Ritorno ancora sulla vicenda del sentiero di
Rilke, il 14 aprile 2013, giorno in cui scadrà la convenzione
stipulata tra la famiglia della Torre e Tasso e la
Provincia di Trieste, è sempre più vicino.
Il
dibattito continua, un comitato di cittadini si riunisce
periodicamente per sollecitare una soluzione possibile.
Dopo
la proposta che ho scritto recentemente, ovvero quella di valutare la
procedura di inserimento del detto sentiero come sito Unesco,
d'altronde tentare non costa nulla, ora lancerò una proposta che
rivolgo direttamente alla famiglia della Torre e Tasso.
Come
prima cosa si deve evidenziare che le soluzioni in campo sembrano
essere due.
Si
valuta da un lato l'espropriazione per pubblica utilità con il
pagamento di un indennizzo di 400 mila euro, corrispondente in
sostanza al prezzo richiesto dai proprietari. Ma è una procedura
lunga che richiede vari passaggi burocratici ed amministrativi
complessi, come l'approvazione
dello strumento urbanistico
che
introduce il vincolo preordinato all'esproprio (con la localizzazione
dell'opera di urbanizzazione primaria e secondaria);la dichiarazione
di pubblica utilità,
la
determinazione,
provvisoria o definitiva, dell'indennizzo
e
il
decreto d'esproprio.
La
domanda che sorge spontanea è perché questa operazione viene, in
qualche modo, valutata solo ora, all'ultimo momento, quando in
realtà è da vari anni che è conosciuta la detta problematica? Ed
infine cosa prevede nello specifico la convenzione di utilizzo di
quell'area? Convenzione che ad oggi è sconosciuta ai più e dove
potrebbe emergere una clausola, tipica di atti giuridici similari,
consistente nella possibilità di acquisizione dell'area da parte
dell'ente interessato all'atto della scadenza della concessione di
utilizzo?
La
seconda ipotesi che è valutata è quella dell'azionariato sociale.
Pratica poco diffusa in Italia che in sostanza
è una sorta di associazione interindividuale di cittadini
solitamente costituita in numero chiuso non superiore ai 1000
associati, residenti nel territorio considerato che si uniscono nella
ricerca del massimo comune denominatore di vantaggio economico
individuale. Situazioni simili sono diffuse in Spagna, per esempio le
cooperative Mondragon
dei Paesi Baschi dove risultano più di 70.000 persone occupate, i
lavoratori sono proprietari dell'azienda in cui lavorano ed il
principio cardine è una testa un voto.
Il 90% dei dividendi delle cooperative di Mondragon viene
capitalizzato fino a quando il socio resta attivo in cooperativa.
Dunque una soluzione del genere consentirebbe da un lato
l'acquisizione del sentiero da parte di cittadini privati, che
realizzerebbero anche una cooperativa per fornire lavoro ed
ovviamente le entrate economiche verranno garantite da varie
questioni che andranno valutate nel tempo come un biglietto di
ingresso all'organizzazione di visite guidate, eventi e così via
discorrendo.
Eticamente ovviamente è tutto
opinabile, ma si deve ragionare sul presente e su come le cose oggi
funzionano, e le soluzioni prevalenti risultano, ad oggi, essere
queste.
Ed allora io ne avanzo una terza.
Vi sono gesti, atti, che non hanno
un prezzo economico, che non rientrano nell'ottica del profitto,
dell'utile, sia esso modesto che non. Tali gesti e atti, in realtà,
nel tempo, sia breve che lungo, avranno un valore sociale, morale ed
etico senza alcun confine .
Mi riferisco alla possibilità di
donare l'area del sentiero Rilke agli enti pubblici interessati,
Provincia o Comune. Gesti simili hanno già trovato affermazione.
Penso per esempio al caso del Palazzo Mirto, in Sicilia, terra di
quel Gattopardo che è stato richiamato in passato anche dagli eredi
della famiglia della Torre e Tasso.
Un palazzo che è stato per
quattro secoli la dimora palermitana della antica e nobile famiglia
dei Filangeri, il cui arrivo in Sicilia si fa risalire al periodo
normanno. Nel 1982, l'ultima erede della famiglia, Maria Concetta
Lanza Filangeri, adempiendo alle volontà del fratello Stefano, donò
il palazzo alla Regione Sicilia affinché fosse mantenuto nella sua
integrità e aperto alla pubblica fruizione e senza alcun lucro o
speculazione per i privati.
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