I giganti di ferro e la nuova Babele: Monfalcone

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C’è qualcosa di profondamente epico  quando osserviamo quello che sta accadendo a Monfalcone. Arrivano questi due nuovi giganti, due gru gigantesche, alte cento metri! Arrivando direttamente dalla terra della Serenissima, da Venezia, e si vanno a piantare lì, proprio ai piedi della Rocca carsica. È lì che prendono forma i veri re dei nostri tempi: queste navi da crociera enormi, bianche, mostruose, pronte a salpare verso un mondo che immaginiamo senza più confini. Però guardiamo cos'è diventata Monfalcone. Non è il classico porto di mare che uno s'immagina nel Cinquecento o nell'Ottocento. Oggi è una città periferica del Nordest, una "piccola Dacca", come dicono alcuni con una certa inquietudine. Perché a un certo punto sono arrivati a migliaia dal Bangladesh, dall'altra parte del pianeta! Sono venuti a fare esattamente quel lavoro che gli italiani, ormai, non volevano più fare. È la globalizzazione al contrario. Quella dinamica spietata della competizione al ...

FVG:giusto trattenere i 2miliardi destinati ad un debito pubblico che non verrà mai sanato.No al referendum



Il FVG ha già la sua autonomia. E non è sempre stata usata sapientemente. Spesso si è operato con la logica dell'accontentino, prevedendo disposizioni che non sono mai state compiutamente attuate, pensiamo alla questione del plurilinguismo visivo. 
Altre volte invece la si è utilizzata in modo disastroso, con l'introduzione delle 18 UTI che sostituiscono le province, enti inutili per le competenze che avevano, ma le 18 UTI sono un mostro antidemocratico da fermare. 
Quasi 2 miliardi di euro vanno a Roma, servono ogni anno per contribuire a saldare quel debito che lo Stato italiano non pagherà mai. Soldi buttati, visto che possono essere determinanti per l'economia del FVG ed ininfluenti per il debito nazionale.
Soldi che possono essere impiegati per il sociale, per le scuole, per questo territorio. Risorse che nascono in FVG e che possono benissimo rimanere qui.
Non è in ballo la questione della solidarietà costituzionale nazionale. Questa è diventata spesso alibi in un Paese corrotto e mafioso come quello italiano per favorire speculazioni su speculazioni e non sicuramente lo spirito della solidarietà. 
Prima si risolve il problema della corruzione materiale e morale, prima si risolve il problema delle mafie, che oramai stanno attaccando anche il Friuli Venezia Giulia e poi si può parlare di solidarietà attiva anche economica. 
Ciò può essere e deve essere da stimolo per chi si è cullato sugli allori del tanto i soldi arriveranno. Un tanto che ha comportato a livello culturale il non volersi migliorare, l'adattarsi al marciume sistemico che affossa da decenni parte dell'Italia e contagia ora anche il non più ricco Nord Est. Ma se è sostenibile il ragionamento che vuole i 2 miliardi trattenuti in FVG non lo è quello del referendum. Perchè atto inutile, di propaganda politica. Si possono conseguire certi e dati risultati semplicemente proponendoli nella vetrina che ora si porrà all'elettorato, con l'elezione del 2018. Quelle elezioni saranno un referendum sul futuro che vi dovrà essere in questa regione, anche dal punto di vista economico, perchè poi alla fine dei conti è sempre l'economia a determinare tutto.

Marco Barone


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