime della mano stragista dei componenti della Uno Bianca a Bologna.    Il danneggiamento accaduto a Ronchi segue  l’imbrattamento avvenuto a marzo del monumento in bronzo dedicato ai tre carabinieri uccisi al Pilastro per mano della banda della Uno Bianca il 4 gennaio 1991 realizzato proprio al quartiere Pilastro. Il Monumento ronchese dedicato a  Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini,  carabinieri vittime della banda della Uno   bianca, fu realizzato per mano dello scultore Giovanni Maier su impulso di  "Nicola" Rusca e inaugurato a Ronchi nell'aprile del 1991. Trent'anni dopo il manufatto ha visto essere completato alla base con un mosaico che richiama la bandiera italiana.  Nella mattinata del 15 maggio si apprendeva del danneggiamento di qu...

Dal 14 aprile 2014 Ronchi è un Comune demussolinizzato


12 voti a favore( Pd e Prc), alcune astensioni con uscita dall'aula da parte dell' area centrodestra, ed alle ore 17.15 del 14 aprile 2014 la città di Ronchi delibera la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, come conferita il 17 maggio del 1924 dal Consiglio Comunale a maggioranza fascista in seduta straordinaria. Quasi due ore di dibattito per approvare la mozione come presentata dal consigliere di Rifondazione Comunista, su impulso dell'iniziativa come avviata dal gruppo Ronchi dei Partigiani ( questo il link per maggior approfondimento)e come accolta dal Sindaco di Ronchi. Erano forse decenni che nel Comune di Ronchi non si assisteva ad una presenza di forze dell'ordine così significativa come quella odierna, sia all'interno che all'esterno del palazzo municipale, ciò perché un gruppetto di neofascisti ha organizzato un presidio rivendicando, tra le varie cose, che “Mussolini rimarrà sempre cittadino onorario”. Neofascisti che sono entrati dentro l'aula  per ascoltare la discussione e dopo un breve momento di disturbo, tanto che il Sindaco ha intimano loro che al prossimo “basta” li avrebbe fatti uscire, dopo l'approvazione della revoca, sventolando il tricolore, hanno urlato vergogna uscendo dal palazzo comunale. Unica nota stonata  e vergognosa, questa sì, di una giornata che rimarrà  indelebile nella storia e nella memoria di Ronchi.
Diversi interventi, alcuni di buon spessore storico e culturale ed antifascista, come quello della consigliera Cuzzi; tra le varie cose è stato anche ricordato che la cittadinanza onoraria a Mussolini  è stata conferita nel periodo che ha anticipato di poco l'uccisione di Matteotti. Da evidenziare l'intervento di Bon, consigliere di Rifondazione, il quale ha presentato la richiesta formale di revoca della cittadinanza onoraria motivando l'incompatibilità assoluta di tale onorificenza con la storia della resistenza come vissuta dalla comunità di Ronchi, cosa che verrà sostenuta anche da alcuni consiglieri del PD intervenuti durante il dibattito. Interessante anche l'intervento del Sindaco il quale ha ben sottolineato l'importanza della memoria storica.
D'altronde, questa iniziativa, oltre che restituire anche dignità alla città di Ronchi, non solo tramite un gesto che non è burocratico, perché qui non è di burocrazia che si parla, ma di mera espressione di sostanza antifascista, ha avuto il merito di rispolverare una pagina di storia che oggi molte generazioni non conoscono o conoscono solo in modo altamente nozionistico e superficiale. Probabilmente era sfuggito o si sarà perso negli archivi, in passato, l'atto di riconoscimento della cittadinanza onoraria a Mussolini, e mi riferisco alle giunte che si sono insediate dopo la fine della seconda guerra mondiale, ma una volta che tale ignominia è venuta alla luce procurando un variegato dibattito pubblico, l'unica cosa che si poteva fare era revocarla, e così è stato anche a Ronchi e così probabilmente accadrà nei comuni del Friuli Venezia Giulia e d'Italia che mantengono ancora la cittadinanza onoraria a Mussolini, questione su cui l'ANPI effettuerà le dovute verifiche. Da segnalare, infine, l'intervento di un consigliere di Città Comune, che all'atto della votazione si è astenuto uscendo dall'aula, nel passaggio in cui ha evidenziato che D'Annunzio è "stato l'ideologo del fascismo", e che in sostanza essendo Ronchi, Ronchi dei Legionari, ovvero denominazione dedicata all'impresa di occupazione di Fiume, non si poteva cambiare la storia revocando la cittadinanza a Mussolini. Come è noto, quella di D'Annunzio, a Ronchi almeno, non è una figura condivisa ed amata, basta pensare alla vicenda del monumento ai Legionari, oppure alla via D'Annunzio, che da molti cittadini di Ronchi viene ancora oggi chiamata come via Trieste, il suo originario nome, almeno a fare data dall'Impero Austro Ungarico, oppure tutti quelli che, e sono tanti,  chiamano Ronchi dei Legionari, semplicemente Ronchi, omettendo, volutamente, dei Legionari.
Insomma, 12 voti per revocare il revocabile, 12 voti nella storia  in movimento, 12 voti per chiudere un capitolo di una storia complessa e dolorosa, e Ronchi è da oggi, anche se tecnicamente lo sarà dal 21 aprile, giorno in cui verrà pubblicata la delibera, Città  formalmente demussolinizzata.


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