I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

I 280 caratteri di Wu Ming sull'attacco fascista di Macerata



I fascisti seminano odio e terrore, sovente uccidono. Si sapeva anche prima di #Macerata. Un killer uccide, fa il saluto romano, si avvolge nel tricolore: a cadere dalle nuvole sono gli stessi che invitano i fasci, li sdoganano, li legittimano in nome del «confronto democratico».
Migliaia di condivisioni, di mi piace. Tanto che Wu Ming stesso si sorprenderà di ciò perchè alla fine dei conti altro non ha fatto che rappresentare la banalità del male della nostra società, l'ovvietà di un sistema che si strappa i capelli dopo aver legittimato in tutte le sedi movimenti, partiti, comportamenti atti di carattere fascista, razzista, perchè la "democrazia" lo consente a detta di costoro, quando proprio costoro sono l'antitesi della democrazia. Dei fascisti si prende cognizione solo quando questi ammazzano o sparano. Da anni ripetiamo alle solite cerimonie sempre più vuote e ricche di formalità e povere di contenuti, tanto che si parla a noi stessi e non agli altri, che si deve ricordare per non ripetere gli orrori del passato. 
Ma noi gli orrori li ripetiamo, ed i primi facilitatori, inconsapevoli o consapevoli, sono proprio coloro che ora si strappano le vesti. Quante volte si è denunciato il simbolismo fascista nei luoghi istituzionali o in cerimonie come quelle sul giorno del ricordo, la cui legge andrebbe solamente abrogata perchè ha nella sostanza riabilitato fascisti e fascismi? Passando dal concetto fuorviante ed inventato del "martirio", una legge che ha mescolato vicende distinte come quelle degli esuli con quelle delle foibe, danneggiando gli stessi esuli, che pur complessivamente hanno beneficiato nel corso della storia in tanti di diversi interventi e misure e priorità. Una legge che fino a quando continuerà ad esistere continuerà a facilitare tensioni in zone territoriali che non hanno condiviso lo spirito a dir poco pessimo della legge del ricordo italiana, perché si presta a giochi politici nazionalistici, perché è stata utilizzata per mistificare la storia e compromette e danneggia i rapporti con gli sloveni.
Quante volte si sono denunciati fuorvianti e sconcertanti confronti "democratici" con movimenti e partiti fascisti o di chiara ispirazione fascista, nel terzo millennio, quando questi altro non aspettano che essere legittimati per poi fare quello che hanno sempre fatto?
Siamo bravi a parlare, a predicare, siamo bravi a strapparci le vesti, i capelli. Siamo bravi a commiserarci. Effetti collaterali di un Paese, che a partire dalle vicende del Confine Orientale, non ha mai fatto i conti con le sue atroci responsabilità.
Marco Barone 

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