Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

Immagine
Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

In Croazia in pochi vogliono l’Euro ed hanno ragione

Croazia, Paese meraviglioso, dove ancora vi è chi ha nostalgia per la vecchia Jugoslavia. Componente dell’Unione Europa dal 1°luglio 2013, non ancora non ancora membro dell’area Schengen. Ancora oggi sono visibili in alcune zone i resti della tremenda guerra che ha mandato in frantumi la Jugoslavia, si segnala sul sito viaggiare sicuri “la persistenza di aree del Paese non ancora del tutto bonificate da ordigni quali mine anti – uomo e bombe inesplose, risalenti al conflitto inter– jugoslavo. Nonostante l’opera di bonifica, si stima che tali aree coprano un’area complessiva di circa 520 kmq. Sebbene la gran parte dei campi minati siano di norma segnalati e delimitati da apposite recinzioni, permangono alcune zone, soprattutto in aree boschive e collinari, prive di segnalazione. La presenza di campi minati e’ maggiore nei dintorni di Karlovac, in Slavonia e nella Dalmazia interna. In Dalmazia la maggiore diffusione di mine è segnalata nelle aree interne delle quattro Contee di Zara, Sebenico, Spalato e Ragusa (Dubrovnik). Sono segnalate mine anche sulle isole.”  Un Paese che tarda ad introdurre l’Euro, ed a dirla tutta i croati l’Euro proprio non la vogliono come moneta. Già lo si capisce dalla reazione che in diversi manifestano quando chiedi di pagare con questa moneta. L’Euro sarà la fine per l’economia croata, soprattutto per quella piccola che è la forza della Croazia, e di questo i croati ne sono pienamente consapevoli e come dar loro torto? Una volta introdotto l'Euro indietro sarà impossibile ritornare. Ed il tutto mentre si discute se alcuni Paesi dei Balcani dovranno entrare in una Europa che alla fine dei conti nessuno ha capito realmente che cosa sia, ora in mano alla Francia, ora alla Germania, gli inglesi son andati via, se lo potevano permettere. Le kune avranno probabilmente vita lunga in Croazia, ad oggi 7,5 kune corrispondo circa ad un euro. Gli italiani che frequentano l’Istria, il Quarnero, la Dalmazia, dove la lingua italiana è ben conosciuta, continueranno ad usare le kune e son certo che in tanti augurano alla Croazia di non avere l’Euro, se vogliono il bene di questo bellissimo Paese, che è già stato attaccato dai grandi capitali esteri e dove le speculazioni edilizie e del lusso rischiano di compromettere in modo catastrofico oasi di bellezza uniche nel mondo. 
Marco Barone 


.

Commenti

Post popolari in questo blog

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?