Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

In FVG si continuano a violare i diritti delle minoranze, come la mancata esposizione delle bandiere



Come è noto in Friuli Venezia Giulia vi sono 216 Comuni e la minoranza linguistica friulana è presente in 175 comuni, quella slovena in 32 e quella germanica in 5, cioè la quasi totalità dei Comuni ha una "minoranza linguistica". Ed è per questo motivo che il FVG ha avuto la sua specialità. Una specialità che ha dovuto fare i conti con i processi di italianizzazione continuati almeno fino alla caduta del muro di Berlino prima e Gorizia poi, una specialità che continua ad essere violata nel momento in cui si continuano a violare disposizioni speciali come la legge regionale del 2001. Diciamolo pure è innegabile che se in FVG ci si comportasse nei confronti dei friulani come ci si comporta nei confronti degli sloveni, in Friuli ci sarebbe una reazione diversa, perchè ancora oggi, gli sloveni, pur essendo autoctoni, pur avendo radici secolari in questa fetta di terra, o pur essendo cittadini italiani, vengono percepiti come una sorta di "entità" estranea, esterna, mentre il friulano viene percepito come più vicino all'italiano, come un cittadino italiano che parla una seconda lingua che ancora oggi alcuni considerano un dialetto. Nel mentre di tutto ciò è letteralmente sparita, salvo qualche piccolo caso, la tutela della cultura e della lingua germanofona e se si continua così il passo è breve perchè si possa arrivare allo stesso trattamento nei confronti delle altre minoranze, che sono il cuore vitale del FVG e chiamarle minoranze è in realtà riduttivo. 

In FVG devono capire che violare la tutela delle minoranze significa compromettere anche quella specialità che connota il FVG, che forse qualcuno vorrebbe vedere sepolta, mentre altre Regioni italiane fanno la gara per avere quel grado minimo di specialità che connota questa piccolo angolo periferico del Confine Orientale. Senza dimenticare che violare le tutele delle minoranze significa anche compromettere importanti e fondamentali diritti umani. Ad esempio il bilinguismo  visivo ma anche quello sostanziale non è rispettato, Trieste docet e non in positivo sicuramente in tal senso, ma ciò che voglio ora ricordare e che viene spesso evidenziato e dunque non si tratta di nulla di nuovo, ma semplicemente di una violazione che continua dal 2001, è che non viene esposta in tantissimi casi accanto alle bandiera italiana, europea e regionale, quella della comunità di riferimento, lì ove deve avvenire, cioè nella maggior parte dei Comuni del FVG. E si tratta di amministrazioni comunali sia di destra che di  "sinistra". 

Ma a dirla tutta non viene neanche esposta, in diversi casi, neanche quella regionale. La norma di riferimento è l'articolo 6 della legge regionale 27/2001: “Con riferimento a quanto previsto dall'articolo 3 dello Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia, sugli edifici pubblici dei Comuni in cui sono insediate popolazioni appartenenti ai diversi gruppi linguistici della Regione, così come individuati dalla legge 15 dicembre 1999, n. 482, e dalla legge 23 febbraio 2001, n. 38, viene esposta, accanto alle bandiere italiana, europea e regionale, anche quella della comunità di riferimento." 

Perchè questa violazione costante che andrebbe denunciata, insieme ad altre che si realizzano nei confronti delle minoranze ( e non sono poche), ai massimi organi comunitari in materia di tutela dei diritti umani?

Marco Barone 

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