Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Eliminato dalla home del sito della regione FVG il logo Verità per Giulio Regeni


Prima, c'era. Era grande. Poi, a novembre 2018 c'è stata una prima riduzione di spazio. Ma era pur sempre nella home del sito. Ora, in questa estate, dopo la rimozione avvenuta dalla facciata del palazzo della Regione FVG, nonostante 50mila firme raccolte in tutta Italia per chiederne la restituzione dello striscione verità per Giulio, è stato anche eliminato dalla home del sito della Regione il logo verità per Giulio Regeni.Un vuoto che dopo tre anni non poteva che colpirti.
E ti ha colpito. Si potrà trovare un messaggio sul punto solo nella sezione dedicata al Consiglio Regionale del FVG.

Insomma, sicuramente in Egitto saranno tutt'altro che infelici di questa ennesima scelta, di questo ennesimo vuoto, di questa ennesima riduzione di spazio che non aiuta certamente la difficile battaglia per conquistare verità e giustizia di un nostro ragazzo, massacrato da un regime criminale. Dove è finito il prima gli? Dove? Per un solo attimo, dico un solo attimo, mettetevi nei panni della famiglia di Giulio. Quante ne deve subire ancora? Gli hanno massacrato un figlio, lo Stato Italiano si muove a rilento,  con estrema lentezza, quando questa dovrebbe essere una delle sue priorità, la Regione di Giulio che dovrebbe dare per prima l'esempio degli esempi, sembra voler tirare i remi in barca, trincerandosi dietro la scusante di fantomatiche strumentalizzazioni, togliendo striscioni e quant'altro, e l'Egitto criminale continua a fare i suoi comodi porci prendendo in giro il mondo intero. Dire vergogna, è dire poca cosa.

mb

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