Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

Immagine
  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Unioni civili: fallimento clamoroso. Solo lo 0,2% della popolazione vi ha fatto ricorso. In FVG la media è dell'1,8%

Non era una legge perfetta la "Cirinnà". Lo si sapeva. Tante le lacune, tanti i compromessi al ribasso in un Paese bigotto come il nostro, però, è stata una conquista importante. Ma l'applicazione della Legge è fallimentare. Clamorosi i dati comunicati dall'Istat. "Al 1° gennaio 2018 i cittadini residenti che hanno costituito un’unione civile in Italia o che hanno trascritto un legame precedentemente contratto all’estero ammontano a circa 13,3 mila unità, lo 0,02% di tutta la popolazione residente Inoltre, le persone che risultano non più in unione civile a seguito dello scioglimento dell’unione o del decesso del partner sono ancora un numero molto contenuto (rispettivamente meno di 50 e meno di 150 unità)"

Numeri sconcertanti. 
In Italia a partire da luglio 2016 e fino al 31 dicembre 2017, rende noto l'ISTAT, "sono state costituite 6.712 unioni civili (2.336 nel secondo semestre 2016 e 4.376 nel corso del 2017). Le unioni civili, costituite presso gli Uffici di Stato civile dei comuni italiani nel primo anno e mezzo di applicazione della norma, hanno riguardato prevalentemente coppie di uomini (1.720 unioni nel 2016 e 2.962 nel 2017, pari rispettivamente al 73,6% e al 67,7% del totale), mentre le unioni civili costituite tra coppie di donne sono state pari a 616 nel 2016 e 1.414 nel 2017 (sul totale rispettivamente 26,4% e 32,3%). Nel corso del primo anno e mezzo di applicazione della legge, quasi il 60% delle unioni civili è stato costituito nelle regioni del Nord (il 38,8% nel Nord-ovest e il 21,1% nel Nord-est), più di un quinto del totale nazionale nel Centro (28,1%), mentre solo il 12,0% nelle regioni del Mezzogiorno. Nel periodo considerato, il 70% delle unioni civili si è concentrato in cinque regioni, con la quota più elevata in Lombardia (24,9% del totale nazionale), seguita da Lazio (15,5%), Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna (le prime due regioni con il 10,0% e la terza con il 9,7%), la geografia è pressoché invariata anche nel periodo successivo."
Il FVG è poco sotto il 2%, sopra la media nazionale, ma in totale si parla di un centinaio di unioni civili realizzate. 

Questi sono i dati, questa la realtà. Qualche interrogativo qualcuno se lo dovrà porre. Evidentemente la legge non funziona senza dimenticare l'enorme problema culturale che esiste nel Paese, dove l'omofobia ed il razzismo in tal senso sono un problema enorme.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?