Passa ai contenuti principali

Cosa sarebbe successo se gli emigrati italiani in USA avessero trovato soltanto chiese come riferimento


Nell'ultima serata del Festival del giornalismo di Ronchi si è svolto il dibattito sul nostro mondo a pezzi, con la presenza di  Christiana Ruggeri giornalista del Tg2 e Adib Fateh Ali giornalista dell'Agenzia di stampa Askanews con la moderazione del direttore de Il Piccolo, Enzo D'Antona.
Il pensiero iniziale, da parte degli organizzatori, è andato a Tortora ed al fotoreporter Andrea Rocchelli.
Diversi gli aspetti toccati, dalle questioni dell'Isis, dove è stato evidenziato il rigido lato religioso del loro modo di operare, delle quattro dottrine dell'Islam, e di quella "moderna" che è la più estremista, nata per opera di un mussulmano andato a Londra nel 1800, dottrina che oggi giorno è nella sostanza seguita dall'Isis. Significative le riflessioni sulla consistenza degli sciiti, il petrolio esiste dove esistono le minoranze sciite così come si è sottolineato che il modus operandi del terrorismo islamico in Europa è diventato più aggressivo da quando sarebbe incrementata l'aggressione da parte dei russi. Si è affrontata la problematica dei migranti dove è stato evidenziato che in passato vi erano luoghi di riferimento gestiti dalle organizzazioni internazionali, nei Paesi africani, dove poter avviare la pratica di rifugiato ed oggi invece si assiste a strade, via terra o via mare, della morte che ben conosciamo. Sono emerse delle perplessità sulla figura di un noto prete che opera in Svizzera, che non si capisce sei sia dell'Eritrea o dell'Etiopia sulla questione dei migranti e sul suo modo di operare.
Si è toccato anche l'aspetto Trump, della Brexit e si è discusso su quello che accade in Venezuela. Ha suscitato particolare attenzione una riflessione sollevata da parte di Adib Fateh sul sistema di (non) integrazione come sussistente in Italia. Non si capisce perchè solo in Italia nelle moschee non si parla in italiano, ha detto, in un Paese dove fino a buona parte del '900 si svolgevano le messe ancora in latino. Una volta, in Italia, vi erano luoghi laici di riferimento per i migranti, si insegnavano le regole sussistenti in Italia, si insegnava il diritto di famiglia, la Costituzione, la laicità, oggi i migranti hanno come riferimento principalmente strutture religiose e se non preghi non avrai alcun tipo di aiuto, a partire dall'inserimento lavorativo.  
Il direttore del Piccolo, D'Antona, ha concluso affermando "proviamo solo ad immaginare cosa sarebbe successo se gli emigrati italiani in America avessero trovato soltanto strutture religiose come punto di riferimento".  Ed ha perfettamente ragione.  L'integrazione passa attraverso la conoscenza della lingua, della laicità e l'assenza di luoghi neutri, laici, minano alla base ogni processo minimo d'integrazione e conseguentemente facilitano gli estremismi, i processi di esclusione. Ed ancora una volta è la strada maestra della scuola, dell'istruzione che dovrà segnare la differenza. Non abbiamo bisogno di nuovi schiavi da sfruttare, di nuovi estremisti religiosi, ma di cittadini liberi e consapevoli.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…