Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

Un 25 aprile sotto il segno delle contestazioni e di malumori diffusi, non deve diventare una festa nazionalista

Lo spirito del 25 aprile nato dai valori della libertà, uguaglianza e fratellanza, è a rischio. A rischio perchè da alcuni anni è in corso una tanto semplice quanto perversa e diabolica operazione, che passando da concetti come quelli di Dio e patria e famiglia, attraverso la concordia fondamentale per la ricostruzione della patria, confusa spesso ed in modo improprio con la Nazione, vuole minare le fondamenta identitarie del 25 aprile e di ciò che globalmente rappresenta.   
Il 25 aprile sta diventando una festa nazionalista? E' questo l'interrogativo che sorge.  
E questa cosa è semplicemente aberrante perchè ha anche lo scopo mica tanto velato di spazzare via l'identità storica della resistenza, internazionalista e quasi nella sua totalità socialista. La resistenza non aveva solo lo scopo di combattere e sconfiggere il nemico malefico nazifascista ma anche l'ordine precostituito per un nuovo ordine sociale, che sapesse contrastare le diseguaglianze ed il capitalismo nella sua ingiustizia più estrema. Solo con il 25 aprile e forse con il primo maggio si sente dire che si è in presenza di feste superate, che vanno riadattate ai nostri tempi, mentre non superate dalla storia non sono e non saranno mai in questo Paese quelle dell'Unità d'Italia, ad esempio. In America non oserebbero mai mettere in discussione il 4 luglio. E si tratta di date che festeggiano eventi mica accaduti solo 73 anni fa. Il 4 luglio risale al 1776, il 17 marzo al 1861.

 Anche nella nostra regione si sono registrate delle situazioni emblematiche con contestazioni e malumori diffusi che non hanno riguardato solo Trieste e il caso unico di Monfalcone, perchè lì non era mai accaduto prima di questo 25 aprile 2018. Bastava essere presenti nei luoghi di alcune cerimonie per capire come il pubblico reagiva a certi discorsi. Non potranno poche pagine complesse dal punto di vista storico, per come estrapolate e/o manipolate consapevolmente o meno, compromettere quell'opera umana, straordinaria, irripetibile e meravigliosa e difficile che è stata nel suo complesso la Resistenza. Il FVG ha gli anticorpi per evitare che certi processi di revisionismo, attuati tramite l'entrismo, o meno, e contrari allo spirito del 25 aprile possano giungere ad ultimazione. I valori reali di libertà, uguaglianza e fratellanza non possono appartenere a tutti, ad esempio non possono appartenere a chi professa razzismo, nazionalismo, perchè semplicemente in antitesi. Anche se a dire il vero di cortocircuiti storici ne abbiamo visti parecchi anche nella nostra regione.

Marco Barone

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