Ma quanto si sta bene con un non Governo e un non Parlamento? Il chi se ne frega del dopo 4 marzo



Purtroppo la santa e benedetta pace giunge al termine. Dopo il voto del 4 marzo, con il non vincitore, perchè praticamente hanno vinto tutti anche coloro che avrebbero preso delle bastonate elettorali ufologiche e sarebbero in teoria sconfitti ma alla fine dei conti sono proprio coloro che possono determinare l'ago della bilancia, senza maratone, senza niente, si ritorna alla solita noiosissima scorreria di bla bla bla.  Inizia la diciottesima legislatura, probabilmente la più sfigata di sempre. Esiste un governicchio, pacato, compromesso con i compromessi nell'Italia che ha fatto del compromesso la sua non virtù esistenziale, che va avanti, fa le sue cosettine, senza clamore, senza niente. Quando in TV vedi i soliti politici cambi semplicemente canale, quando nei giornali si parla di politica, vai a cercare l'unica notizia che ti può interessare, la cronaca o lo sport, quando alla radio senti un politico parlare cambi subito frequenza. Si farà o non si farà il Governo nuovo? Boh. Questa è la risposta. Litigano su chi farà il presidente della Camera o del Senato. E chi se ne frega. Dicono che forse si ritornerà a votare presto. Certo, i Parlamentari neoeletti ovviamente non aspettano altro, giusto? Semplicemente si ha la sensazione che in Italia vi è un gran mega galattico chi se ne frega di quello che sarà e chi e che verrà. Non se ne può più dei soliti bla bla bla. Si vive meglio senza politicanti, senza i soliti fiumi di parole, senza vedere i soliti riciclati o nuovi figli dei rottamati, i soliti tutti? Il 4 marzo è sì successo qualcosa di epocale in questo Paese. Ha trionfato il chi se ne frega. Solo che quello che verrà dopo il chi se ne frega non è dato proprio sapere se possa essere caratterizzato da altrettanto menefreghismo, questa è la sensazione che si percepisce in giro per l'Italia.

Marco Barone

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