Chichiarelli e la grande inchiesta mancata sul mondo dell'arte corrotto

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Roma, quartiere Talenti. È una notte di settembre del 1984. Via Ferdinando Martini. Il buio è denso, di quelli che nascondono bene i segreti, ma non il rumore secco dei colpi di pistola.Precisi. Un’esecuzione in piena regola. A terra resta un uomo. Si chiama Antonio Giuseppe Chichiarelli , ma per tutti, nel mondo dell’arte e in quello delle ombre, lui è solo "Rally" .  Aveva urlato contro il killer, cercò di affrontarlo prima di essere ucciso, ma non ebbe scampo. Ma chi era davvero Tony Chichiarelli? Un artista mancato? Un falsario geniale? O un ingranaggio pericoloso in un meccanismo molto più grande di lui? Chichiarelli non era un soggetto qualunque. Era un talento straordinario. Le sue opere originali si racconta che fossero notevoli e più autentiche delle sue riproduzioni. Uno capace di dipingere un De Chirico o un Guttuso così bene che persino gli esperti restavano a bocca aperta. Ma non si fermava alle tele. No. Nella sua villa trovano di tutto   come i ti...

Gorizia una Lampedusa del nord? La certificazione del fallimento dell'accoglienza diffusa



Guardando i dati degli sbarchi tra luglio ed agosto 2017 ad Augusta risultano essere sbarcati 14.145 migranti, seguita da altre decine di porti come Catania 12 mila sbarchi, Vibo 5 mila sbarchi per arrivare per ultimo a Bari con 891 sbarchi. Numeri mensili che a Gorizia ed in tutto il FVG non si vedranno mai. Ricordo ancora quando si discuteva  sulla possibilità dell'intervento di MSF a Gorizia e le irritazioni di alcuni politici perchè dissero che Gorizia rischiava di diventare la Lampedusa del nord. Ora però viene considerata l'ipotesi di una neanche piccola e forse neanche minuscola, visti i reali numeri del fenomeno, di Lampedusa del nord perchè si possa avviare in parole povere un regime di sfollamento dei migranti che a Gorizia ed in tutta la sua ex provincia non riescono a trovare spazio. 
Ed il tutto dove forse l'omissione di soccorso è diventata un vero optional che non vale per tutti e nei confronti di tutti. E' evidente che la proposta come emersa in chiave istituzionale è il frutto della disperazione e del totale fallimento dell'accoglienza diffusa. La prefettura di Gorizia ha voluto evitare l'utilizzo del pugno duro e lo scontro istituzionale con i Comuni che dicono no e con una città di Gorizia che non muove un dito, salvo gli immancabili volontari, per i "fuori convenzione" ergo fuori da Gorizia. E ricorrere allo strumento della terra di sbarco è l'ultimo tentativo, l'ultimo urlo, che altro non è alla fine dei conti che la piena certificazione del totale fallimento dell'accoglienza diffusa in alcune zone del FVG. In tutto ciò non ci si deve dimenticare che i rifugiati riconosciuti come tali sono a tutti gli effetti potenziali cittadini italiani perchè una volta ottenuto lo status di rifugiato se risiedono da almeno 5 anni in Italia possono richiedere la cittadinanza senza aspettare i canonici 10 anni. I potenziali e futuri "nuovi" cittadini italiani ed indirettamente europei come li stiamo preparando a divenire tali? Lasciandoli in mezzo alla strada? Negandogli l'insegnamento dell'italiano? Favorendo l'emarginazione? Invitandoli ad andarsene?  Con situazioni di degrado sociale pieno? Quale reale e diffuso processo di integrazione laico e non religioso? Quale processo reale di formazione ed istruzione? Ad ogni omissione, od azione, seguirà sempre un determinato ed inevitabile effetto.
Marco Barone 

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