Il gran teatro di Trieste: tra il jazz degli Angloamericani, l'illusione del TLT e i selfie con D'Annunzio

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C'è un'ironia sottile — e diciamolo pure, del tutto meravigliosa — nella storia moderna di Trieste. Da una parte c’è chi guarda a certe nostalgie e pensa subito: "Ma ci state prendendo in giro?" . Dall’altra, invece, c’è chi avverte una sorta di grande, sublime tormento amletico, un richiamo disperato a quell’età dell'oro che va dal giugno del '45 all'ottobre del '54. La Trieste della Reggenza angloamericana! Quel momento incredibile in cui arrivano gli alleati e portano la cioccolata, le sigarette americane, il jazz, lo sport e, naturalmente, uno sballo assolutamente sfrenato. Il tutto, s'intende, prima che la città venisse restituita all'Italia. E lì nasce il mito del TLT, il Territorio Libero di Trieste! Che a un certo punto, nei primi anni Duemila, vive una resurrezione prodigiosa: cortei di migliaia di persone, un entusiasmo travolgente. L’Eldorado adriatico! Poi però — com’è tipico delle cose umane e soprattutto della politica locale — co...

Eliminato dalla home del sito della regione FVG il logo Verità per Giulio Regeni


Prima, c'era. Era grande. Poi, a novembre 2018 c'è stata una prima riduzione di spazio. Ma era pur sempre nella home del sito. Ora, in questa estate, dopo la rimozione avvenuta dalla facciata del palazzo della Regione FVG, nonostante 50mila firme raccolte in tutta Italia per chiederne la restituzione dello striscione verità per Giulio, è stato anche eliminato dalla home del sito della Regione il logo verità per Giulio Regeni.Un vuoto che dopo tre anni non poteva che colpirti.
E ti ha colpito. Si potrà trovare un messaggio sul punto solo nella sezione dedicata al Consiglio Regionale del FVG.

Insomma, sicuramente in Egitto saranno tutt'altro che infelici di questa ennesima scelta, di questo ennesimo vuoto, di questa ennesima riduzione di spazio che non aiuta certamente la difficile battaglia per conquistare verità e giustizia di un nostro ragazzo, massacrato da un regime criminale. Dove è finito il prima gli? Dove? Per un solo attimo, dico un solo attimo, mettetevi nei panni della famiglia di Giulio. Quante ne deve subire ancora? Gli hanno massacrato un figlio, lo Stato Italiano si muove a rilento,  con estrema lentezza, quando questa dovrebbe essere una delle sue priorità, la Regione di Giulio che dovrebbe dare per prima l'esempio degli esempi, sembra voler tirare i remi in barca, trincerandosi dietro la scusante di fantomatiche strumentalizzazioni, togliendo striscioni e quant'altro, e l'Egitto criminale continua a fare i suoi comodi porci prendendo in giro il mondo intero. Dire vergogna, è dire poca cosa.

mb

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