Monfalcone, la toponomastica racconta l'identità politica di una città da sempre moderata ma nelle scuole prevale l'intitolazione militare

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  Se si vanno a guardare dal 1948 ad oggi le volontà democratiche del popolo monfalconese alle urne, si sono affermati ben otto sindaci democristiani, cinque sindaci socialisti sino al 1993, tre sindaci seppur con mandati rinnovati di centrosinistra,  dal 1993 al 2016 e dal 2016 amministra la destra radicale. Una città fondamentalmente di spirito centrista, moderato, moderazione che la si intravede anche nella storia della toponomastica e odonomastica cittadina. Perchè a volte i nomi dei luoghi, delle vie, delle strade e delle piazze, parlano meglio di qualsiasi altro atto e gesto politico. Fotografano ciò che è stato ma che non è detto che continuerà ad essere, perchè oggi riuscire a cambiare i nomi delle vie, nel bene o nel male, dipende dai punti di vista, è decisamente più complicato rispetto al passato che rischia pertanto di essere indelebile e rappresentare un mondo, una società che non esiste più con tutte le contraddizioni del caso. Su circa 300 vie esis...

Un 25 aprile sotto il segno delle contestazioni e di malumori diffusi, non deve diventare una festa nazionalista

Lo spirito del 25 aprile nato dai valori della libertà, uguaglianza e fratellanza, è a rischio. A rischio perchè da alcuni anni è in corso una tanto semplice quanto perversa e diabolica operazione, che passando da concetti come quelli di Dio e patria e famiglia, attraverso la concordia fondamentale per la ricostruzione della patria, confusa spesso ed in modo improprio con la Nazione, vuole minare le fondamenta identitarie del 25 aprile e di ciò che globalmente rappresenta.   
Il 25 aprile sta diventando una festa nazionalista? E' questo l'interrogativo che sorge.  
E questa cosa è semplicemente aberrante perchè ha anche lo scopo mica tanto velato di spazzare via l'identità storica della resistenza, internazionalista e quasi nella sua totalità socialista. La resistenza non aveva solo lo scopo di combattere e sconfiggere il nemico malefico nazifascista ma anche l'ordine precostituito per un nuovo ordine sociale, che sapesse contrastare le diseguaglianze ed il capitalismo nella sua ingiustizia più estrema. Solo con il 25 aprile e forse con il primo maggio si sente dire che si è in presenza di feste superate, che vanno riadattate ai nostri tempi, mentre non superate dalla storia non sono e non saranno mai in questo Paese quelle dell'Unità d'Italia, ad esempio. In America non oserebbero mai mettere in discussione il 4 luglio. E si tratta di date che festeggiano eventi mica accaduti solo 73 anni fa. Il 4 luglio risale al 1776, il 17 marzo al 1861.

 Anche nella nostra regione si sono registrate delle situazioni emblematiche con contestazioni e malumori diffusi che non hanno riguardato solo Trieste e il caso unico di Monfalcone, perchè lì non era mai accaduto prima di questo 25 aprile 2018. Bastava essere presenti nei luoghi di alcune cerimonie per capire come il pubblico reagiva a certi discorsi. Non potranno poche pagine complesse dal punto di vista storico, per come estrapolate e/o manipolate consapevolmente o meno, compromettere quell'opera umana, straordinaria, irripetibile e meravigliosa e difficile che è stata nel suo complesso la Resistenza. Il FVG ha gli anticorpi per evitare che certi processi di revisionismo, attuati tramite l'entrismo, o meno, e contrari allo spirito del 25 aprile possano giungere ad ultimazione. I valori reali di libertà, uguaglianza e fratellanza non possono appartenere a tutti, ad esempio non possono appartenere a chi professa razzismo, nazionalismo, perchè semplicemente in antitesi. Anche se a dire il vero di cortocircuiti storici ne abbiamo visti parecchi anche nella nostra regione.

Marco Barone

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