Si istituisca la giornata del ricordo per le vittime dei bombardamenti aerei degli angloamericani

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Siamo il Paese dei campanili, e questa cosa si riflette anche nel modo in cui ricordiamo i nostri morti. Ed è esattamente quello che succede con i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. C'è questa memoria frammentata , quasi molecolare. A Benevento si fermano il 29 settembre, a Siracusa il 27 febbraio e si può continuare, da Monfalcone, a Vibo Valentia,  ognuno ha la sua data, il suo mazzo di fiori, il suo pezzetto di dolore nel cortile di casa. Ma il quadro d'insieme, quello che dovremmo vedere tutti come nazione, scompare. Proviamo a immaginarcela, quella Torino della notte tra l'11 e il 12 giugno 1940. È appena iniziata, la guerra. E arrivano questi trentasei aerei britannici, fu il primo bombardamento aereo verificatosi in Italia. E poi c'è Foggia . Ecco, lì bisogna fermarsi un momento, perché quello che succede a Foggia è un’ecatombe che facciamo fatica persino a concepire. Si parla di ventimila morti . Ventimila! Una città che viene rasa al suolo per il sett...

Eliminato dalla home del sito della regione FVG il logo Verità per Giulio Regeni


Prima, c'era. Era grande. Poi, a novembre 2018 c'è stata una prima riduzione di spazio. Ma era pur sempre nella home del sito. Ora, in questa estate, dopo la rimozione avvenuta dalla facciata del palazzo della Regione FVG, nonostante 50mila firme raccolte in tutta Italia per chiederne la restituzione dello striscione verità per Giulio, è stato anche eliminato dalla home del sito della Regione il logo verità per Giulio Regeni.Un vuoto che dopo tre anni non poteva che colpirti.
E ti ha colpito. Si potrà trovare un messaggio sul punto solo nella sezione dedicata al Consiglio Regionale del FVG.

Insomma, sicuramente in Egitto saranno tutt'altro che infelici di questa ennesima scelta, di questo ennesimo vuoto, di questa ennesima riduzione di spazio che non aiuta certamente la difficile battaglia per conquistare verità e giustizia di un nostro ragazzo, massacrato da un regime criminale. Dove è finito il prima gli? Dove? Per un solo attimo, dico un solo attimo, mettetevi nei panni della famiglia di Giulio. Quante ne deve subire ancora? Gli hanno massacrato un figlio, lo Stato Italiano si muove a rilento,  con estrema lentezza, quando questa dovrebbe essere una delle sue priorità, la Regione di Giulio che dovrebbe dare per prima l'esempio degli esempi, sembra voler tirare i remi in barca, trincerandosi dietro la scusante di fantomatiche strumentalizzazioni, togliendo striscioni e quant'altro, e l'Egitto criminale continua a fare i suoi comodi porci prendendo in giro il mondo intero. Dire vergogna, è dire poca cosa.

mb

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