Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

Immagine
  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Quando a Capodistria la Jugoslavia si oppose all'apertura del consolato italiano perchè "c'erano pochi italiani"

 


In un bel palazzotto rosa sulle rive capodistriane sventolano la bandiera europea e quella italiana. Siamo in via Belvedere, una delle vie più suggestive della città istriana dove lo sguardo si perde nella bellezza del golfo di Trieste. Eppure la storia di questo consolato è stata travagliata, tutt'altro che scontata. Ad esempio in un documento conservato negli archivi della CIA  del 16 luglio 1954 si relaziona dello stato delle cose tra Italia e Jugoslavia sulla questione di Trieste. Si relaziona delle proposte e scambi di vedute tra l' ambasciatore Brosio per parte italiana, e Velebit per parte jugoslava. Tra i punti di scontro c'era la questione del consolato italiano a Capodistria. L'Italia insisteva per aprirlo, ma la Jugoslavia, per voce di Velebit, si rifiutava con fermezza, motivando che c'erano pochi italiani e che in base alle condizioni di reciprocità sarebbe stato invece favorevole all'apertura del consolato italiano fuori dall'aria del TLT, ad esempio verso Lubiana.

Una motivazione politica che chiaramente aveva come scopo il fatto di non aver alcuna rappresentanza italiana in quella zona contesa, per evitare qualsiasi legame con l'Italia. A Capodistria secondo il censimento austroungarico del 1900 vivevano 7205 italiani, 391 sloveni, 167 croati e 67 tedeschi. Dopo le vicende del Trattato di Pace la popolazione si ridusse in modo considerevole per arrivare ai numeri non felici di oggi. Ma per i "rimasti", nessun legame istituzionale e politico con l'Italia doveva esserci. Sarà solo con il testo ufficiale del 1954  qualche mese dopo che si arriverà invece all'accordo che consentirà l'apertura della sede consolare italiana a Capodistria secondo la condizione della reciprocità che vorrà a Trieste la rappresentanza jugoslava:


Uffici per lo svolgimento delle funzioni consolari

Lettera dell'Ambasciatore d'Italia a Londra all'Ambascíatore di Jugoslavia:

Ho l'onore di riferirmi al Memorandum d'intesa parafato oggi a Londra e di chiedere se il Suo Governo è d'accordo a che il mio Governo apra un Ufficio in Capodistria per lo svolgimento delle funzioni consolari nei riguardi del territorio che verrà sotto l'amministrazione jugoslava in base alle disposizioni del Memorandum sopra menzionato. Nel caso che il Suo Governo sia d'accordo il mio Governo si propone di nominare un Console a capo di tale Ufficio. Sono in grado di dichiarare che il mio Governo, per parte sua, è pronto ad approvare la conversione della rappresentanza jugoslava a Trieste in un Ufficio per lo svolgimento delle funzioni consolari nei riguardi del territorio che verrà sotto l'amministrazione italiana ai termini del Memorandum d'intesa.

Risposta dell'Ambasciatore di Jugoslavia a Londra all'Ambasciatore d'Italia:

Ho l'onore di accusare ricevuta della Sua lettera in data odierna e di ringraziarLa per la proposta del Suo Governo relativa alla rappresentanza del Governo jugoslavo in Trieste. Il mio Governo si propone di nominare un Console Generale come Capo della sua rappresentanza a Trieste.

Il mio Governo è d'accordo, da parte sua, per l'apertura da parte del Suo Governo di un Ufficio in Capodistria per lo svolgimento delle funzioni consolari nei riguardi del territorio che verrà sotto l'amministrazione jugoslava.

 

Interessante notare anche la piantina allegata nella documentazione prodotta dalla CIA. Capodistria è riportata solo in italiano e non come Koper, come invece accadrà in altri documenti dove però il primo nome sarà sempre Capodistria seguito tra parentesi da Koper, il nome sloveno della città istriana.

mb

Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?