"Intendo che la disciplina regni sempre sovrana fra le mie
truppe. Perciò ho approvato che, nei reparti che sciaguratamente si
macchiarono di così grave onta, alcuni, colpevoli o non, fossero
immediatamente passati per le armi. Così farò, inesorabilmente, quante
volte sarà necessario. La patria ci ha affidato un sacro dovere. Per
compierlo, non mi arresterò davanti a nessuna misura, per quanto grave".
Non fu mai processato per le decimazioni. Vi è la scuola intitolata a Cesare Battisti,
alpino, giustiziato per alto tradimento dagli austriaci, ed è insieme a
Nazario Sauro, Oberdan uno dei simboli dell'irredentismo italiano, vi è
la scuola intitolata al tenente colonnello Amelio Cuzzi, medaglia di
bronzo al valor militare, che fu anche aderente all'organizzazione GLADIO, realtà paramilitare appartenente alla rete internazionale Stay-behind promossa dalla CIA con lo scopo di combattere sostanzialmente il comunismo, dove ebbe
il ruolo di reclutatore. La procedura di
intitolazione delle scuole è disciplinata dalla C.M. n. 313, prot. n.
2745 del 12.11.1980. L'intitolazione della scuola viene deliberata dal
consiglio di circolo o di istituto, sentito il collegio dei docenti. Le
competenze generali del consiglio di circolo o di istituto previste
dall'art. 6 del D.P.R. 416 del 1974 portano a considerarlo l'organo
legittimato a deliberare nella presente materia. La deliberazione è
successivamente inviata al Provveditore agli studi, che acquisisce le
valutazioni del Prefetto e della Giunta comunale. Acquisite le
valutazioni del Prefetto e della giunta comunale, se gli stessi sono
favorevoli, il Provveditore agli studi emana il decreto di intitolazione
inviandolo poi integralmente alla scuola e al Ministero (Direzioni
Generali, Ispettorati e Servizio competenti). Una procedura complessa,
certo.
Non si vuole qui discutere dei meriti o meno dei militari o
irredentisti a cui è stata intitolata una scuola, non è questo il filone
narrativo che si sta seguendo in tale riflessione, ma il fatto che è
veramente notevole osservare come un numero importante di scuole a
Monfalcone siano intitolate a personalità che provengono dall'ambiente
militare. u
Un ripensamento sarebbe
necessario, anche per i valori che si vorrebbero inculcare con
l'intitolazione della scuola, con tutto il rispetto che si possa
manifestare verso chi militare o ha sacrificato o perso la propria vita
nell'espletamento dei propri doveri.
Si può essere patrioti anche senza
perseguire la via del militarismo, irredentismo o ideologica
dell'anticomunismo, pensando invece a dei nomi certamente più consoni
alla comunità scolastica. Non si tratta di porre in essere alcuna banale
ed insensata damnatio memoriae, per usare una frase di Gianni Rodari, "l'Italia è un paese più attento ai calciatori e ai cantanti che ai suoi veri maestri",
ecco, bisogna capire chi sono i veri "maestri" in una Monfalcone rimasta
ferma ai tempi della grande guerra, nomi a cui ispirarsi per intitolare
la scuola, maestri che siano pertinenti con l'aspetto educativo
ed il valore sociale che la scuola riveste nella nostra società e nel
nostro tempo che non è più quello di quel maledetto '900 segnato
da due conflitti mondiali e il dilagare di dittature ed imposizioni
ideologiche che hanno visto l'affermarsi di principi oggi superati dalla
storia.
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