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Alcune violenze fasciste in Istria nel 1924 durante il periodo elettorale

L'editoriale dell'Unità del 6 gennaio 1925 ricordava che in Istria vi erano 170 mila croati,60 mila sloveni e 110 mila italiani e nell'Istria centrale ed orientale i croati formavano il 90% della popolazione.  Ma gli accordi conseguenti alla prima guerra mondiale non tennero conto di tutto ciò ed ignorarono totalmente la volontà della maggioranza della popolazione e dunque terre prevalentemente abitate da non italiani si videro imposta la Sovranità italiana come poi esercitata effettivamente dal Regime Fascista fino alla caduta del regime medesimo. D'altronde anche l'ex sottosegretario di Stato americano Welles dichiarava nel 1945 che “nelle sistemazioni della pace del 1919, l'ex porto austriaco di Trieste venne ceduto all'Italia assieme alla penisola istriana ed a una parte del retroterra. Non vi può essere dubbio che nelle linee di demarcazione decise allora si commisero gravi ingiustizie etniche ed economiche. Molti slavi che abitavano l'Istria vennero posti sotto la sovranità italiana”. Si ricordava anche che la Dalmazia con il resto delle isole contava circa 600 mila abitanti e vedeva il 16 % della popolazione essere serba, il 63% croata ed il resto italiana. Italiani che risultavano essere concentrati specialmente lungo le città del litorale. In tale contesto il regime fin dal suo avvento ha iniziato ad esercitare diverse violenze di cui ora ne riporterò alcune come evidenziate nel corso del 1924, perché è questo l'anno che per ora ho voluto analizzare,utilizzando come fonte alcune notizie dell'Unità
Anno importante, perché è quello che segna l'importante processo elettorale per il fascismo. Tra il 17 maggio ed il 24 maggio del 1924, per diversi motivi, spesso opportunistici, penso al caso di Ronchi dove la cittadinanza a Mussolini venne anche conferita per sollecitare il cambio della denominazione in Ronchi “dei legionari”, come voluta dal consiglio comunale fascista, in Italia si è registrata una mera ondata di cittadinanze riconosciute a Mussolini.
Erano i giorni del censimento dei sovversivi, comunisti, repubblicani, socialisti, anarchici, erano i giorni dove le violenze fasciste continuavano indisturbate, ma erano anche i giorni di turbamento per il fascismo in relazione ad un grande scandalo petrolifero che emerse sulla stampa, erano anche i giorni che anticipavano la nuova legislatura, la XXVII legislatura, che alcuni giornali di quel tempo intitolavano dalla monarchia democratica alla monarchia fascista, vista l'esaltazione del fascismo come manifestata, nel discorso reale. 
Un discorso fascista nella forma e nella sostanza da parte del Re Vittorio Emanuele III. La Stampa del 21 maggio 1924 denunciava, in diversi casi, l'esistenza di alcune circolari sia prefettizie che di funzionari fascisti, che invitavano i Comuni a convocare d'urgenza il consiglio comunale, cosa che accadrà nella quasi totalità dei casi, per riconoscere la cittadinanza onoraria a Mussolini per blindare l'inizio della nuova legislatura. Come accaduto, per esempio anche a Trieste. Circolari che valevano come monito per i Comuni che non avevano seguito ancora l'esempio di Roma in materia di cittadinanza onoraria. 
E' anche interessante notare che i Prefetti, nel loro atto "riservato" invitavano i consigli comunali interessati a non fare alcun riferimento alla circolare ivi citata, questo perché doveva apparire tutto come atto spontaneo e naturale. Il quadro che ora segue evidenzia, in modo sintetico ma abbastanza indicativo, cosa accadde,specialmente durante i processi elettorali e non solo, in Istria e come il Regime fascista iniziava a consolidare le sue note pratiche di violenza. Certamente significative sono le forme di resistenza e di opposizione come esercitate specialmente dai contadini e da molti operai, i quali in molti casi preferivano patire la fame piuttosto che piegarsi alle brutalità degli occupanti fascisti. 

16 marzo 1924
Si riporta la tragicità della situazione nella zona mineraria di Albona. “Le autorità ed i fascisti si abbandonano a grandi eccessi. Qualunque persona sconosciuta che arrivi in Albona con l'autocorriera è immediatamente interrogata dai carabinieri, perquisita, richiesta di documenti di riconoscimento, accompagnata in caserma ove al minimo sospetto è trattenuta. Le case dei contadini sono oggetto di continue perquisizioni eseguite con brutalità senza nessun riguardo neanche per le donne. La famigerata società Arsa ha un vero terrore ed un grande odio contro i forti ed irriducibili minatori. Domenica scorsa il rappresentante sindacale del Sindacato dei fascisti aveva convocato un comizio di minatori per persuadere i minatori ad aderire ai sindacati fascisti.Il comizio fu disertato dai minatori. La Arsa e i fascisti hanno fatto spargere la voce che le miniere non si riapriranno se i minatori non aderiscono al sindacato fascista.I minatori rispondono così : “siamo nella più squallida miseria,ma a costo di morire di fame non ci pieghiamo”. Avvicinandosi la data delle elezioni qualche carabiniere più imprudente degli altri non esitava a dichiarare che non sarà lecito votare per la lista di Unità proletaria e che prima del giorno delle elezioni cominceranno a mettere in carcere quanta più gente sarà possibile. Molti nostri compagni sono banditi dalle loro case dal 1921 e se si azzardassero a ritornare sarebbero assassinati”.

28 marzo 1924
Le violenze fasciste vanno aumentando di giorno in giorno con l'approssimarsi delle elezioni. “Sugli operai del cantiere si fanno tante pressioni per indurli a votare per la lista nazionale o il Governo per rappresaglia chiuderà il cantiere. A Isola una squadra di fascisti di Pirano ha percosso parecchi operai minacciando loro di maggiori violenze.Si hanno notizie da altre località che i fascisti minacciano tutti coloro che in vista di sovversivi qualora facessero la minima propaganda elettorale". 

4 aprile 1924 
Continuano gli arresti arbitrari nella zona dell'Istria Orientale. "Ad Albona vennero bastonati cinque compagni col pretesto che svolgevano una propaganda elettorale illegale( nuovo reato fabbricato in occasione di queste elezioni).I lavoratori che hanno rifiutato di aderire al sindacato fascista preferiscono patire la fame ed emigrare come stanno facendo da tempo" piuttosto che aderire ai citati sindacati.

8 aprile 1924
Nelle due province dell'Istria e del Friuli si sono usati i più sfacciati soprusi. "Ai fiduciari della lista dell'Unità proletaria fu impedito di recarsi alle rispettive sedi elettorali o furono scacciati dove erano riusciti ad entrare.Sappiamo che soltanto a Capo d'Istria la lista proletaria aveva raccolto circa 500 voti che furono ridotti a 98".

27 aprile 1924
In un Paese dell'Istria, Vismada, i contadini in segno di protesta,poiché il giorno delle elezioni venne loro impedito l'andata alle urne, boicottarono l'asta per l'appalto di apprezzamenti di bosco e prati ed il Comune a causa di questa protesta perse introiti di parecchie migliaia di lire.

BESEDNJAK nella seduta del 4 giugno del 1924 alla Camera ricorderà,a proposito delle citate elezioni che: “...abbiamo avuto delle violenze. Ai nostri elettori furono strappate le legittimazioni, i nostri rappresentanti di lista furono allontanati dalle sezioni elettorali, padri di famiglia e giovinetti furono percossi, la lotta si condusse in alcune località con colpi di fucile, e negli ospedali abbiamo avuto dei feriti. Ed affinchè gli onorevoli colleglli non credano che io mentisca, dichiaro che nei giorni dell'apertura del Parlamento nella valle del Vipacco hanno avuto luogo i funerali del primo martire politico sloveno... (Rumori a destra)...mentre io viaggiavo verso Roma, si seppelliva il lavoratore Antonio Strancar che è morto in seguito ad una fucilata ricevuta durante il comizio elettorale ad Aidussina. Migliaia di contadini sloveni e di ragazze vestite di bianco seguivano piangendo il convoglio, e restituivano alla, terra la spoglia mortale di Antonio Strancar che dette la sua vita per il nostro popolo”.

8 giugno 1924
Carabinieri arrestano un compagno per essere sospettato di un furto in Chiesa. Rimase in carcere per diversi mesi per poi essere assolto. "Grande indignazione regna in paese, a Fasano, contro le calunnie e la prepotenza dei tutori dell'ordine pubblico".

Ed il 1925 non inizierà sotto un segno migliore. Il 18 gennaio del 1925 a Pirano "mentre una compagnia di zingari dava una rappresentazione, innanzi ad un pubblico prevalentemente di donne e bambini e contadini, irruppero in sala una trentina di fascisti armati di rivoltella e moschetti e diedero a percuotere quanti trovavano nel luogo. Parecchie donne caddero malate per lo spavento e parecchi sono i feriti ed i contusi tra i quali una bambina di nove anni colpita alla fronte col calcio di una rivoltella; un contadino ebbe la faccia sfregiata da un colpo di baionetta. I fascisti arrestarono parecchi contadini che si erano difesi i quali poi vennero rilasciati. Pattuglioni di carabinieri girano per le campagne perquisendo i contadini e visitano le case". 

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