Passa ai contenuti principali

In Siria è guerra totale: spalancate le porte ai profughi




Nessuno saprà mai come è andata realmente, complotto o non complotto, trappolone o meno, l'unica cosa certa è che ancora una volta innocenti sono stati uccisi, con armi convenzionali o meno. Così come impressionate è la cabina di regia unica che ha determinato le reazioni contro la Siria e la Russia,  non si è dato il tempo di appurare il reale accadimento dei fatti, le responsabilità effettive, ed ecco che hanno dato il via libera all'aggressione  unilaterale americana, con missili, che hanno colpito una base militare siriana. In Siria è guerra totale. Già tra il Libano e la Turchia vi sono milioni di rifugiati, e solo una piccola manciata è giunta nel Vecchio Continente. Che è imploso con una non emergenza creata ad hoc, che aveva ed ha lo scopo di mettere letteralmente in discussione il progetto di una Europa Unita nella sua diversità, senza confini e frontiere. Ed infatti son ritornati inutili e ridicoli ma anche pericolosi muri, anti-migranti, ma in realtà con lo scopo di minare l'Unione Europea, complice di una politica diabolica, masochista ed irrazionale, artefice della propria morte. Ritornano controlli tra la Slovenia e la Croazia, ridicoli, inutili. Ed i Paesi che per decenni ci hanno raccontato quanto sono meravigliosi i principi di libertà, uguaglianza e fratellanza, trattano i migranti, i richiedenti asilo, come criminali, come piccioni a cui non si deve dare cibo, come bestie da isolare e ghettizzare nella loro sofferenza, nel loro dolore. In Siria la guerra è totale. L'Europa che paga la Turchia per non essere turbata, che promuove accordi con la Libia, che continua a produrre armi che giungono nelle zone di guerra, ora verrà messa seriamente a dura prova. Si devono non aprire ma spalancare le porte ai profughi che fuggono da zone di guerra come la Siria. Si devono creare subito corridoi umanitari, ed anche gli USA oltre alla Russia che ci hanno messo del loro, come sempre, devono accogliere chi fugge da un conflitto in cui hanno anche delle non più celate responsabilità. Abbiamo rinnegato la nostra memoria, la nostra storia. Penso ad esempio, guardando alla nostra piccolissima sfera particolare, quella nella quale viviamo, che vi sono Comuni che non accolgono neanche un richiedente asilo. Terre orgogliose del contributo conferito, anche a caro prezzo, nella resistenza, terre dove si raccontano tragedie e drammi, profuganza e sofferenze, ma anche diversi episodi di accoglienza riuscita durante sia la prima che seconda guerra mondiale ed anche successivamente.

E dove è finito tutto questo spirito di accoglienza? Incendiato dal furore dell'egoismo? Dalla paura dello straniero, che in realtà altro non è che una forma velata di razzismo? L'accoglienza umanitaria è un diritto, un dovere ma anche una opportunità. Ed io voglio confidare soprattutto che la nostra regione, che continua a lagnarsi di cali demografici, di popolazione con età elevata, possa comprendere che l'accoglienza è una risorsa su tutti i fronti, nella società dove siamo oltre 7 miliardi,  e che non necessita certamente di stupidi piani di natalità. Piccola fetta di terra tendente all'essere multiculturale, anche se i segnali odierni sono di una deprimente chiusura, che può essere da esempio per tutti, cosa che ad oggi non è accaduta.
L'occasione è alle porte, e spalanchiamole queste porte a partire a favore di coloro che fuggono dalla Siria, che è attualmente il terreno dello scontro perfetto tra le principali potenze militari mondiali. Ed i civili non hanno colpa alcuna, responsabilità alcuna. Aiutiamoli.
Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

Monfalcone e razzismo contro un cingalese: "Che cojoni 'sti bacoli di merda i se anca qua!"

I casi di razzismo sono in aumento, ma in aumento sono anche le segnalazioni, le denunce, il muro non tanto dell'indifferenza, che ahimè esiste, ma quello del timore o della fatica di prendere carta e penna od una tastiera per denunciare crolla. Un segnale in tal senso è emerso con forza con la nota lettera pubblicata sul Piccolo di Trieste che ho ripreso sia sul blog che su facebook. La tematica del razzismo è importante, e colpisce quando accade in una città che si considera aperta come Trieste e quando viene colpito lo sloveno, che nel corso della storia ha subito da queste parti una mera operazione di "bonifica etnica". Non si tratta di casi isolati, come alcuni commenti hanno sottolineato, " e comunque ne ho sentite altre di questo genere, non è il solo caso" e vi è chi ha ricordato anche il  proprio passato "Mi ricordo e mi rattristo ancora ...ho avuto una simile (peggiore) esperienza quando ero alle superiori. Due ragazze e tutto l'autobus …

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …