Passa ai contenuti principali

Monfalcone e razzismo contro un cingalese: "Che cojoni 'sti bacoli di merda i se anca qua!"




 
I casi di razzismo sono in aumento, ma in aumento sono anche le segnalazioni, le denunce, il muro non tanto dell'indifferenza, che ahimè esiste, ma quello del timore o della fatica di prendere carta e penna od una tastiera per denunciare crolla. Un segnale in tal senso è emerso con forza con la nota lettera pubblicata sul Piccolo di Trieste che ho ripreso sia sul blog che su facebook. La tematica del razzismo è importante, e colpisce quando accade in una città che si considera aperta come Trieste e quando viene colpito lo sloveno, che nel corso della storia ha subito da queste parti una mera operazione di "bonifica etnica".
Non si tratta di casi isolati, come alcuni commenti hanno sottolineato, " e comunque ne ho sentite altre di questo genere, non è il solo caso" e vi è chi ha ricordato anche il  proprio passato "Mi ricordo e mi rattristo ancora ...ho avuto una simile (peggiore) esperienza quando ero alle superiori. Due ragazze e tutto l'autobus contro... siamo dovute scendere noi per sicurezza" chi evidenzia il fatto che se in Slovenia non parlano italiano si rimane infastiditi "Sarebbe bello vedere quanti triestini che vanno a mangiare in Slovenia parlano Sloveno! Invece, purtroppo, succede anche che si incazzano perché il cameriere non parla italiano!" e chi ha denunciato su Facebook un becero episodio di razzismo che si è consumato a Monfalcone contro un ragazzo cingalese.

"Stamattina ero davanti l'atrio dell'ospedale. Alla mia sinistra un giovane cingalese (o giù di lì) appartato, stava tranquillamente telefonando (...) ad un tratto arriva un signore bisiacco in bicicletta che entra in zona pedonale (fino all'entrata dell'ospedale) in sella... sarà stato sulla cinquantina.  Mentre scende dalla sua bicicletta che appoggia al muro davanti all'ingresso dove sono ben visibili i cartelli "Vietato appoggiare le biciclette" - via di fuga sbotta ad alta voce: "Che cojoni 'sti bacoli di merda (guardando verso il ragazzo) i se anca qua!".

Storie di ordinario razzismo, che spesso rimangono nascoste, che procurano una immane sofferenza a chi li subisce e spesso determinano un mero senso di incredulità a chi assiste a tale squallore. Storie di ordinario razzismo che si realizzano frequentemente nei confronti di esseri umani, di persone la cui unica colpa è quella di avere la pelle di un colore diverso, di parlare una lingua diversa, o di non appartenere alla inesistente "razza italica" che qualcuno vorrebbe probabilmente riproporre insieme a tutte quelle schifezze disumane che hanno caratterizzato per oltre due decenni l'Italia e questo difficile e da sempre multiculturale territorio. Storie di ordinario razzismo che vanno denunciate, sempre e devono essere conosciute perchè nessuno possa dire di non sapere quello che accade.

Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Minoranza linguistica slovena, in Italia si guarda al modello danese?

Se c'è una cosa che andrà ricordata quasi come si ricordava l'Ave Maria è che se il FVG può vantare la sua specialità, il suo essere Regione a Statuto speciale è prevalentemente se non esclusivamente per il suo plurilinguismo. Oramai, è ahimè una constatazione di fatto, la lingua tedesca è parlata in pochissimi casi e realtà, si è fatto poco o nulla per difenderla ed incentivarla, resistono invece lo sloveno ed il friulano, nonostante siano tante le mancanze a partire dal bilinguismo visivo soprattutto violato nei confronti degli sloveni. Su 216 Comuni  in FVG la minoranza linguistica friulana è presente in 175 comuni, quella slovena in 32 e quella germanica in 5, cioè la quasi totalità dei Comuni ha una "minoranza linguistica". E visto che la minoranza germanica è a rischio di estinzione, l'attenzione deve essere alta.

E' un dato di fatto che in Italia vi è un deficit di democrazia importante, basta guardare le elezioni di marzo 2018, pochi mesi di campagna…

Altro che la storiella degli "immigrati"che portano via il lavoro, chiude Eaton a Monfalcone

L'Isontino e la Bisiacaria sono un territorio politicamente debole, economicamente depresso. Vi è un tasso di disoccupazione impressionante, il numero di chi non cerca più lavoro è in costante crescita rispetto ad una popolazione che continua a diminuire. Perdere un posto di lavoro nell'Isontino è un gran guaio, perderne un centinaio, ancora, è un disastro sociale enorme, immane, perchè il lavoro qui non c'è, nonostante qualcuno racconti storielle diverse e presenti tanti segni più che in Italia ed in FVG non rappresentano la realtà delle cose. La realtà ci dice che il lavoro è una emergenza e che quando un territorio è politicamente inconsistente i grandi colossi avranno autostrade spianate per procedere con le delocalizzazioni e chiusure dei propri siti. Si legge che Eaton avrebbe complessivamente nel mondo un fatturato, nel 2013, di ben 22 miliardi di dollari, e sul loro sito evidenziano che è stata nominata come una delle aziende più etiche del mondo dalla rivistaE…

Clara Petacci è stata violentata ?

Chi è Clara Petacci? Chi sono i Partigiani? Domande legittime, anzi doverose perchè le nuove generazioni non conoscono la storia, e quando leggi che per molti studenti tedeschi Hitler altro non era che un democratico, allora comprendi che quando si parla di tematiche calde e delicate che hanno segnato la storia del secolo scorso, non si deve mai dare nulla per scontato. Nella serata del 6 luglio 2012 Rai tre,conosciuto come canale di sinistra, oggi io direi sinistra sinistrata, ha trasmesso un programma storico interessante che riguardava la Marcia su Roma, la morte ed i misteri di Mussolini. Il programma era la Grande Storia. Ha voluto conferire una diversa visione della verità storica ufficiale conferendo grande credito a teorie sostenute specialmente dai nostalgici del fascismo. Certo la storia o meglio la verità storica per essere tale non dovrebbe essere politicizzata, ma ciò è a dir poco impossibile visto il funzionamento della società. Ieri sera mi son voluto mettere nei panni di un …