Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Eliminato dalla home del sito della regione FVG il logo Verità per Giulio Regeni


Prima, c'era. Era grande. Poi, a novembre 2018 c'è stata una prima riduzione di spazio. Ma era pur sempre nella home del sito. Ora, in questa estate, dopo la rimozione avvenuta dalla facciata del palazzo della Regione FVG, nonostante 50mila firme raccolte in tutta Italia per chiederne la restituzione dello striscione verità per Giulio, è stato anche eliminato dalla home del sito della Regione il logo verità per Giulio Regeni.Un vuoto che dopo tre anni non poteva che colpirti.
E ti ha colpito. Si potrà trovare un messaggio sul punto solo nella sezione dedicata al Consiglio Regionale del FVG.

Insomma, sicuramente in Egitto saranno tutt'altro che infelici di questa ennesima scelta, di questo ennesimo vuoto, di questa ennesima riduzione di spazio che non aiuta certamente la difficile battaglia per conquistare verità e giustizia di un nostro ragazzo, massacrato da un regime criminale. Dove è finito il prima gli? Dove? Per un solo attimo, dico un solo attimo, mettetevi nei panni della famiglia di Giulio. Quante ne deve subire ancora? Gli hanno massacrato un figlio, lo Stato Italiano si muove a rilento,  con estrema lentezza, quando questa dovrebbe essere una delle sue priorità, la Regione di Giulio che dovrebbe dare per prima l'esempio degli esempi, sembra voler tirare i remi in barca, trincerandosi dietro la scusante di fantomatiche strumentalizzazioni, togliendo striscioni e quant'altro, e l'Egitto criminale continua a fare i suoi comodi porci prendendo in giro il mondo intero. Dire vergogna, è dire poca cosa.

mb

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