L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

Immagine
Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Monfalcone ed i nomi delle scuole: il tempo si è fermato alla prima guerra mondiale, e c'è anche il caso di una scuola dedicata ad un reclutatore di GLADIO

Nell'osservare i nomi delle scuole di Monfalcone si rimane impressionati dalla concentrazione di intitolazioni a favore di militari, irredentisti, a dimostrazione che il tempo sembra essersi fermato alla prima guerra mondiale, nella migliore delle ipotesi. Vi è la scuola Giacich Ezio, volontario nella Prima Guerra Mondiale, Sottotenente di Fanteria caduto il 15 novembre 1916 e decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla memoria. Vi è la scuola Nazario Sauro, cui è intitolata la Scuola del Rione di Panzano che si arruolò come volontario nella Regia Marina italiana "tradendo" l'Austria, e per questo perse la vita, vi è la scuola Giovanni Randaccio, massone e militare che perse la vita nella grande guerra, la scuola Enrico Toti, invalido civile volontario di guerra, il 6 agosto 1916 partecipò ad uno scontro bellico all’attacco di Quota 85 ad est di Monfalcone dove perse la vita, vi è la scuola intitolata al "Tenente Cassinis" colpito a morte da una scheggia di granata nei pressi di Gradisca durante la grande guerra, vi è la scuola "Duca D'Aosta", noto generale italiano, anche per la sua circolare del 1 novembre 1916:
"Intendo che la disciplina regni sempre sovrana fra le mie truppe. Perciò ho approvato che, nei reparti che sciaguratamente si macchiarono di così grave onta, alcuni, colpevoli o non, fossero immediatamente passati per le armi. Così farò, inesorabilmente, quante volte sarà necessario. La patria ci ha affidato un sacro dovere. Per compierlo, non mi arresterò davanti a nessuna misura, per quanto grave". 
Non fu mai processato per le decimazioni. Vi è la scuola intitolata a Cesare Battisti, alpino, giustiziato per alto tradimento dagli austriaci, ed è insieme a Nazario Sauro, Oberdan uno dei simboli dell'irredentismo italiano, vi è la scuola intitolata al tenente colonnello Amelio Cuzzi, medaglia di bronzo al valor militare, che fu anche aderente all'organizzazione GLADIO, realtà paramilitare appartenente alla rete internazionale Stay-behind promossa dalla CIA con lo scopo di combattere sostanzialmente il comunismo, dove ebbe il ruolo di reclutatore. La procedura di intitolazione delle scuole è disciplinata dalla C.M. n. 313, prot. n. 2745 del 12.11.1980. L'intitolazione della scuola viene deliberata dal consiglio di circolo o di istituto, sentito il collegio dei docenti. Le competenze generali del consiglio di circolo o di istituto previste dall'art. 6 del D.P.R. 416 del 1974 portano a considerarlo l'organo legittimato a deliberare nella presente materia. La deliberazione è successivamente inviata al Provveditore agli studi, che acquisisce le valutazioni del Prefetto e della Giunta comunale. Acquisite le valutazioni del Prefetto e della giunta comunale, se gli stessi sono favorevoli, il Provveditore agli studi emana il decreto di intitolazione inviandolo poi integralmente alla scuola e al Ministero (Direzioni Generali, Ispettorati e Servizio competenti). Una procedura complessa, certo. 
Non si vuole qui discutere dei meriti o meno dei militari o irredentisti a cui è stata intitolata una scuola, non è questo il filone narrativo che si sta seguendo in tale riflessione, ma il fatto che è veramente notevole osservare come un numero importante di scuole a Monfalcone siano intitolate a personalità che provengono dall'ambiente militare. u
Un ripensamento sarebbe necessario, anche per i valori che si vorrebbero inculcare con l'intitolazione della scuola, con tutto il rispetto che si possa manifestare verso chi militare o ha sacrificato o perso la propria vita nell'espletamento dei propri doveri. 
Si può essere patrioti anche senza perseguire la via del militarismo, irredentismo o ideologica dell'anticomunismo, pensando invece a dei nomi certamente più consoni alla comunità scolastica. Non si tratta di porre in essere alcuna banale ed insensata damnatio memoriae, per usare una frase di Gianni Rodari, "l'Italia è un paese più attento ai calciatori e ai cantanti che ai suoi veri maestri", ecco, bisogna capire chi sono i veri "maestri" in una Monfalcone rimasta ferma ai tempi della grande guerra, nomi a cui ispirarsi per intitolare la scuola, maestri che siano pertinenti con l'aspetto educativo ed il valore sociale che la scuola riveste nella nostra società e nel nostro tempo che non è più quello di quel maledetto '900 segnato da due conflitti mondiali e il dilagare di dittature ed imposizioni ideologiche che hanno visto l'affermarsi di principi oggi superati dalla storia.
mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?