Verde, bianco, rosso e a stelle e strisce: l'incredibile parabola del nazionalismo italiano con l'ostentazione del tricolore ovunque

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Ora, pensate per un momento a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi. Se persino sul Silos di Monfalcone, un edificio industriale, un pezzo di storia del lavoro — hanno piazzato due tricolori mastodontici, visibili a chilometri di distanza... beh, di cosa ci stupiamo più? Siamo di fronte a quella che, storicamente parlando, è una clamorosa, inequivocabile ostentazione della bandiera nazionale!  E la cosa straordinaria, se ci pensate, è che noi italiani con questa bandiera abbiamo sempre avuto un rapporto, come dire... complicato . Non  è come negli Stati Uniti o in Francia! In Italia non c'è mai stata quella viscerale, profonda simpatia popolare per il vessillo. Perché siamo più regionalisti, perchè l'Italia è composita, complessa, senza dimenticare il passato che sicuramente ha lasciato il segno. E badate bene, è un paradosso incredibile: stiamo parlando della bandiera della Costituzione, la bandiera nata dalle lotte del Risorgimento e poi rifondata dalla Resistenza! ...

In Croazia in pochi vogliono l’Euro ed hanno ragione

Croazia, Paese meraviglioso, dove ancora vi è chi ha nostalgia per la vecchia Jugoslavia. Componente dell’Unione Europa dal 1°luglio 2013, non ancora non ancora membro dell’area Schengen. Ancora oggi sono visibili in alcune zone i resti della tremenda guerra che ha mandato in frantumi la Jugoslavia, si segnala sul sito viaggiare sicuri “la persistenza di aree del Paese non ancora del tutto bonificate da ordigni quali mine anti – uomo e bombe inesplose, risalenti al conflitto inter– jugoslavo. Nonostante l’opera di bonifica, si stima che tali aree coprano un’area complessiva di circa 520 kmq. Sebbene la gran parte dei campi minati siano di norma segnalati e delimitati da apposite recinzioni, permangono alcune zone, soprattutto in aree boschive e collinari, prive di segnalazione. La presenza di campi minati e’ maggiore nei dintorni di Karlovac, in Slavonia e nella Dalmazia interna. In Dalmazia la maggiore diffusione di mine è segnalata nelle aree interne delle quattro Contee di Zara, Sebenico, Spalato e Ragusa (Dubrovnik). Sono segnalate mine anche sulle isole.”  Un Paese che tarda ad introdurre l’Euro, ed a dirla tutta i croati l’Euro proprio non la vogliono come moneta. Già lo si capisce dalla reazione che in diversi manifestano quando chiedi di pagare con questa moneta. L’Euro sarà la fine per l’economia croata, soprattutto per quella piccola che è la forza della Croazia, e di questo i croati ne sono pienamente consapevoli e come dar loro torto? Una volta introdotto l'Euro indietro sarà impossibile ritornare. Ed il tutto mentre si discute se alcuni Paesi dei Balcani dovranno entrare in una Europa che alla fine dei conti nessuno ha capito realmente che cosa sia, ora in mano alla Francia, ora alla Germania, gli inglesi son andati via, se lo potevano permettere. Le kune avranno probabilmente vita lunga in Croazia, ad oggi 7,5 kune corrispondo circa ad un euro. Gli italiani che frequentano l’Istria, il Quarnero, la Dalmazia, dove la lingua italiana è ben conosciuta, continueranno ad usare le kune e son certo che in tanti augurano alla Croazia di non avere l’Euro, se vogliono il bene di questo bellissimo Paese, che è già stato attaccato dai grandi capitali esteri e dove le speculazioni edilizie e del lusso rischiano di compromettere in modo catastrofico oasi di bellezza uniche nel mondo. 
Marco Barone 


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