Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Se facciamo tutti la stessa cosa






Cellulare alla mano, occhi puntati verso l'alto, o verso l'orizzonte. Chi effettua la ripresa in diretta rendendo social il momento vissuto attraverso lo schermo, chi vuole semplicemente uno scatto con telefoni utilizzati sempre più per fotografare, chattare, che parlare, chi filtra la realtà attraverso la dimensione virtuale, sempre più reale e complementare.
Nulla di eccezionale, lo facciamo tutti, però mi vien da sorridere quando vedo che tutti o meglio in tanti ci comportiamo nello stesso modo in determinate circostanze. Similmente come accade allo stadio durante una partita di calcio, quando qualche giocatore si divora un gol si sentirà il canonico "oh..." talmente banale e scontato e prevedibile che anche nei videogame accade la stessa identica e sistematica cosa.
Gol mangiato e vai con l'immancabile oh.
Immancabile oh che unisce generazioni diverse unite dalla passione per il pallone, immancabile scatto che unisce generazioni diverse ed opposte sotto il segno e il suono del click

Marco Barone



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