A Gorizia esiste una delle poche svastiche ancora oggi presenti in Italia

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  Sentite, questa è una storia straordinaria, di quelle che a raccontarle oggi si fa quasi fatica a crederci. Perché noi siamo abituati a pensare che la Storia – quella con la S maiuscola, quella dei grandi sconvolgimenti – lasci sempre dei segni enormi, evidenti. E invece no. A volte si nasconde nei dettagli, in un angolo dimenticato. Immaginate la scena: siamo a Gorizia. Una città che è un groviglio pazzesco di confini, di lingue, di memorie che fanno a pugni tra loro. Ancora oggi la scritta Tito che sovrasta Nova Gorica, città nata per mano del socialismo jugoslavo, procura divisioni e discussioni formidabili. Voi camminate, entrate nel giardino del lapidario di Palazzo Attems Petzenstein, e vi muovete tra questi vialetti, che sono piccoli, stretti, quasi intimi. Da una parte avete le lapidi che ricordano il vecchio, felice periodo asburgico – quando Gorizia era la "Nizza austriaca", tutta ordine, burocrazia imperiale e nostalgia –, dall'altra, immancabilmente, ci sono...

Se si litiga per 120 posti di lavoro ultra precari a Monfalcone per lavoratori del territorio(?)

L'ex provincia di Gorizia ha un tasso di disoccupazione enorme, a cui poi si devono aggiungere gli scazzati, o rassegnati, ovvero gli inattivi. Ma accade che mentre la gente comune non sa più a che santo o non santo rivolgersi per avere un posto di lavoro dignitoso, e con uno stipendio non da morto di fame, e possibilmente con diritti seri e non fumosi, dai comunicati e dalle dichiarazioni lette pare di capire che praticamente si "litiga" sul trofeo che si deve portare a casa per 120 posti di lavoro ultra precari. Se da un lato l'attuale sindaco di Monfalcone rivendica in un certo senso l'importanza di questo risultato, dall'altro a livello regionale si urla che non è merito del Comune di Monfalcone la possibile assunzione di 120 lavoratori alla Fincantieri ma della Regione.  
Ma siamo veramente all'assurdo. 120 posti di lavoro in contratto di somministrazione, nell'ambito delle ditte di appalto. Il discorso si potrebbe chiudere qui. In una realtà che, come ha evidenziato il Piccolo, continua ad esternalizzare per rimanere competitiva sul mercato, dove su 5600 lavoratori quasi 4000 mila sono in appalto/subappalto ed i diretti sono circa 850.  E dove il concetto di internalizzazione è più utopico di un'oasi  verde nel deserto dopo aver attraversato per giorni, senza bere, chilometri pesanti e sabbiosi. Per non parlare della perla, che siano del territorio. E se uno si sposta da Catanzaro la residenza a Monfalcone, per lavorare qui, come viene considerato? Baruffe estive prive di ogni senso e di logica ed a dirla tutta si rimane veramente sconcertati.
 
Marco Barone 

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