Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

A Gorizia si vuole chiudere la Commissione Territoriale? Bene. Allora chiudiamo anche Prefettura,Questura e Tribunale


 

Le Commissioni Territoriali sono gli organi deputati all’esame delle domande di protezione internazionale ed ospitare una simile struttura dovrebbe essere un grande onore vista la delicatezza e l'importanza delle questioni che tende ad affrontare. Ma a Gorizia non è così. E' stata percepita come un fastidio e dunque depotenziata. E' ovvio che se una città ospita una simile struttura vedrà una maggiore concentrazione di richiedenti asilo. Non è che scelgono Gorizia perchè è come Londra, Parigi o Berlino, visto che Gorizia non è neanche l'ombra di queste capitali. Ma per necessità. Una città che non si è mai strutturata per gestire tale situazione dove l'omissione di soccorso nei confronti dei migranti è diventata la normalità, dove si è abusato del sistema del volontariato. La politica dell'accoglienza diffusa è clamorosamente fallita nell'Isontino, anche per deboli ed inconsistenti politiche provinciali in materia ed anche regionali.  Eppure quella dell'accoglienza diffusa è l'unica via da perseguire. E' inutile continuare ad irrigidirsi. Chi ne paga le conseguenze sono i migranti e la pazienza dei goriziani. Gorizia risponderà alla storia e non solo alla storia per come si è comportata su tale drammatica questione. Si vuole chiudere la Commissione Territoriale? Bene. Chiudiamola, perchè Gorizia non è degna di ospitarla. Ma visto che non è più capoluogo di provincia, a questo punto devono essere chiuse anche una serie di strutture. Penso al Tribunale, in continua sofferenza, alla Questura, che cade letteralmente a pezzi da tempo, alla Prefettura la cui principale ragione di esistere è correlata alla questione dell'immigrazione. Prendere questo bel pacchetto, Commissione, Questura, Tribunale, Prefettura e trasferirlo nel Territorio del Basso Isontino, dove forse avrebbero, anzi hanno maggiore ragione di esistere rispetto ad una Gorizia sempre più vuota. Chiudere la Commissione Territoriale avrà delle conseguenze che non saranno indolori per una città di periferia estrema che pare avere timore anche del proprio respiro.

Marco Barone

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