L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Se si litiga per 120 posti di lavoro ultra precari a Monfalcone per lavoratori del territorio(?)

L'ex provincia di Gorizia ha un tasso di disoccupazione enorme, a cui poi si devono aggiungere gli scazzati, o rassegnati, ovvero gli inattivi. Ma accade che mentre la gente comune non sa più a che santo o non santo rivolgersi per avere un posto di lavoro dignitoso, e con uno stipendio non da morto di fame, e possibilmente con diritti seri e non fumosi, dai comunicati e dalle dichiarazioni lette pare di capire che praticamente si "litiga" sul trofeo che si deve portare a casa per 120 posti di lavoro ultra precari. Se da un lato l'attuale sindaco di Monfalcone rivendica in un certo senso l'importanza di questo risultato, dall'altro a livello regionale si urla che non è merito del Comune di Monfalcone la possibile assunzione di 120 lavoratori alla Fincantieri ma della Regione.  
Ma siamo veramente all'assurdo. 120 posti di lavoro in contratto di somministrazione, nell'ambito delle ditte di appalto. Il discorso si potrebbe chiudere qui. In una realtà che, come ha evidenziato il Piccolo, continua ad esternalizzare per rimanere competitiva sul mercato, dove su 5600 lavoratori quasi 4000 mila sono in appalto/subappalto ed i diretti sono circa 850.  E dove il concetto di internalizzazione è più utopico di un'oasi  verde nel deserto dopo aver attraversato per giorni, senza bere, chilometri pesanti e sabbiosi. Per non parlare della perla, che siano del territorio. E se uno si sposta da Catanzaro la residenza a Monfalcone, per lavorare qui, come viene considerato? Baruffe estive prive di ogni senso e di logica ed a dirla tutta si rimane veramente sconcertati.
 
Marco Barone 

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