Quel paradosso di Gorizia, dove da un lato si celebrano i cooperanti dei nazisti, dall'altro li si condannano come odiatori dell'Italia

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A Gorizia il nazionalismo è capace di produrre dei cortocircuiti storici incredibili. Da un lato al parco della Rimembranza continua a dominare sovrano il monumento fatto a pezzi dai domobranci, collaborazionisti dei nazisti nella Venezia Giulia occupata dalla Germania nazista, con una targa dove si può leggere che "mano incivile armata dall'odio dei nemici dell'Italia" il  il 12 agosto del 1944 lo fecero saltare in aria". Evento che fu la conseguenza dell'attentato che avvenne al teatro Verdi di Gorizia il pomeriggio del 5 agosto del 1944. Al le ore 17.30 scoppiava una bomba ad orologeria nell'interno del teatro Verdi di Gorizia, a quell'ora affollato di donne e bambini. Rimanevano ferite 10 persone fra le quali due gravemente e decedevano poi all'ospedale. Altra bomba  inesplosa  veniva rinvenuta nella galleria dello stesso Teatro. Inizialmente si diede colpa ai partigiani, liquidati sempre come banditi, ma diverse ipotesi invece hanno sost...

La guerra ai confini con l'Europa, come quando si sparò alle porte di Gorizia. Conflitti nazionali ma dai risvolti geopolitici internazionali



Piovono missili a pochi minuti di distanza dai confini attuali dell'Unione Europea. La guerra in Ucraina, chiamata dai russi operazione militare speciale, ricorda per alcuni aspetti quanto accadde nei territori dell'ex Jugoslavia. La fuga della Slovenia, i dieci giorni di guerra alle porte dell'Europa, in quel fine giugno del 1991, che determinò una cinquantina di morti e centinaia di feriti, e soprattutto l'inizio della caduta della Jugoslavia. Dopo la Slovenia, fu la Croazia ad andare via e poi, come ben sappiamo, una guerra fratricida devastante che vide anche la NATO far piovere i suoi democratici missili nel cuore di Belgrado in un conflitto complessivamente decennale che segnò la fine, drammatica, della Jugoslavia.  L'Europa si è schierata apertamente a sostegno dell'Ucraina, armandola, sanzionando i russi, aprendo le porte all'adesione all'UE di un Paese che forse farebbe bene a rimanere cuscinetto tra Europa e Russia. Conflitti nazionali, nazionalistici, dai risvolti geopolitici internazionali. Perché in Ucraina, come avvenne in Siria, si sta giocando lo scontro tra il blocco Occidentale ed Orientale con un mondo diviso in due blocchi come ai tempi del muro di Berlino. Solo che questa volta il problema non è il comunismo, ma tutto avviene nell'orticello del capitalismo. Oggi, Gorizia e Nova Gorica cooperano insieme, con il progetto capitale europea della cultura 2025. Chissà che storia si racconterà dalle parti di Kiev tra qualche decennio.

mb

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