Quale responsabilità del sistema mass mediatico nell'Italia che s'è dest(r)a?

Un tavolo, magari multiforme, una sedia o una poltrona. Chi in piedi, chi a governare le telecamere con un bottone, chi all'antica. La televisione è lo strumento d'eccellenza che ha sicuramente delle responsabilità enormi in quello che accade. 
Crea fenomeni, distrugge fenomeni, ingigantisce dei moscerini politici, ridimensiona dei giganti politici, anche se oggi a dirla tutta di giganti politici non ve ne sono più almeno nell'italietta dove più vieni maltrattato e più premi chi ti maltratta, amanti fino all'estremo del masochismo sociale.  
Che se ne dica sono alcuni importanti media a dipingere e rappresentare la società nella quale viviamo, attraverso le sue articolazioni, dalla televisione alla carta stampata all'informazione "ufficiale" dei grandi gruppi di potere economici. Ma se in televisione, nella carta stampata, viene dato spazio enorme, quotidiano, con costanza, a certe forze che erano sull'orlo di sparire dalla faccia politica ed oggi arrivano a determinare un governo della nazione e se la par-condicio è diventata una carta igienica talmente ruvida con cui non ti puliresti il sedere neanche se fosse l'ultima rimasta sulla terra, è perchè qualcuno ha deciso che così doveva andare. No, nessun complotto, o dietrologia o regno delle piramidi o triangoli o terzo occhio. Ma è il nostro mondo baby.
Se per anni inviti nelle trasmissioni televisive le stesse persone, che ripetono o recitano sempre lo stesso copione, lo stesso vangelo, anche in modo goffo quando si dimenticano la parte da recitare che recupererà grazie all'arbitro mediatico che ha fatto della parzialità la sua virtù esistenziale, le martellate mediatiche avranno i loro effetti. Come non potrebbero averle? Puoi avere la testa più dura di questo mondo, ma alla fine cederà non sei mica l'uomo di roccia uscito  forse da qualche fumetto Marvel.
Sono i media a creare i personaggi, sono i media a distruggere i personaggi. E dietro i media non vi è il vuoto, ma un sistema di potere concorrente inarrivabile per i comuni mortali. Altro che Olimpo, Zeus, o Marte. Una guerra di potere tra potentati economici che si contendono lo scettro nel Paese più sfasciato d'Europa quale l'Italia.  Dove  vi è rimasto ben poco da mangiare e quel poco continua a fare gola nell'Italia dei masterchef rigorosamente uomini anche se poi a casa a cucinare nel 99% dei casi sono le donne.
Se l'Italia è virata a destra, la responsabilità è anche di chi ha creato le condizioni perchè l'ex Bel Paese, che si continua a mandare a quel paese, virasse a destra, cosa assolutamente legittima, in una realtà scenografica che comunque non è mai stata di sinistra in un contesto globale e sociale dove i valori o non valori di qualche secolo addietro sono stati spazzati via con un potente refolo di Bora giunto da Trieste, nota due volte l'anno in TV proprio per la Bora, via dal qualunquismo e dalla banalità.
Ed ecco la propaganda di chi ti racconta il Paese in un certo modo, come neanche le storielle ad un bambino di quattro anni si racconterebbero oggi, che esaspera fattori sociali all'inverosimile che crea emergenze sociali quando queste non esistono se non nella mente di chi mente a stesso prima che agli altri, e magari se la ride dietro la regia, che crea paure o fantasmi sociali tanto da invocare dei Ghostbusters italioti quando queste sono minimali rispetto alla consistenza dei fenomeni sociali che si vorrebbero denunciare. Un sistema dove sei nello stesso tempo avvocato, pubblico ministero e giudice. Cosa pretendere di meglio?
Ed ecco che si crea, come dio avrebbe creato il mondo, la condizione di andare alla ricerca del nemico e questo nemico viene individuato e plasmato grazie all'operato del sistema mass mediatico. Altro che plastilina o plastichina o plastirina o cera pongo.
Non si tratta di fare un processo al sistema mass mediatico, perchè noi ne siamo assolutamente parte, siamo attori inconsapevoli e non potremmo certamente auto-processarci, sarebbe ridicolo, ma si tratta di iniziare a comprendere il meccanismo di funzionamento della nostra società in un Paese di ignoranti come l'Italia e che a livello d'istruzione ha un forte ritardo tra i Paesi più sviluppati nel nostro piccolo mondo. 
E non si tratta neanche di andare alla ricerca di qualche alibi per le proprie sconfitte, perchè non si potrà mai vincere e competere in un campionato dove dovrebbero in una condizione ideale gareggiare tutti con delle 500, ma alla fine l'unico ad avere la 500 sarai tu povero utopista di questa società, gli altri se la canteranno e rideranno e balleranno con i loro super bolidi fumanti.

Marco Barone

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