Passa ai contenuti principali

Ritrovato il nominativo di un terzo partigiano di Ronchi che verrà commemorato in Ronchi a Terzo d'Aquileia



Ogni anno a Terzo d'Aquileia si svolge una importante commemorazione con la quale si ricordano i partigiani torturati nella tremende carceri di Palmanova e che poi hanno trovato la morte tramite fucilazione in località Ronchi a Terzo d'Aquileia. Fino al 2016 i nominativi che venivano ricordati erano i seguenti: i Partigiani EGO MARAN, GIUSEPPE AMATO e ARCHILDO TAVERNA da San Giorgio di Nogaro, FULVIO INNOCENTE e RENATO CIPRIOTTI da Ronchi dei Legionari, OTTONE BONETTI da Fiumicello, GIOVANNI GASTONE BONITO da Trieste, CORRADO BEAN da San Canzian d’Isonzo, barbaramente torturati nelle carceri di Palmanova e poi fucilati in località Ronchi a Terzo d’Aquileia, nonché il Partigiano UMBERTO MEDEOSSI da Terzo d’Aquileia, catturato durante un’operazione di rastrellamento avvenuta a seguito di una delazione e trucidato in località Baret a Terzo d’Aquileia. 
Ma grazie al lavoro di ricerca svolto dalla sezione ANPI di Terzo d'Aquileia, come mi ha riferito Mario Candotto, memoria storica fondamentale per la nostra comunità, presso i locali archivi comunali, è emerso un terzo nome, che ora verrò commemorato in località Ronchi di Terzo d'Aquileia ed è quello del partigiano ALDO NOVATTI. Su di lui esistono alcune annotazioni ed una scheda. Nato a Ronchi nel 1924, quando ancora era nella provincia di Trieste, la sua famiglia era residente in località San Vito di Ronchi, si presentò volontario nelle formazioni partigiane della Brigata GAP divisione Bruno Montina e risultava arruolato il 14 aprile del 1944 per prestare servizio con il grado di Vice Comandante di Battaglione come attestato da alcune schede del 1946 realizzate a cura dell'Associazione Partigiani Giuliani di Ronchi. Fino ad oggi si sapeva che risultava essere morto in azione il 15 febbraio del 1945, ma non si specificava il luogo, salvo qualche testo di ricerca realizzato successivamente che indicava come luogo della morte Aquileia, per trovare riposo, successivamente, nell'ossario di Ronchi che accoglie oltre ad alcuni partigiani ignoti, centinaia di nostri partigiani. Monumento che venne inaugurato nel maggio del 1984 eretto nel cimitero comunale per iniziativa dell'Amministrazione comunale, che ha sostenuto le spese e per iniziativa della sezione ANPI di Ronchi

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Gorizia si vuole chiudere la Commissione Territoriale? Bene. Allora chiudiamo anche Prefettura,Questura e Tribunale

Le Commissioni Territoriali sono gli organi deputati all’esame delle domande di protezione internazionale ed ospitare una simile struttura dovrebbe essere un grande onore vista la delicatezza e l'importanza delle questioni che tende ad affrontare. Ma a Gorizia non è così. E' stata percepita come un fastidio e dunque depotenziata. E' ovvio che se una città ospita una simile struttura vedrà una maggiore concentrazione di richiedenti asilo. Non è che scelgono Gorizia perchè è come Londra, Parigi o Berlino, visto che Gorizia non è neanche l'ombra di queste capitali. Ma per necessità. Una città che non si è mai strutturata per gestire tale situazione dove l'omissione di soccorso nei confronti dei migranti è diventata la normalità, dove si è abusato del sistema del volontariato. La politica dell'accoglienza diffusa è clamorosamente fallita nell'Isontino, anche per deboli ed inconsistenti politiche provinciali in materia ed anche regionali.  Eppure quella dell…