La
Gelmini, ex Ministro dell'Istruzione, come è emerso recentemente su
alcuni quotidiani, con quella frase a dir poco cattiva: ''Docenti
inidonei nuove tasse per finanziare la spesa improduttiva,
francamente insostenibile!'',
difende la norma più ignobile realizzata nella scuola
negli ultimi decenni, voluta dal suo Governo, (
Governo Berlusconi) di cui lei è stata ministro.
La
norma indegna per ogni civiltà democratica è quanto dettato
dall'articolo 19 della legge 111/2011 dai commi 12 a 15.
Norma
mai attuata, ma attuabile in qualsiasi momento e poi ripresa dal
Governo Monti.
Non
è e non potrà essere sufficiente abrogare quanto
previsto in materia dal decreto-legge
6 luglio 2012, n. 95
e sua conversione in legge, ma si deve ripristinare lo status quo
vigente prima di quella malefica disposizione del 2011 e
salvaguardare la condizione di utilizzo in altri e diversi compiti e
così facendo si difenderà anche il ruolo della contrattazione nel
settore della scuola.
I
docenti idonei ad altri compiti sono stati per anni utilizzati in
varie funzioni, una delle più rilevanti è quella inerente il
settore delle biblioteche scolastiche, altro che improduttività,
altro che spesa, come si possono definire delle persone come “spesa”?
La
norma madre di ogni perfidia sociale e giuridica è quella
determinata dal Governo Berlusconi che la Gelmini difende.
Si
nascondono dietro la produttività, si nascondono dietro numeri,
dietro il concetto di spesa, si nascondono dietro ogni mascalzonata,
vogliono punire migliaia di lavoratori solo per il loro stato di
salute, vogliono punire migliaia di lavoratori solo perché protetti
dalla civiltà giuridica che questo Paese sembra aver rimosso.
Non
sono persone che elemosinano nulla.
Anziché
fare cassa sulla disperazione della gente, la Gelmini e compagnia
varia potrebbero invece normare una sana patrimoniale che dovrebbe
colpire il patrimonio di quel 10 % della popolazione italiana ( ricca
e straricca) che detiene oltre la metà delle ricchezze del Paese, ed
il “bello” di tutto ciò è che il loro tenore di vita non né
risentirebbe.
Ma
ciò è utopia perché il suo Governo ha difeso quel ceto ultraricco
e manifestato un mero ed ignobile accanimento verso la gente comune e
quella che soffre.
La
vicenda “inidonei” è un fatto di civiltà e democrazia, di
solidarietà sociale ed etica e difesa di diritti civili.
Diventerà
uno scontro politico aspro, duro, ma chiunque voglia difendere
realmente queste persone, e tutto ciò che vi è connesso, deve
pretendere senza alcuna condizione l'abrogazione della norma madre,
ovvero quanto normato dalla Legge 111/2011, non basta abrogare il
decreto del Governo Monti.
Abrogare
quella norma sarà una grande lezione, sia essa politica che sociale,
a chi ha preteso di governare questo Paese senza tener minimamente
conto della dignità delle persone e senza neanche conoscere la
scuola, come si vive la scuola, cosa accade nella scuola e cosa fanno
realmente i docenti inidonei.
E'
semplicemente una questione di volontà politica e di gran senso di
umanità, nulla di più.
Difendere
i docenti “inidonei” vuol significare difendere la dignità, non
dimentichiamolo.
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