Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Dal tempio di Monte Grisa,faro per l'Istria, alla torre futuristica di Capodistria, faro per l'Italia



Vi è un momento speciale sulle alture che sovrastano la bella addormentata d'Italia, principessa dell'Impero caduto, Trieste. All'ora del tramonto, dal triangolare e pseudo-esoterico, per la  sua forma, formagin di Trieste, noto anche come il tempio "della concordia" di Monte Grisa si intravede una luce speciale. Un tempio edificato ad una altitudine di 330 metri sul livello del mare, un Tempio che ha un volume complessivo di 50 mila metri cubi, con 8.500 metri cubi di strutture in cemento armato, 4 mila metri quadrati di pavimentazioni in marmo e 1.800 metri quadrati di enormi vetrate. È stato progettato dall’architetto Antonio Guacci. La prima pietra venne posta nel lontano 19 settembre del 1959, ma sarà solo il 22 maggio 1966 che si realizzerà la solenne consacrazione del Santuario a Maria Madre e Regina alla presenza dell’allora ministro Giulio Andreotti. Andreotti, presente lì ove doveva essere presente. E giungerai all'ingresso di quel Tempio dopo aver superato le due colonne portanti che metaforicamente ricorderanno le colonne del Tempio di Salomone, rappresentate dagli alberi del vialetto. Un Tempio dominato, dopo alcuni fatti reputati come satanici, da una enorme croce, un Tempio che ha avuto sempre un suo ruolo fondamentale, quello di essere il faro di quella terra ritenuta come perduta, l'Istria, dopo 25 anni di permanenza italiana, un Tempio realizzato dopo la prima pietra tombale posta sulla questione dei confini con il Memorandum di Londra del '54 quando Trieste ritornerà all'Italia e l'Istria rimarrà alla Jugoslavia di un tempo . Se da una parte c'era il faro dell'Istria, dall'altra mancava il faro dell'Italia o meglio per l'Italia. Ed ora, almeno nelle intenzioni, arriverà, come si apprende dal Piccolo di Trieste. Una torre super-galattica, spettacolare, che si inserisce in quel progetto che ha ridisegnato Capodistria in modo impattante, dal nuovo lungomare alle palme in stile Miami Beach che forse hanno anche ispirato il centro di Milano. Gli architetti sono due mostri di questo settore, l'italiano Massimiliano Fuksas ed il collega sloveno Sandi Pirs.Un torre alta 111 metri, una struttura a doppia ellisse, che dovrà collegare la spiaggia di Giusterna al Monte San Marco.Una torre che dovrebbe avere un ruolo simbolico volto a sancire l'unione tra italiani e sloveni all'interno di Capodistria, anche se a dirla tutta i recenti fatti della Piazza Tito, a cui venne aggiunta solo in italiano la targa piazza Duomo, ha segnato momenti di frizione significativi tanto da far durare la nuova targa meno di 24 ore praticamente. E a ciò si aggiungerà anche un ponte lungo 100 metri. Un ritorno al futuro in chiave transfrontaliera, insomma che unirà idealmente quell'ammasso di cemento noto come faro dell'Istria al futuro faro dell'Italia?

Marco Barone

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