L'Atelier del Silenzio: storia incredibile di Afro, di un castello e della rinascita del Friuli

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      Dimenticatevi il solito castello medievale. Niente pietre fredde, niente polvere. No, qui stiamo parlando di una fortezza viva, spalancata sul mondo! Immaginatevi quest'uomo, Afro, immerso in quel verde friulano così prorompente. E lui che cosa fa? Lo prende e lo reinterpreta a modo suo, lo trasforma in quell'astrattismo pazzesco che lo renderà uno degli artisti italiani più celebri al mondo nel suo tempo. E guardate che c'è un parallelo fantastico! Pensate a Cy Twombly che si rinchiude nella sua fortezza a Bassano in Teverina, immerso nello splendore dell'accoglienza dei Franchetti... Ebbene, Afro vede questa cosa e segue esattamente quelle orme. Questo castello, sia chiaro, non riesce a comprarlo! Anche se era nei suoi desideri. Ma non si perde d'animo: se lo prende in affitto per anni e lo trasforma nel suo laboratorio creativo, nel suo rifugio d'arte. E allora la mostra “Afro al Castello di Prampero: l'Atelier del Silenzio (1961-1976)” ... non pote...

Dichiarazione di Tunisi: vince la logica aiutiamoli a casa loro, una bella impresa per le imprese

La Dichiarazione di Tunisi del 24 luglio 2017 ha riguardato i Ministri dell'Interno di Algeria, Germania, Austria, Francia, Italia, Libia, Mali, Malta, Niger, Slovenia, Svizzera, Ciad, Tunisia, il Commissario europeo per la Migrazione, gli Affari Interni e la Cittadinanza e il Ministro dell’Interno dell’Estonia che ha assunto la Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea.
Tra le soluzioni più importanti proposte per affrontare la questione dei migranti nell'area del Mediterraneo emergono in particolar modo:   

1) contribuire al trattamento delle cause profonde della migrazione irregolare promuovendo  lo sviluppo integrato e inclusivo nei Paesi di origine e di transito, in particolare nelle regioni ad alto  potenziale migratorio; 

2) rispondere alle sfide migratorie attraverso politiche europee di aiuto pubblico allo sviluppo, privilegiando lo sviluppo integrato delle regioni svantaggiate nei Paesi di origine e di transito e promuovendo, in particolare, iniziative che consentano opportunità di lavoro a livello locale,  segnatamente attraverso il finanziamento di micro-imprese, la formazione e lo sviluppo delle  capacità dei giovani e delle donne, ricordando a questo proposito il patto tra il governo e i comuni  italiani e libici per lottare contro i trafficanti di esseri umani e promuovere lo sviluppo locale;
 
3)  riconoscendo la necessità di ulteriori impegni finanziari, mobilitare finanziamenti per  progetti e azioni nell’ambito del Fondo fiduciario UE per l'Africa avviato in occasione del Vertice di La Valletta sulla migrazione del 2015 e i programmi regionali tematici e bilaterali già esistenti, allo scopo di realizzare le azioni previste ai sensi dei cinque pilastri del Piano d'azione approvato nel  corso del Vertice;  
 
4) riservare particolare attenzione, nel quadro del "Piano Europeo per l’investimento esterno"  annunciato dalla Commissione europea, alla lotta contro la migrazione irregolare nel Mediterraneo centrale e ciò attraverso, segnatamente, il sostegno alle iniziative private e il potenziamento di opportunità di lavoro.
 
5)  associare la dimensione sviluppo alla gestione di tutti gli aspetti della migrazione promuovendo i trasferimenti di fondi più affidabili e meno onerosi, il trasferimento di know-how, la creazione di occupazione e la formazione;
 
6) favorire una più ampiamente comunicazione sulle rotte della mobilità legale ed esaminare le possibilità di facilitare le procedure di rilascio dei visti, soprattutto in favore di imprenditori, lavoratori, ricercatori, studenti, stagisti, ecc.
 
7)  rafforzare la cooperazione con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.
 
Un bel regalo per il capitale privato, insomma un nuovo colonialismo economico alla conquista del Mediterraneo nel nome che non si può dire ma che in realtà è quello che ha vinto quale aiutiamoli a casa loro. Tutto legittimo ci mancherebbe, ma questa è la situazione.
 
Marco Barone 

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