Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

FVG:giusto trattenere i 2miliardi destinati ad un debito pubblico che non verrà mai sanato.No al referendum



Il FVG ha già la sua autonomia. E non è sempre stata usata sapientemente. Spesso si è operato con la logica dell'accontentino, prevedendo disposizioni che non sono mai state compiutamente attuate, pensiamo alla questione del plurilinguismo visivo. 
Altre volte invece la si è utilizzata in modo disastroso, con l'introduzione delle 18 UTI che sostituiscono le province, enti inutili per le competenze che avevano, ma le 18 UTI sono un mostro antidemocratico da fermare. 
Quasi 2 miliardi di euro vanno a Roma, servono ogni anno per contribuire a saldare quel debito che lo Stato italiano non pagherà mai. Soldi buttati, visto che possono essere determinanti per l'economia del FVG ed ininfluenti per il debito nazionale.
Soldi che possono essere impiegati per il sociale, per le scuole, per questo territorio. Risorse che nascono in FVG e che possono benissimo rimanere qui.
Non è in ballo la questione della solidarietà costituzionale nazionale. Questa è diventata spesso alibi in un Paese corrotto e mafioso come quello italiano per favorire speculazioni su speculazioni e non sicuramente lo spirito della solidarietà. 
Prima si risolve il problema della corruzione materiale e morale, prima si risolve il problema delle mafie, che oramai stanno attaccando anche il Friuli Venezia Giulia e poi si può parlare di solidarietà attiva anche economica. 
Ciò può essere e deve essere da stimolo per chi si è cullato sugli allori del tanto i soldi arriveranno. Un tanto che ha comportato a livello culturale il non volersi migliorare, l'adattarsi al marciume sistemico che affossa da decenni parte dell'Italia e contagia ora anche il non più ricco Nord Est. Ma se è sostenibile il ragionamento che vuole i 2 miliardi trattenuti in FVG non lo è quello del referendum. Perchè atto inutile, di propaganda politica. Si possono conseguire certi e dati risultati semplicemente proponendoli nella vetrina che ora si porrà all'elettorato, con l'elezione del 2018. Quelle elezioni saranno un referendum sul futuro che vi dovrà essere in questa regione, anche dal punto di vista economico, perchè poi alla fine dei conti è sempre l'economia a determinare tutto.

Marco Barone


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