Non c'è due senza tre...la nuova commissione d'inchiesta sull'operazione Moro

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  Sei film, decine e decine di libri, due commissioni d’inchiesta parlamentare e ora ne arriverà una terza, pare, per cercare di far luce per quanto possibile su tutte quelle zone oscure che connotano l’affare di Stato Moro. Perché alla fine dei conti è di questo che si tratta e stiamo parlando. Le narrazioni, i racconti che si sono susseguiti negli anni hanno falsato, a livello di immaginario collettivo, la realtà. Oramai lo hanno capito anche coloro che hanno gli occhi coperti dal miglior prosciutto DOP che non hanno fatto tutto da soli, i fantomatici rivoluzionari brigatisti e che nell’operazione Moro sono state coinvolte una pluralità di soggettività, che avranno abbracciato tanto organizzazioni criminali che eversive che connesse anche agli apparati di sicurezza di uno o più Stati. Da GLADIO a quant’altro, ma un conto è muoversi nella melma del vago, un conto quanto più indizi costituiscono una prova. Il memoriale brigatista è stato un capolavoro politico e

Aumentano i casi di pericolo e le zone di particolare cautela in Egitto, ma continua a non essere dichiarato insicuro



Le aree di particolare cautela in Egitto sono sempre più diffuse, come emerge nella sezione Viaggiare Sicuri, della Farnesina, dedicata all'Egitto. Viene ora presentata la nuova applicazione gratuita per smartphone e tablet che integra tutti i servizi di ViaggiareSicuri.it e di DovesiamonelMondo.it. La nuova APP si avvale di avanzate risorse di mappatura globale ed offre agli utenti in viaggio all’estero la possibilità di geolocalizzarsi, per ricevere notifiche durante i transiti nelle aree più a rischio, aggiornamenti in tempo reale su situazioni di pericolo, e confermare la propria incolumità a seguito di eventi critici, ovunque nel mondo questi si verifichino.  
Bene. Però ci si continua a domandare, perchè, nonostante tutto quello che accade in Egitto, continua a non essere dichiarato, questo, come Paese insicuro? Sta in questo periodo riprendendo il turismo italiano in direzione Egitto, ed il turismo è la principale voce di entrata nell'economia egiziana. Si parla quasi del 20% delle entrate. Ora, premesso che l'Egitto è un paese meraviglioso, con una storia incredibile, ma in questi anni è retto da una dittatura, nei confronti della quale sono state prodotte denunce a più alti livelli, rimaste sorde. Una su tutte, il caso Giulio Regeni. Sappiamo tutti quello che è successo, più o meno tutti si sono fatti una chiara idea di come sono andate le cose, della responsabilità di chi è al potere, che per salvaguardarsi continua a negare verità e giustizia. L'Egitto è un Paese dove succede di tutto e di più. E le zone di particolare cautela sono in aumento. Basta vedere cosa si può leggere nella sezione dedicata all'Egitto:

 



 



Ora, ci si augura che ai nostri turisti e ai nostri connazionali non succeda nulla in Egitto. Che non si ripeta un nuovo caso Giulio. Visto che sono diversi gli italiani che avrebbero subito maltrattamenti e violenze in Egitto. Si parla di decine di casi. Ma se dovesse accadere qualcosa, chi non ha dichiarato l'Egitto come insicuro se ne assumerà le responsabilità? L'interesse a dichiarare l'Egitto come Paese insicuro non è per fare un dispetto a qualcuno. O danneggiare qualcuno. Ma semplicemente per tutelare i cittadini che si recano in un posto pericoloso, ma non dichiarato come tale, nonostante tutte le avvisaglie di pericolo e di rischio che ci sono, alcune delle quali espressamente riconosciute anche dalla stessa Farnesina.

mb

Commenti

  1. ma che czzo dici??
    ma non ti vergogni??
    secondo te un normale turista va a ficcare in giro il naso come faceva regeni??
    paragonare regeni a un turista è come paragonare mata hari a una scolaretta
    forse regeni non doveva farsi pilotare da fratelli musulmani, forse bisognerebbe fare qualche domanda in inghilterra invece che appendere stupidi striscioni

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