Nel 2026, 80 anni dalla strage di Vergarolla, come per la strategia della tensione, senza verità, anche se non si era più in Italia

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  Ancora oggi non c'è una lapide istituzionale che ricordi a dovere le vittime della strage di Vergarolla di cui non si conosce il numero esatto dei morti, 64 furono  le vittime identificate. Quanto accaduto il 18 agosto del 1946 ha lasciato il segno indelebile nella storia delle complesse vicende del confine orientale spesso strumentalizzate per revisionismi storici, nazionalismi nostalgici, che nulla c'entrano con la verità e la giustizia negata alle vittime di quel fatto drammatico. Come accaduto durante lo stragismo neofascista durante la strategia della tensione, praticamente non vi è stata alcuna verità, nessuna inchiesta degna di nota. Solo supposizioni, teorie, ipotesi, spesso istanze degne di ultras più che di seguaci della verità. Quel fatto tragico è stato chiaramente utilizzato dalla retorica revisionista per le proprie battaglie ideologiche anticomuniste e contro la Jugoslavia comunista di Tito. Quando accadde quel fatto, Pola, era una zona enclave all'interno ...

Vista la sindrome dell'austronostalgia allora a Trieste si devono ripristinare il Molo San Carlo e Piazza Grande


Come è noto il Consiglio Comunale di Trieste ha approvato due mozioni, quella della Lega Nord con la quale si impegna il Sindaco "affinché annualmente venga ricordata dal Comune di Trieste la figura di Maria Theresia e si crei un percorso storico/culturale che valorizzi la storia degli Asburgo" e quella presentata da un consigliere del PD affinché il Sindaco si attivi per l'integrazione del nome Canal Grande con quello di Maria Teresa, e perchè detta dicitura " Canal Grande Maria Teresa" compaia con evidenza nelle targhe apposte presso il medesimo.  Speriamo che qualcuno specifichi a quale Maria Teresa si faccia riferimento perchè in tanti potrebbero pensare a quella di Calcutta. Dunque piena convergenza politica su Maria Teresa e l'austronostalgia diventa realtà. Va bene. Se ne prende atto. Contenti voi. Allora, per coerenza, i due principali simboli di Trieste dovrebbero ritornare al loro originario nome. Nel 1740 affondò nel porto di Trieste, vicino alla riva, la nave San Carlo. Pare che affondò durante una violenta burrasca. E praticamente sui resti del relitto venne realizzato il molo, intorno al 1743/1751, che prese il nome San Carlo e divenne Audace con l'avvento dell'Italia. Stessa sorte per la principale piazza di Trieste, una delle più belle d'Europa che si affaccia direttamente sul mare, l'odierna Piazza dell'Unità d'Italia dovrebbe ritornare al suo nome originario, Piazza Grande.

Marco Barone 

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