Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

Perché in Italia si scrive che la May ha sfidato l’Arabia sul velo, quando in Inghilterra non si parla di alcuna sfida?





In Itala i i principali quotidiani online hanno dato un gran risalto ad un fatto, che nei giornali inglesi disponibili in rete è una non notizia, quando va bene, perché si fatica a trovarne traccia e quando questa traccia emerge il tutto viene presentato senza toni di eroismo o di sfida. Mi riferisco al fatto che la premier inglese una volta giunta nei Paesi Arabi, non ha indossato il velo. Gesto che conosce dei precedenti. Occorre premettere come prima cosa che se è vero che in Arabia Saudita vi è un codice di abbigliamento conservatore e restrittivo nei luoghi pubblici con diverse limitazioni, pesanti, che minano i diritti delle donne, è altrettanto vero che i visitatori stranieri possono non seguire in modo rigido il protocollo. Ed infatti, come già ricordato, vi sono già stati due precedenti. Dalle verifiche che ho fatto nei principali siti d'informazione inglesi, non si parla di sfida, di nessun eroismo. Al massimo quello che viene evidenziato è che lei ha voluto dimostrare che anche le donne possono essere indipendenti, ma senza forzare la mano sul concetto di sfida. Si riportano alcune dichiarazioni della premier, la quale afferma che le persone devono vederla come una leader donna, e che anche le donne possono raggiungere posizioni significative, certo, con i pantaloni però. Visto che quelli li ha indossati, come vorrebbe il protocollo...

Marco Barone

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