E' necessario lanciare la questione Isontina

Tex Giulia Gorizia, Eaton Monfalcone, Detroit Ronchi, Cartiera Duino, giusto per citare i casi più eclatanti e noti nella zona dell'Isontino e confinante con lo stesso. Una crisi che inizia lì dove ha origine la provincia geografica di Gorizia, dove una volta sorgeva il confine con il Territorio Libero di Trieste e finiva l'Italia. La realtà delle cose ci dice che l'Italia è ancora dentro il tunnel della crisi ed il FVG anche, ma la propaganda, attraverso statistiche decontestualizzate ci racconta una realtà diversa, ottimistica, positiva. In Italia il tasso di disoccupazione è del 10% circa, il numero degli inattivi è del 32%, cifre pazzesche per un Paese che dice di essere una potenza economica mondiale. In verità l'Italia ne è uscita con le ossa rotte dalla crisi ed invece di affrontare la questione lavoro a dovere si sono regalati soldi pubblici a palate al capitale privato, distrutto i diritti dei lavoratori a partire dal pacchetto Treu, passando dalla tremenda Legge Biagi/Maroni per chiudere il cerchio diabolico con il diabolico JobsAct. Senza lavoro non c'è dignità, non c'è libertà, ma il lavoro deve essere anche con i diritti non elemosinato. Come in Italia esiste la questione meridionale, nello stesso modo va affrontata la questione dell'Isontino, qui vi è una crisi profonda e strutturale che ha avuto origine da quando è finito l'assistenzialismo italiano. Il fatto che multinazionali come l'Eaton si permettano di essere arroganti come lo sono state qui è perchè il territorio è politicamente debole, fragile, inconsistente ed in Italia si è spianata l'autostrada, con gli interventi che si sono susseguiti nel corso degli ultimi decenni, a questi modi di fare, dopo aver beneficiato magari anche di contributi pubblici. L'Isontino continua ad essere maglia nera del FVG. Un tasso di disoccupazione vicino al 10% e quello femminile quasi dell'13%. Dati sconcertanti per una piccola "provincia" ed area territoriale come questa. La questione va affrontata nel suo insieme e non in modo frammentato, l'idea come lanciata da potere al popolo di una vertenza sociale Isontina è l'unica da perseguire per uscire da questo incubo.
Marco Barone


 

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