Mentre si riapre il caso della "Uno Bianca" a Ronchi danneggiato il monumento dedicato ai Carabinieri

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Mentre si riaccendono i riflettori sui complici mai emersi della Uno Bianca, il destino, beffardo, si scaglia a Ronchi colpendo il primo monumento realizzato in Italia dedicato ai Carabinieri vittime della mano stragista dei componenti della Uno Bianca a Bologna.    Il danneggiamento accaduto a Ronchi segue  l’imbrattamento avvenuto a marzo del monumento in bronzo dedicato ai tre carabinieri uccisi al Pilastro per mano della banda della Uno Bianca il 4 gennaio 1991 realizzato proprio al quartiere Pilastro. Il Monumento ronchese dedicato a  Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini,  carabinieri vittime della banda della Uno   bianca, fu realizzato per mano dello scultore Giovanni Maier su impulso di  "Nicola" Rusca e inaugurato a Ronchi nell'aprile del 1991. Trent'anni dopo il manufatto ha visto essere completato alla base con un mosaico che richiama la bandiera italiana.  Nella mattinata del 15 maggio si apprendeva del danneggiamento di qu...

In Croazia in pochi vogliono l’Euro ed hanno ragione

Croazia, Paese meraviglioso, dove ancora vi è chi ha nostalgia per la vecchia Jugoslavia. Componente dell’Unione Europa dal 1°luglio 2013, non ancora non ancora membro dell’area Schengen. Ancora oggi sono visibili in alcune zone i resti della tremenda guerra che ha mandato in frantumi la Jugoslavia, si segnala sul sito viaggiare sicuri “la persistenza di aree del Paese non ancora del tutto bonificate da ordigni quali mine anti – uomo e bombe inesplose, risalenti al conflitto inter– jugoslavo. Nonostante l’opera di bonifica, si stima che tali aree coprano un’area complessiva di circa 520 kmq. Sebbene la gran parte dei campi minati siano di norma segnalati e delimitati da apposite recinzioni, permangono alcune zone, soprattutto in aree boschive e collinari, prive di segnalazione. La presenza di campi minati e’ maggiore nei dintorni di Karlovac, in Slavonia e nella Dalmazia interna. In Dalmazia la maggiore diffusione di mine è segnalata nelle aree interne delle quattro Contee di Zara, Sebenico, Spalato e Ragusa (Dubrovnik). Sono segnalate mine anche sulle isole.”  Un Paese che tarda ad introdurre l’Euro, ed a dirla tutta i croati l’Euro proprio non la vogliono come moneta. Già lo si capisce dalla reazione che in diversi manifestano quando chiedi di pagare con questa moneta. L’Euro sarà la fine per l’economia croata, soprattutto per quella piccola che è la forza della Croazia, e di questo i croati ne sono pienamente consapevoli e come dar loro torto? Una volta introdotto l'Euro indietro sarà impossibile ritornare. Ed il tutto mentre si discute se alcuni Paesi dei Balcani dovranno entrare in una Europa che alla fine dei conti nessuno ha capito realmente che cosa sia, ora in mano alla Francia, ora alla Germania, gli inglesi son andati via, se lo potevano permettere. Le kune avranno probabilmente vita lunga in Croazia, ad oggi 7,5 kune corrispondo circa ad un euro. Gli italiani che frequentano l’Istria, il Quarnero, la Dalmazia, dove la lingua italiana è ben conosciuta, continueranno ad usare le kune e son certo che in tanti augurano alla Croazia di non avere l’Euro, se vogliono il bene di questo bellissimo Paese, che è già stato attaccato dai grandi capitali esteri e dove le speculazioni edilizie e del lusso rischiano di compromettere in modo catastrofico oasi di bellezza uniche nel mondo. 
Marco Barone 


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