Passa ai contenuti principali

Il Friuli Venezia Giulia si dota di una legge contro le mafie

Parlare di mafie in FVG non è più un tabù. Oramai è fatto incontrastato che le mafie da lungo tempo sono sbarcate in questa regione, in particolar modo 'ndrangheta e camorra, senza dimenticare anche le mafie straniere. I settori nelle quali intervengono maggiormente sono attività di riciclaggio, droga e rimane alta l'attenzione rispetto alle potenziali infiltrazioni nel settore degli appalti (importanti interventi in atto o in fieri sono collegati alla viabilità' e logistica portuale) e negli apparati economici e produttivi. Diversi sono i beni confiscati alle mafie, una mafia che non spara, ma che è presente. Provvedimento legislativo nato su iniziativa e proposta del Movimento Cinque Stelle e con 30 voti favorevoli l'Aula il 29 maggio 2017 ha detto unanimemente sì alla legge contenente norme per prevenire e contrastare i fenomeni di criminalità organizzata e di stampo mafioso. Un testo rivisto per alcuni aspetti rispetto all'originario ma rimangono intatti diversi punti fermi in ogni caso importanti. Il mai nato a dirla tutta Osservatorio sulla sicurezza integrata, verrà sostituito dall’Osservatorio regionale antimafia, organo di assoluta innovazione nel panorama regionale, con funzioni – fra le altre – di monitoraggio, studio e ricerca sulla criminalità anche organizzata o di stampo mafioso. Sarà composto da cinque membri nominati dal Consiglio regionale, anche se non si capisce come verranno nominati, probabilmente seguiranno dei provvedimenti attuativi.

Viene istituita la "Giornata dell'impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime" che si affianca alla celebrazione nazionale del 21 marzo, giorno entro il quale dovrà relazionare l'Osservatorio regionale antimafia sulla sua attività espletata, all'intervento nelle scuole e con le scuole, alla costituzione di parte civile nei processi contro le mafie. In merito all'intervento delle scuole più che un ruolo propositivo da parte della Regione emerge un ruolo di sostegno alle iniziative contro le mafie. La Regione, per contribuire all’educazione alla legalità e allo sviluppo dei valori costituzionali civici, sostiene le iniziative rivolte agli studenti di ogni ordine e ai docenti, anche attraverso intese o convenzioni sia con l’Ufficio scolastico regionale che con le Università del Friuli Venezia Giulia. Da segnalare anche le azioni di collaborazione tra Regione e Comuni per azioni di forte valore simbolico orientate all'educazione e alla cultura della legalità anche attraverso l'intitolazione di vie e piazze a vittime della criminalità organizzata e di stampo mafioso. Una via a Peppino Impastato, per esempio, potrebbe essere anche dedicata nei nostri Comuni, ma non solo a Peppino ovviamente. Prima del voto la Giunta ha accolto un ordine del giorno presentato dai consiglieri Cinquestelle sul contrasto alla criminalità in agricoltura, settore altrettanto delicato che merita sicuramente di essere monitorato con attenzione. Non sarà una legge perfetta, ma è un primo passo fondamentale e profondamente innovativo per una regione come il FVG non più isola felice e dove si auspica che le mafie possano avere seriamente vita dura.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste chiude la libreria indipendente IN DER TAT, Davide questa volta ha perso contro Golia

"IN DER TAT“, prendendo in prestito un concetto che il filosofo Hegel riferiva alla cultura, significa in atto, in evoluzione. E’ per questo motivo che l’abbiamo scelto come nome per la nostra libreria, proprio perché pensiamo alla cultura come qualcosa in continuo mutamento(...)". Questo è quello che leggi nel sito di questa libreria, situata nella zona Cavana di Trieste, non più un bordello ottocentesco, ma un rione oramai destinato ad essere fashion, riqualificato, perfetto, una vetrina nella vetrina di Trieste, che ha snaturato la sua storia, che forse viene ricordata dalla statua di Svevo, niente di più. Una libreria che ha segnato per anni ed anni la storia di questo rione, un punto di riferimento culturale, sociale per triestini e non, appuntamenti di gran rilievo, dibattiti e confronti su più materie, i libri prendevano forma, vita attraverso anche gli incontri, le relazioni. Una libreria relazionale. Con il vecchio libraio o vecchia libraia, non per questione ana…