Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

In FVG "migliaia di individui, maschi, portatori di usi e costumi in contrasto con la nostra cultura"

Oramai la differenza tra la destra tradizionale ed alcuni esponenti del PD di primissimo piano oltre che con il PD nel suo complesso è praticamente sottile od inesistente in diversi casi. Quando la Presidente della Regione del FVG scrive che è già dovuta intervenire  "per segnalare la pressione cui è sottoposta la comunità del Fvg, in ragione della presenza sul territorio di migliaia di individui, in larghissima maggioranza giovani maschi e per lo più portatori di usi e costumi tradizionali che potenzialmente confliggono con la cultura di un territorio moderno e tollerante" cosa pensare?  

Il fatto accaduto a Trieste è agghiacciante, una bambina, che si doveva trovare in una struttura protetta  per due volte ha subito violenze becere sessuali da parte di un gruppo di alcune persone  afghane e pakistane. Tante le riflessioni che devono sorgere e si devono affermare compiutamente che devono toccare più sfere, ma si rimane veramente, e per la seconda volta, basiti per le parole della Presidente della Regione del FVG, che è del PD. Una generalizzazione incredibile, concetti che se espressi dalla destra leghista non dovrebbero stupire. Non è una questione banale e stupida di buonismo o non buonismo, ma di buon senso .
Sicuramente è vero che parte dei richiedenti asilo provengono da luoghi disastrati, con usi e costumi opposti ai nostri, dove comunque le violenze sessuali, la pedofilia e le violenze contro le donne sono, ahimè, compiute  quasi esclusivamente da autoctoni in Italia. Il nostro territorio è talmente moderno che considera l'omosessualità ancora come una malattia. E' talmente moderno che se rimuovi un crocifisso da una scuola rischi di essere sanzionato pesantemente. E' talmente moderno che è difficile riuscire a trovare medici che favoriscono il diritto all'aborto. E' talmente tollerante che si fanno le processioni riparatorie contro i gay pride, che rispolvera il sistema delle ronde, che nel nome del decoro criminalizza il disagio sociale. 
Questa rincorsa alla destra, come la storia ha sempre insegnato, comporterà un cazzotto elettorale tremendo nei confronti di chi rincorre e premierà l'originale e sarà così anche in FVG.

Marco Barone

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