Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Il sentiero Rilke rischia la chiusura? Perché non candidarlo come sito UNESCO?




Correva l'anno 1994 e già emergevano le prime voci di chiusura del noto sentiero Rilke. I motivi che allora minacciavano questa possibilità erano, apparentemente, correlati alla questione della scarsa manutenzione e pulizia dei circa trenta ettari tra sentieri e bosco collocato nel comune di Duino Aurisina, alle porte di Trieste. Un sentiero dal fascino indefinito, a volte maledetto per i suicidi a volte malinconico a volte ricco di vita ed emozione.
Nell'introduzione della “R I L K E A N A” (1909-1959 -ARCHIVIO DELLA TORRE E TASSO ARCHIVIO MODERNO ) si legge che “Marie Hohenlohe Thurn und Taxis nacque dal matrimonio tra la contessa Teresa della Torre e il principe Egon Hohenlohe; suo figlio Alessandro fu il primo a portare il titolo di principe della Torre e Tasso duca di Castel Duino. La principessa conobbe in noto poeta Rilke a Parigi nel 1909, lo ospitò poi più volte nelle dimore di famiglia a Duino, a Lautschin (Lou†en, in Boemia) ed a Venezia, intraprese con lui diversi viaggi e mantenne soprattutto un fitto rapporto epistolare, che fu interrotto solo dalla morte del poeta. La loro amicizia fu animata dai comuni interessi letterari e artistici, dalle comuni frequentazioni ed esperienze. Rilke soggiornò al castello di Duino nell’aprile 1910, durante l’inverno 1911-1912, quando vi compose le prime delle Elegie duinesi, tra settembre e ottobre 1912 e, da ultimo, nell’aprile del 1914.”
Quel sentiero è stato “offerto” alla collettività tramite una convenzione che scadrà il 14 aprile 2013.Il prezzo, simbolico, dichiarato, per l'affitto dell'area è pari a circa 52 centesimi all'anno. Ma i tempi cambiano, le esigenze anche. Ed ora la famiglia Torre e Tasso alza, per l'ennesima volta, nuovamente la voce rilevando in sostanza che o quell'area verrà affittata ad un prezzo adeguato, o comprata, oppure chiuderà. Ma a parer mio esiste una possibilità, che forse non è stata valutata, che potrebbe salvare quel sentiero ed evitare la sua chiusura. Attualmente l'Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti (47) inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità. La procedura per candidare un sito è semplice. Deve essere promossa e trasmessa alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO da chiunque ne abbia interesse (istituzioni, enti, amministrazioni pubbliche, associazioni e altri soggetti), esistono vari criteri di valutazione, tra questi segnalo l'essere direttamente o materialmente associato ad avvenimenti o tradizioni viventi, idee credenze o opere artistiche e letterarie con una significanza universale eccezionale (criterio da applicare solo in circostanze eccezionali o in concomitanza con altri criteri) . Penso che il sentiero di Rilke, per la sua storia, potrebbe rientrare in questa casistica. 
Ed allora visto che sembra che la cifra richiesta è di 400mila euro per comprare il sentiero di Rilke, rilevato che la passerella di Trieste è costata 750 mila euro,  le istituzioni si devono attivare per rilevarlo, poichè la famiglia Torre Tasso lo vuole vendere, e poi avviare la procedura per inserirlo come sito Unesco ed ottenere i relativi finanziamenti per mantenerlo in vita. Quel sentiero è un bene comune.
Infatti,  l’iscrizione di un sito nella lista dei beni patrimonio dell’umanità dell’UNESCO comporta non soltanto il riconoscimento del suo valore universale ma, in particolar modo, una forte assunzione di responsabilità nel proteggerlo. In Italia, il Ministero dei Beni Culturali a partire già da alcuni anni si è attivato in maniera determinata nella direzione di ottenere i piani di gestione, cosa che deve essere fatta per ottemperare la tutela del sito UNESCO, di tutti i siti italiani iscritti alla lista del patrimonio mondiale, mediante l’elaborazione di apposite Linee guida (MiBAC 2004).
Rilke scriveva:
E noi, che pensiamo alla elevata felicità,
sentiremmo la commozione,
che quasi ci sconcerta,
quando una cosa felice cade.

Spero che il sentiero, cosa felice, non sia destinata a cadere.


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