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Il nuovo piano per il dimensionamento della rete scolastica in FVG


Il dimensionamento per l’anno scolastico 2018 – 2019, in FVG, dovrà essere attuato nel rispetto dei seguenti parametri:

"1. tutte le autonomie scolastiche di ogni ordine e grado dovranno tendere al raggiungimento di un numero di alunni non inferiore a 600 unità, anche al fine dell’assegnazione del DS e del DSGA, tenendo conto del trend demografico degli ultimi anni e delle iscrizioni nel triennio precedente.

2. Per le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado comprese nei territori montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche (friulano, sloveno e tedesco), il sopraccitato limite di cui al punto 1 viene ridotto a 400 studenti.

3. L’esistenza di autonomie scolastiche con un numero inferiore a 400 studenti deve essere motivata da una scarsa densità demografica del bacino territoriale di riferimento o dall’esistenza di condizioni particolari di isolamento (ad esempio presenza di scarsi collegamenti con mezzi di trasporto pubblici).

4. L’esistenza di autonomie scolastiche con un numero superiore a 1200 studenti per gli istituti comprensivi e a 1400 studenti per gli istituti secondari di secondo grado, deve essere motivata da un’alta densità demografica del bacino territoriale di riferimento o dalla necessità della presenza di beni strutturali, quali laboratori ed officine aventi un valore tecnologico ed artistico.

5. Eventuali variazioni del numero complessivo delle autonomie scolastiche a livello regionale sono ammesse purché non comportino l’ingresso di autonomie prive di sede di dirigenza scolastica e di direttore dei servizi generali e amministrativi ai sensi della legge n. 111/2011.

6. La costituzione di nuove autonomie scolastiche deve essere attuata all’interno degli ambiti territoriali di cui al Decreto Dirigente USR FVG prot. AOODRFR/1913 del 27 febbraio 2016. Eventuali richieste di deroghe devono essere motivate da esigenze di carattere organizzativo o dalla necessità della presenza di beni strutturali, quali laboratori ed officine aventi un valore tecnologico ed artistico.

7. L’unificazione degli istituti di secondo grado si realizza tra istituti omogenei. Si procede all’unificazione di istituti non omogenei qualora, separatamente, non rientrino nei parametri di cui ai punti 1, 2 (ossia in presenza di istituti con un numero di alunni inferiore a quello previsto ai punti 1 e 2); in tal caso i medesimi assumeranno la denominazione di “Istituto di istruzione secondaria superiore” (I.I.S.S.). Per istituti omogenei si intende istituti che sviluppano indirizzi di studio di uguale ordine di scuole oppure che, pur appartenendo a indirizzi ordinamentali diversi, presentano materie di studio similari o richiedono la presenza di strutture laboratoriali e didattiche analoghe.

Da segnalare che i plessi di scuola dell’infanzia sono costituiti in presenza di almeno 30 bambini; b) i plessi di scuola primaria sono costituiti in presenza di almeno 50 alunni; c) le sezioni associate di scuola secondaria di primo grado sono costituite in presenza di almeno 45 alunni; d) negli istituti secondari di secondo grado, le scuole coordinate e le sezioni associate sono costituite in presenza di almeno 100 alunni. 
 Per le scuole site nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità etniche o linguistiche sono stabiliti i seguenti parametri: a) i plessi di scuola dell’infanzia sono costituiti in presenza di almeno 20 bambini; b) i plessi di scuola primaria sono costituiti in presenza di almeno 30 alunni; c) le sezioni associate di scuola secondaria di primo grado sono costituite in presenza di almeno 30 alunni; d) negli istituti secondari di secondo grado, le scuole coordinate e le sezioni associate sono costituite in presenza di almeno 70 alunni.

Nelle istituzioni educative (convitti ed educandati) le scuole annesse sono costituite secondo i parametri previsti ai precedenti punti per i diversi gradi.

Tuttavia, per ragioni di carattere eccezionale, debitamente motivate e documentate o nel caso in cui si motivi la previsione di un incremento della popolazione scolastica nel successivo triennio, è consentito di ridurre tali parametri fino al 15%, Nell’ambito della pianificazione sul dimensionamento è possibile prevedere il funzionamento di punti di erogazione del servizio anche sottodimensionati, purché siano attuate apposite compensazioni fra UTI, fermo restando il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica prefissati.


Per quanto concerne la tutela della minoranza linguistica slovena ad oggi i numeri sono questi:
Istituti Comprensivi e Istituti di II GRADO di lingua slovena  risultano un totale di 4352 alunni con 964 studenti alla scuola dell'Infanzia, 1695 primaria, 835 primo grado, 858 secondo grado per un totale di 14 Istituti. Numeri importanti ed in costante crescita.

In via generale complessiva in FVG emerge il seguente quadro: Istituti Comprensivi e Istituti di II GRADO di lingua italiana e slovena inclusi gli Istituti Omnicomprensivi/Educativi un totale di 145.337 studenti con 168 Istituti.


La tutela della minoranza linguistica slovena trova fondamento in Trattati internazionali, quali il Memorandum d’intesa siglato a Londra il 5 ottobre 1954 dai Governi Italiano ed ex Jugoslavo e il Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica della ex Jugoslavia, firmato ad Osimo il 10 novembre 1975. In particolare, nei suddetti documenti i governi italiano e jugoslavo avevano convenuto di conservare le scuole esistenti all’epoca e destinate ai gruppi etnici minoritari delle zone sotto la loro rispettiva amministrazione.

La legge 19 luglio 1961 n. 1012 ha poi riconosciuto per la prima volta l’esistenza di scuole pubbliche con lingua di insegnamento slovena, istituite dagli Alleati alla fine del secondo conflitto mondiale ed ha disposto che all'istituzione ed all'eventuale soppressione delle scuole con lingua di insegnamento slovena si provvede con decreti del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per la pubblica istruzione, di concerto con quello per il tesoro.

L’art. 11 della L. 38/2001 richiama la legge 19 luglio 1961 n. 1012 e precisa che per la riorganizzazione delle scuole con lingua di insegnamento slovena si procede secondo le modalità operative stabilite dagli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1998, n. 233, e nel rispetto delle competenze previste dagli articoli 137, 138 e 139 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sentita la Commissione scolastica regionale per l'istruzione in lingua slovena.

Infine, con decreto del MIUR n. 809 dell’ 8 ottobre 2015 di attuazione dell’articolo 1 comma 197 della legge 107/2015, sono state fissate disposizioni specifiche relative al personale docente, ai dirigenti scolastici e agli organi collegiali. Gli indirizzi del presente documento, con eccezione dei limiti numerici, trovano pertanto applicazione anche per le scuole con lingua d’insegnamento slovena". 
La tabella della marcia di consultazione:




Marco Barone

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