Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

La questione del consolato italiano di Capodistria è anche negli archivi della NATO

 


Sulla vicenda del consolato italiano a Capodistria avevo già dedicato un breve scritto dopo quanto rintracciato negli archivi della CIA. C'era una chiara opposizione da parte jugoslava nel voler vedere nel proprio territorio un riferimento istituzionale di simile importanza, di connessione politica e governativa con l'Italia, tanto che si propose di realizzarlo nei paraggi di Lubiana. cioè il più lontano possibile da Capodistria. Da canto loro, anche su Trieste si registrarono dei muri sull'apertura del consolato jugoslavo in città.  Una vicenda calda, che determinò complesse trattative e si risolse con una lettera d'intenti di reciprocità che venne inserita nel Memorandum di Londra del 1954. Tanto calda fu la questione diplomatica che è presente anche negli archivi della NATO.



Due documenti, del 6 ottobre 1954, uno in versione inglese e l'altro in versione francese infatti richiamano la questione conclusiva del consolato in relazione a quanto emerso ne Memorandum. Vicenda che insomma non ha lasciato indifferente neanche la NATO oltre altre correlate alla vicenda capodistriana e triestina.



Il Memorandum è inoltre accompagnato da alcune lettere scambiate tra l'Ambasciatore italiano e l'Ambasciatore jugoslavo a Londra in merito ad alcune questioni, di immediata applicazione, quale la questione  del Porto Franco di Trieste, la questione delle istituzioni culturali e quella dell'insediamento di funzionari pubblici a Trieste e Capodistria per l'esercizio della funzione consolare

mb

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