I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

Non c'è due senza tre...la nuova commissione d'inchiesta sull'operazione Moro



 

Sei film, decine e decine di libri, due commissioni d’inchiesta parlamentare e ora ne arriverà una terza, pare, per cercare di far luce per quanto possibile su tutte quelle zone oscure che connotano l’affare di Stato Moro. Perché alla fine dei conti è di questo che si tratta e stiamo parlando. Le narrazioni, i racconti che si sono susseguiti negli anni hanno falsato, a livello di immaginario collettivo, la realtà.

Oramai lo hanno capito anche coloro che hanno gli occhi coperti dal miglior prosciutto DOP che non hanno fatto tutto da soli, i fantomatici rivoluzionari brigatisti e che nell’operazione Moro sono state coinvolte una pluralità di soggettività, che avranno abbracciato tanto organizzazioni criminali che eversive che connesse anche agli apparati di sicurezza di uno o più Stati. Da GLADIO a quant’altro, ma un conto è muoversi nella melma del vago, un conto quanto più indizi costituiscono una prova.

Il memoriale brigatista è stato un capolavoro politico ed istituzionale di depistaggio. Per decenni è stato assunto a dogma. Ma fin dai primi momenti dell’operazione Moro, era ben chiaro che le cose fossero ben diverse da come raccontate in quell’atto politico, per non parlare del luogo della prigionia, della questione via Massimi 91, dalle trattative, di chi sapeva e non ha mai parlato e che forse ancora oggi potrebbe parlare e raccontare come i fatti sono realmente andati e perché Aldo Moro lo si è voluto morto nonostante si fosse stati ad un passo dal liberarlo. 

Se sarà questa commissione quella che metterà i puntini sulle i è difficile dirlo, certo che visto il quadro politico esistente essere perplessi è il minimo, ma dal momento che molti dei protagonisti di quella vicenda sono ancora in vita e potrebbero una volta per tutte raccontare la verità non di comodo l'auspicio è che non diventi l'ennesima occasione sprecata e che riesca a superare gli ostacoli incontrati dalla seconda Commissione Moro che è stata sicuramente utile nel tentativo di cercare la verità su quel fatto criminale che non ha avuto precedenti in Europa. Fatto che paradossalmente potrebbe aver visto i nemici storici di sempre, USA ed Unione Sovietica, avere lo stesso intento, non far salire al governo il PCI con la DC e Moro che voleva l'autonomia dagli USA, come osato da Mattei, ha pagato duramente quella sua utopia.

mb

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