Krško, Slovenia, "unica centrale nucleare europea in zona sismica"

La puntata di Report dedicata alle centrali nucleari ancora funzionanti in Europa è stata una denuncia importante ed inquietante nello stesso tempo. Siamo all'interno di una zona ad alta potenzialità di morte e le condizioni di sicurezza non sembrano essere certamente le migliori. Il caso più eclatante è certamente quello noto di Krško, a 130 Km da Trieste, in Slovenia. Già da tempo sono state sollevate diverse preoccupazioni, ma tutto continua come se niente fosse. Come ha evidenziato Report questa centrale è l'unica europea in zona sismica ad attività medio-alta ed in Europa complessivamente ci sono 140 reattori nucleari attivi, molti più vecchi di 30-40 anni. Insomma quello che è stato definito come non pare essere pura fantascienza drammatica. Certo, il direttore della  centrale di Krško ha dichiarato che: "Rispettiamo i più alti standard di sicurezza". Sarà. Ma i terremoti son terremoti, le zone sismiche son zone sismiche e l'Europa deve attivarsi quanto prima per chiudere quella centrale nucleare. Tale questione deve diventare una priorità assoluta anche in FVG. Non si può continuare a rimanere impotenti ed impassibili. Il nucleare fa paura, il nucleare è un problema e non la soluzione e questo problema caratterizza diversi Paesi europei, ancora oggi, e l'Italia ne è praticamente circondata, Italia che deve anche fare i conti con il suo pregresso di scorie, di smaltimento, e con siti che ancora oggi non sono stati comunicati pubblicamente che dovranno per Legge ospitare i depositi ed anche qui si aprirà una partita delicata. Ad oggi si ragiona ancora per opportunità politica, per esclusione. In base alla cartina, redatta dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia dove sono indicate le aree “a rischio sismico” dell’Italia, si potrebbe desumere che le zone interessate ad ospitare i depositi dovrebbero essere la zona meridionale della Puglia, alcune zone della Basilicata ionica e del Molise nonchè zone costiere della Campania, del Lazio e della Toscana. Risulterebbero del tutto escluse le Marche, l’Umbria e la quasi totalità dell’Emilia-Romagna. Non sembra essere del tutto escluso il FVG. Ad oggi nei depositi temporanei degli otto siti Sogin sono presenti circa 15.000 metri cubi di rifiuti radioattivi (Inventario ISPRA al 31 dicembre 2015). Ma da quello che risulta in rete esistono in Italia altri 15 siti che detengono rifiuti radioattivi che non fanno capo a Sogin, nove di questi concentrati tra Lombardia (5), Piemonte (2) ed Emilia Romagna (2). Gli altri otto si trovano in Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia. Insomma, quella del nucleare, è una partita delicata con la quale certamente noi tutti prima o poi i conti li faremo se le cose continueranno sulla strada diabolica come intrapresa e dalla quale pare non esserci alcuna volontà di uscire.

Marco Barone 

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