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Visualizzazione dei post con l'etichetta censura

Il disastro ferroviario tra Monfalcone e Ronchi evitato per un soffio

Provate a immaginare la scena, perché è una storia straordinaria e, al tempo stesso, assolutamente agghiacciante. Siamo nel mese di ottobre del 1981, precisamente  alla stazione di Nabresina, è sera, sono circa le dieci di un giorno qualunque. C'è la solita routine ferroviaria: gli operai stanno eseguendo delle manovre di routine per spostare sedici vagoni merci da un binario all'altro. Niente di speciale, lavoro quotidiano. Solo che a un certo punto la locomotiva addetta alla manovra dà una spinta. Ma non una spinta normale, prudente: dà una spinta tremenda , un colpo secco, decisamente troppo forte. E succede  una cosa pazzesca, che questi sedici vagoni, stracarichi di merci, superano il segnale di sosta e partono. Da soli. Senza motrice, senza frenatori a bordo, per pura forza d'inerzia! E imboccano la linea verso Monfalcone-Ronchi, che in quel tratto è in discesa. Invece di rallentare,  raggiungono i vagoni una velocità incredibile. Da mettere i brividi. Questi v...

Dai manifesti censurati di Trieste, al no se pol Avvenire e Manifesto nella biblioteca di Monfalcone

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Gesù forse direbbe: Padre, perdona loro , perché non sanno quello che fanno . E Marx probabilmente evidenzierebbe che gli uomini fanno la propria storia . E la storia che si sta scrivendo in questi anni nella Venezia Giulia tra Trieste e Monfalcone, è una storia deprimente se non ridicola. E non sempre si ha il coraggio di riconoscere l'onestà del proprio intento, a volte si preferisce ricorrere alla dialettica che vorrebbe ribaltare la frittata, ma la frittata rimarrà sempre frittata, da qualsiasi parte tu la voglia ribaltare e come tu la voglia chiamare. La frittata della censura si è scagliata su Trieste , a partire dalla rimozione dello striscione per la verità per Giulio Regeni dal palazzo "sipario" del Municipio di Piazza dell'Unità.  Venne come risposta collocato dalla Regione del FVG, ad oggi continua a resistere, non si sa quanto per ancora.  Nella Trieste, città del mare, da una linea nacque una portacontainers ricca di merce da distribuire in più p...

Dallo striscione per Giulio Regeni,al manifesto della Barcolana,alla locandina sulle Leggi Razziali. Non è questo lo spirito di Trieste

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Senso di fastidio, mancata condivisione, moderatamente o meno, il segnale della forbice della censura arriva. Così è stato nel 2016 con la rimozione dello striscione dalla facciata del palazzo "sipario" del Comune di Trieste per la verità per Giulio Regeni, così è stato per il manifesto della Barcolana, che è stato letto in modo politico, perchè non tutti possono essere sulla stessa barca, così è stato per la locandina che pubblicizzava un lavoro durato mesi, di alcuni ragazzi e ragazze del Liceo Petrarca di Trieste  per una mostra dal titolo "razzismo in cattedra", che è saltata a causa di una locandina che altro non ha fatto che sbattere, poi in modo neanche tanto "forte" a dirla tutta, la verità storica in faccia. Non è questo lo spirito di Trieste, almeno quello di questo secolo e quello in cui credono le nuove generazioni che vogliono condividere  internazionalismo, solidarietà, fratellanza e cittadinanza nel mondo andando oltre ogni confine ...

Gestisci un blog? Attenzione ai commenti si rischia la condanna per diffamazione

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Il Tribunale di Varese, con una sentenza depositata il giorno 8 aprile 2013, numero di ruolo generale 116/13, ha espresso un principio ed una condanna, a dir poco incredibile e pericolosa, ma in linea con l'epoca dell'austerità e del rigore vigente. Una blogger, e ribadisco una blogger, quindi siamo in migliaia ad essere chiamati in causa, ed il principio che seguirà è estendibile anche ai social network, amministrava il suo blog, ed è emerso un dibattito, forte, duro ed aspro, tra aspiranti scrittori o scrittori esordienti, in merito alle note problematiche che emergono sulla pubblicazione di libri. Veniva presa di mira una casa editrice specifica. Commenti dopo commenti, specialmente anonimi , cosa accadeva? Che la casa editrice interessata querelava l'amministratrice del Blog. Il Tribunale di Varese, nella sua sentenza, scriverà che “gli epiteti “cloache editoriali”, “truffatori”, signori della truffa”, cosche mafiose”, “strozzini”, attribuiti alla categoria...

L’Italia aderisce al progetto CleanIt, internet a rischio censura

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--> Il progetto cleanIT, costato circa 400 mila euro, nel 2011 è stato avviato dall’Olanda, è rivolto a definire un piano di collaborazione pubblico- privato in cui tutti i Paesi siano coinvolti a individuare le migliori pratiche da attuare per contrastare l’uso di internet a fini terroristici. Fino ad oggi avevano aderito dieci stati membri dell’Ue (oltre al paese promotore, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Spagna, Ungheria, Romania, Austria, Danimarca e Grecia). Il 29 gennaio è stato il turno dell'Italia. Il Progetto CleanIT è un sistema di scambio delle informazioni sugli attacchi di hacker e condivisione dei metodi di difesa dal cyber-crime, con l’obiettivo specifico di trovare le migliori risposte all'uso del web da parte delle organizzazioni terroristiche che, grazie alla rete, trovano finanziamenti, fanno propaganda e proselitismo. Cosa si intende per terrorismo? Nel documento di Cleanit si legge che l'Unione europea (UE) ha definito i r...

Ma la Calabria è ancora in Italia?

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Cammini sul ponte che attraversa il Canal Grande di Trieste, osservi i lavori della nuova e controversa passerella, che in barba alla conformità storica ed architettonica del luogo, consentirà alle persone, nel rispetto pieno della frenesia quotidiana, di attraversare più rapidamente il canale . Certo, si obietterà, quella passerella rientra nell'ottica programmatica del processo di pedonalizzazione dell'intera zona. Quindi, tutto normale. Già, tutto normale. E ti chiedi cosa è realmente normale? Ritorno su una questione che ho denunciato più volte e che continuerò a fare. Il silenzio silenzioso, quasi omertoso, che a livello informativo e mediatico, ruota intorno alla Calabria, ma anche sulle altre regioni del Sud. Per fortuna esiste internet. La rete. La rete ti permette di sapere cosa accade nella tua terra, ed insieme alle informazioni che ti forniscono parenti ed amici, riesci a capire, chiudendo gli occhi, come si continua a vivere in Calabria. ...

Anonymous(?) contro Beppe Grillo, ecco il perchè.

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Attaccato il blog di Beppe Grillo. Nel blog ufficiale di Anonymous Italia  si legge testualmente quanto segue:   L'attacco di oggi è stato effettuato da una cellula AnonOps, server irc in cui si riuniscono vari coordinatori. Una cellula specializzata in botnet ha utilizzato i mezzi a sua disposizione per oscurare il sito beppegrillo.it Il blog anon-news.blogspot.com e' amministrato da molti coordinatori, ognuno ha potere di postare cio' che ritiene importante, informando in tempo, se e' possibile, le altre cellule o coordinatori AnonOps. Ricordiamo che AnonOps non e' Anonymous , ma una rete dove gli Anonymous si organizzano e comunicano da svariati anni. I 700+ commenti e il resto dei commenti sono stati cancellati per ovvi motivi: cancellando i post anche i commenti vengono cancellati. La cellula operante e' stata momentaneamente esclusa dall'amministrazione del blog, fino a quando l'intera comunita' (quindi anche chi ha com...

No Tav : la resa dei conti.

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Luca ha semplicemente attuato un gesto individuale ma con l'intento di difendere un bene comune. Un gesto individuale non egoistico volto a sollevare la solidarietà collettiva. Chiamala se vuoi anarchia ribelle che ha dimostrato come il singolo gesto, che sfugge alle gabbie della Polizia di questa non più democrazia, bensì viva e tetra tirannia, può conseguire effetti devastanti per il sistema esistente, per l'ordine pubblico imposto. Certo, probabilmente se Luca non perdeva l'equilibrio fisico, o se non poneva a rischio la propria vita, forse quel gesto isolato, sarebbe rimasto un semplice gesto. Un gesto volto al logoramento, come la battaglia dei ferrovieri, isolati dai media, dimenticati, salvo essere “glorificati” nel giorno mediatico edificato ad hoc, da buona parte della società politica e sociale. Probabilmente Luca sarebbe rimasto attaccato al palo per qualche ora, probabilmente si sarebbe parlato poco dell'occupazione illegale, illegittima, ...

A rischio sequestro il cortometraggio sulla storia di Alessandro Caravillani, ucciso dalla Mambro. Intervista a Enzo De Camillis, autore del corto.

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Questa è una di quelle storie che devono essere conosciute. E' una di quelle vicende, che rischiano di compromettere sia quel senso di libertà che deve caratterizzare l'arte e la cultura, sia quel senso di rispetto per una vita uccisa dalla follia dei neofascisti dei Nar. L'arte e la cultura non si processano. Eppure qualcuno prova ad adoperarsi per censurare, per attaccare la voce della verità che ha trovato nell'arte il suo eco. Era il marzo del 1982. Alessandro, come molti ragazzi della sua età, si stava recando a scuola. Ma quel giorno il destino, maledetto in questo caso, ha voluto che i suoi sogni, la sua vita, il suo divenire, dovesse giungere alla fine. Incontra i proiettili dei Nar durante una rapina avvenuta a piazza Irnerio. La Mambro ferita in quella occasione,  viene abbandonata ...