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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Ecco perchè siamo nelle "mani" della Francia e della Germania.

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Voglio iniziare e condividere questa riflessione, con tutti voi, con le dichiarazioni del portavoce del governo tedesco Seibert. "Francia e Germania considerano l'Italia un paese economicamente molto forte, un importante membro Ue e uno dei nostri partner più stretti".  Per la Germania e la Francia l'Italia è "un paese dalle prestazioni economiche molto alte che ha, tuttavia, un alto debito". Bene.  O forse male, malissimo. Con chi abbiamo questo debito? E' una domanda che mi pongo da qualche tempo. Tutti che parlano di debito pubblico, di crisi reale e finanziaria, ma pochi, pochissimi, che cercano di scoprire le carte. Con chi siamo indebitati? Io non sono economista. Ma internet è una grande risorsa. Andiamo per ordine, in tal disordine sistemico. Nel sito della Banca d'Italia si legge, in uno scritto del 2008 , che  la ricostruzione del debito pubblico italiano comincia dal 1861 (Toniolo, 1988) quando dopo l’unif...

Fugopoli

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Si fugge, dalla Legge dello Stato, a volte amato, a volte odiato. Si fugge dalla Maschera della Giustizia, si fugge dalla voce del non popolo, e sfugge la comprensione della collettiva pigrizia. Punge il tradimento, punge la solitudine nella capitale inquietudine. Ghino di Tacco in Tunisia, Avanti tutta in Bulgaria, assaporando la costola colombiana in tal tetra allegoria, tra orge e corali banchetti sorrisi amari e dispotici dispetti, giunge la fine della cesarea massonica epopea di tal seconda Repubblica italiana. Chiamala se vuoi terra di Fugopoli. Marco Barone

Il 20 settembre la Palestina chiederà all'Onu di essere riconosciuta come Stato. L'Italia voterà no. Fermiamo il Governo italiano

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Sarò breve. Vorrei inveire. Vorrei incazzarmi. Vorrei tante cose. Ma sarò breve. Mentre si avvicina la fuga del premier, verso destinazione nota, chiamala se vuoi Panama, mentre le banche e gli industriali scrivono la manovra finanziaria e conducono nella Costituzione il pareggio del bilancio, nel nome del quale ogni limitazione dei diritti sociali  è possibile e come sempre accade, si comprenderà la gravità di tale misura quando non la si potrà più fermare, salvo urlare al vento, succede che il 20 settembre i palestinesi   sono pronti a presentare la candidatura ufficiale del loro stato all’ ONU   La fonte è il ministero degli esteri dell’Autorità nazionale palestinese.  Verrà chiesto il riconoscimento delle frontiere di prima della Guerra dei 6 giorni, includendo tutta la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e Gerusalemme est.  Sarebbero 140 i paesi pronti a sostenere il riconoscimento dello Stato di Palestina, in occasione della Assemblea generale ...

La fuga annunciata di Silvio Berlusconi (Video)

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Fonti: Dichiarazione apparentemente "scherzosa" del premier " sul suo futuro "viaggio" in Panama" Navi militari " regalate " allo Stato del Panama Finmeccanica garantirà la sicurezza a Panama. Commesse da 180 milioni di euro. Accordo di cooperazione con il Panama Testo Piano di Rinascita Democratica Dichiarazione Berlusconi su Italia paese di m... Panama paradiso fiscale Marco Barone M &G

La strana analogia tra l'accordo di Mirafiori e la legge ammazza sciopero del Panama.

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Ricardo Alberto Martinelli Berrocal è  l'attuale Presidente della Repubblica di Panama. Nel  2009  con l'appoggio dell'Alleanza per il cambiamento, coalizione comprendente Cambio Democrático, il Partito Panameñista, il repubblicano Movimento Nazionalista Liberale e il Partito dell'Unione Patriottica., ha vinto le elezioni nazionali con oltre il 60% delle preferenze. Nella Repubblica del Panama, nota alle cronache specialmente per le dure repressioni patite dalle povere popolazioni indigene, in questi mesi è in corso un grande business. L'eolico. In un paese grande un quinto dell'Italia, che produce già molta più energia elettrica di quella necessaria a soddisfare la domanda nazionale, ecco che tempo addietro la Segreteria Nazionale dell'Energia di Panama, presieduta dal Ministro per gli Affari del Canale, Dani Kuzniecky, presentava il Piano Energetico Nazionale per il periodo 2009-2023, ove erano  previsti investimenti per 2.327 milioni di dollari, di ...