I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Come si riscrive la storia... Se i 71 fucilati, prigionieri politici, di Opicina, diventano militari italiani fucilati dai nazisti


 




Nella sezione di Wikipedia dedicata al turismo alla pagina di Trieste, si legge: Dopo la Prima Guerra Mondiale la città attraversò un periodo difficile dal punto di vista economico culminato infine con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e l’occupazione tedesca incominciata nel 1943 che causò terribili eccidi come la fucilazione di militari italiani a Opicina nel 1944.

Opicina è stata teatro di diverse fucilazioni, la più grave fu sicuramente quella del 3 aprile del 1944 che portò alla morte 71 prigionieri politici, come atto di vendetta da parte nazista in relazione ad un attentato compiuto in città. I prigionieri politici prelevati furono 72, uno si salvò miracolosamente, fu questa la storia di Stevo. 71 prigionieri politici, di cui ben 16 furono partigiani, 55 appartenevano alla società civile ma erano pressoché vicini alla Resistenza. Tra i fucilati vi furono anche tre ragazzi tra i 12 e 16 anni Fra i 71 e ci fu anche una donna, la ventenne Maria Rosa Ukmar di Maresego. No, non erano militari italiani i fucilati di Opicina. Si tratta questo dell'ennesimo esempio di cattivo uso e consumo della storia su uno dei canali più importanti per la libera divulgazione della storia dei luoghi. Si tratta di un cattivo e preoccupante segnale che continua ad affermarsi con una frequenza allarmante.
mb

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