Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Se si litiga per 120 posti di lavoro ultra precari a Monfalcone per lavoratori del territorio(?)

L'ex provincia di Gorizia ha un tasso di disoccupazione enorme, a cui poi si devono aggiungere gli scazzati, o rassegnati, ovvero gli inattivi. Ma accade che mentre la gente comune non sa più a che santo o non santo rivolgersi per avere un posto di lavoro dignitoso, e con uno stipendio non da morto di fame, e possibilmente con diritti seri e non fumosi, dai comunicati e dalle dichiarazioni lette pare di capire che praticamente si "litiga" sul trofeo che si deve portare a casa per 120 posti di lavoro ultra precari. Se da un lato l'attuale sindaco di Monfalcone rivendica in un certo senso l'importanza di questo risultato, dall'altro a livello regionale si urla che non è merito del Comune di Monfalcone la possibile assunzione di 120 lavoratori alla Fincantieri ma della Regione.  
Ma siamo veramente all'assurdo. 120 posti di lavoro in contratto di somministrazione, nell'ambito delle ditte di appalto. Il discorso si potrebbe chiudere qui. In una realtà che, come ha evidenziato il Piccolo, continua ad esternalizzare per rimanere competitiva sul mercato, dove su 5600 lavoratori quasi 4000 mila sono in appalto/subappalto ed i diretti sono circa 850.  E dove il concetto di internalizzazione è più utopico di un'oasi  verde nel deserto dopo aver attraversato per giorni, senza bere, chilometri pesanti e sabbiosi. Per non parlare della perla, che siano del territorio. E se uno si sposta da Catanzaro la residenza a Monfalcone, per lavorare qui, come viene considerato? Baruffe estive prive di ogni senso e di logica ed a dirla tutta si rimane veramente sconcertati.
 
Marco Barone 

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