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I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Alcune violenze fasciste in Istria nel 1924 durante il periodo elettorale

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L'editoriale dell'Unità del 6 gennaio 1925 ricordava che in Istria vi erano 170 mila croati,60 mila sloveni e 110 mila italiani e  nell'Istria  centrale ed orientale i croati formavano il 90% della popolazione.   Ma gli accordi conseguenti alla prima guerra mondiale non tennero conto di tutto ciò ed ignorarono totalmente la volontà della maggioranza della popolazione e dunque terre prevalentemente abitate da non italiani si videro imposta la Sovranità italiana come poi esercitata effettivamente dal Regime Fascista fino alla caduta del regime medesimo.  D'altronde anche l'ex sottosegretario di Stato americano Welles dichiarava nel 1945 che “nelle sistemazioni della pace del 1919, l'ex porto austriaco di Trieste venne ceduto all'Italia assieme alla penisola istriana ed a una parte del retroterra. Non vi può essere dubbio che nelle linee di demarcazione decise allora si commisero gravi ingiustizie etniche ed economiche. Molti slavi che abitavano l'Istr...

Tra la Fieste de Patrie dal Friul e quella triestina dove mettiamo la Bisiacaria?

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Appena sbarchi a Ronchi,  uscito  dall'aeroporto noterai la grande scritta “aeroporto del Friuli-Venezia Giulia” e poi i simboli delle quattro città capoluogo.  Aeroporto che si chiama di Trieste, di Ronchi, del FVG, in provincia di Gorizia, ma intitolato a Pietro Savorgnan di Brazzà . Insomma in un nano secondo capisci quanto è difficile e complessa questa terra. Aeroporto che riporta la scritta con il trattino, che divide il Friuli dal Venezia Giulia, trattino che a livello ufficiale sarebbe venuto meno dal 2001 ma che lì ancora resiste. Che ha il nome di Ronchi ma anche quello di Trieste, seppur in provincia di Gorizia, ma anche quello della nostra regione e dedicato ad un “esploratore friulano”, anche se nato a Roma e morto a Dakar e con cittadinanza francese.  Ora, come è noto, si vuole realizzare la Fieste de Patrie dal Friul ed ovviamente non poteva mancare la risposta di Trieste, già presentati ,neanche a dirlo per iniziativa leghista, proposte p...

Amministrative 2016 a Trieste: E' giusta l'eventuale candidatura degli indipendentisti del Territorio Libero?

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Nel 2013 rilevavo che, non casualmente a parer mio, l'originario  nucleo  del movimento indipendentista di Trieste, che si batteva e batte per la costituzione del TLT, nasceva subito dopo l'elezione di Cosolini (PD) a Sindaco di Trieste, che manteneva una linea politica sul porto vecchio ben nota e che è sfociata a colpi di emendamenti governativi, nella voluta via che condurrà all'urbanizzazione di quell'area immensa.   E che le questioni del Porto Vecchio e del Punto Franco saranno le assolute protagoniste della campagna elettorale del 2016 è evidente, anche  perché  da lì passerà il futuro che verrà di Trieste e di buona parte dell'economia del FVG.  Però formulavo, nel 2013, anche un quesito, ovvero “se avessero vinto le comunali il PDL al primo turno con i loro alleati, Lista Civica Dipiazza, Lega Nord, Lista Antonione, Partito Pensionati, Destra Sociale - Fiamma Tricolore sarebbe rinata la causa indipendentista triestina con tale f...

A Ronchi collassa internet,città isolata

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Tarda mattinata del 12 marzo. Giornata primaverile, pur non essendo ancora primavera. Ma poco importa. Lì, fuori, il sole, ma necessità ti chiamano. Accendi il computer, provi a connetterti ad internet. Ma nulla. Non funziona la connessione. Partono le prime maledizioni. Penserai, sarà un problema del modem. Lo resetti. Ma ancora nulla. Penserai, sarà un problema temporaneo. Fumi la solita sigaretta e riprovi. Nuova maledizione. Chiami il call center del tuo gestore, dopo la tipica attesa di diversi minuti, ti risponderanno dall'estero. Dove la così detta manodopera costa meno. Spieghi il problema, ma a loro il tuo problema non risulta. Allora arriverai a dedurre che è il tuo modem che si è semplicemente fottuto. Esci, uno sguardo alla natura fiorente e capirai che le cose sono in realtà diverse. Non è la tua sola linea, non è il tuo modem. No. In tutta Ronchi, per quello che in città si dice, vi è stato un collasso incredibile. Un collasso che segue quello accaduto poco ...

Riforma enti locali FVG, se per mantenere l'autonomia dei piccoli comuni serve la carta di credito

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Nell'assemblea costituente emerse con forza un principio, la salvaguarda dell'autonomia del Comune. Certo, è vero che nel corso del tempo sono pervenute riforme disastrose, che da un lato hanno incrementato i poteri dei Sindaci a discapito di quelli del Consiglio di Comunale, ma la riforma del dicembre 2014 n° 26, de facto muta il ruolo dei Sindaci in Podestà del ter zo millennio . Interessante notare come la legge 237 del 1926, rientrante nel così detto novero delle leggi fascistissime, prevedeva che la Consulta municipale doveva mantenere   attribuzioni  meramente consultive, essa conferiva un parere su tutte le materie che il Podestà credeva di sottoporle. Il parere della Consulta municipale era obbligatorio in merito alle deliberazioni del Podestà concernenti l'approvazione del bilancio, gli impegni attivi e passivi vincolanti il bilancio per oltre cinque anni, la contrattazione dei prestiti, l ' imposizione dei tributi, l'alienazione di beni patrimoniali...

Quando le foibe ed il caso simbolo di Norma Cossetto vennero usati per salvare i criminali di guerra italiani

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La nuova Stampa, in prima pagina, il 28 ottobre del 1945, titolava “Orrori in Istria”.  In tale articolo si poteva leggere che “mentre la stampa jugoslava inscena una menzognera campagna anti-italiana fondata su pretese quanto inesistenti atrocità commesse dagli italiani in  Jugoslavia  non si può non raccogliere il grido di migliaia di persone che chiedono giustizia” ed il riferimento è chiaramente alle foibe citando poi diversi casi soffermandosi in particolar modo su quello di Norma Cossetto, divenuta il simbolo delle vicenda delle foibe, alla quale nel dicembre del 2005 verrà riconosciuta la medaglia d'oro al merito civile con la seguente motivazione: "Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. 5 ottobre 1943 - Villa Surani (Istria)”.  Strumentalizzata certamente,...

Attenzione ad alcuni centenari: se gestiti in cattivo modo saranno mine storiche esplosive

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Ho letto sul Piccolo del 9 marzo 2015 che per il mese di novembre 2018 si vuole organizzare in Trieste il raduno delle sezioni bersaglieri di tutto il centro nord con un evento nazionale in occasione “del ritorno di Trieste all'Italia".  Ora, non mi stupisce e non sorprende tanto l'iniziativa che verrà realizzata. E' politicamente, vista la storia di Trieste, comprensibile, forse più comprensibile rispetto a quella che qualcuno vorrebbe organizzare a Ronchi nel settembre del 2019 per ricordare, tramite un pellegrinaggio, l'occupazione di Fiume, come poi verrà, per un breve periodo, annessa all'Italia per mano del fascismo.  Quest'ultima iniziativa, se mai troverà luogo, sarà di una gravità inaudita, anche  perché  si vuole ricordare, celebrare, l'occupazione di una città appartenente ad uno Stato estero, quale la Croazia. Certo, ancora oggi si effettuano iniziative in tal 12 settembre presso il monumento di Monfalcone, che i cittadini di Ronchi ...