Passa ai contenuti principali

Se la BBC, dopo i fatti di Londra, non considera le reazioni della stampa italiana



La BBC, insieme alla CNN ed Al Jazeera è certamente tra i colossi più importanti dell'informazione nel panorama Occidentale. E' stato pubblicato sul suo sito   un breve pezzo dove si analizzano succintamente le reazioni come emerse sulla stampa di alcuni Paesi europei, e non solo, e la cosa che balza immediatamente all'occhio è che la stampa italiana non viene minimamente citata, anzi, è proprio ignorata. Si parlerà di quella belga, francese, tedesca, russa, di diversi Paesi arabi, di quella della Romania, perchè alcune delle persone coinvolte erano originarie della Romania. Si evidenzia, con tono critico, il fatto che anche se l'attentatore ancora non era stato identificato, come molti giornali europei " si sono affrettati ad incolpare l'estremismo islamico".
Sicuramente una differenza effettiva vi è stata tra la reazione della stampa italiana e quella inglese, già alle prime ore di quel drammatico ed assurdo fatto, accaduto nel cuore di Londra. Gli inglesi, salvo qualche rara eccezione, erano più cauti, gli italiani, no, ma la reazione emersa sulla stampa italiana non si discostava molto da quella emersa su altri giornali europei, solo che non è stata citata. Su ciò si dovrebbe riflettere. Si dovrebbe riflettere sul comportamento di alcuni giornali europei, che oltre a spettacolarizzare i drammi, per esempio pubblicando foto delle vittime con viso riconoscibile, sembravano quasi fare il tifo perchè l'evento come accaduto potesse essere effettivamente di matrice terrorista ed islamista. Quando oramai è evidente a tutti che è in corso un chiaro cambio di regia su come gestire a livello di informazione questi fatti. Cautela. 

Cautela per non fomentare odio ed intolleranza che ha favorito a dismisura i nazionalismi ed indebolito una Europa già in precarie condizioni. Così come emerge sempre di più la consapevolezza che siamo probabilmente alle ultime battute di un terrorismo misterioso, bastardo, in chiara difficoltà, che continua a colpire innocenti. E molti si chiedono ma dopo al Qaida, dopo l'Isis, che cavolo arriverà? L'unica cosa certa in tutto ciò è che ci vanno di mezzo persone civili che non hanno alcuna colpa se non quella di trovarsi nel momento sbagliato, nel luogo sbagliato, ma questo non potevano saperlo. Insomma, abbiamo molto da imparare, ancora una volta, da questi fatti, e dalle reazioni conseguenti. Ma in Italia se mai dovesse verificarsi un fatto similare a quello di Londra, o di altri Paesi interessati da questo maledetto fenomeno, da questi atti criminali e disumani, sono più che certo che si affermerà una reazione di una bestialità unica, ed estremamente pericolosa, perchè noi non siamo un Paese civile, non siamo un Paese che ha gli anticorpi verso fenomeni di intolleranza ed odio razziale, siamo un Paese dove il disprezzo e l'odio è diffuso per le strade più che mai, e non aspetta altro che il momento giusto per rompere le righe e compiere disastri. E di ciò se ne deve essere consapevoli perchè il mito dell'italiano "brava gente", ha distorto e manipolato in modo pessimo la realtà effettiva delle cose.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Gorizia si vuole chiudere la Commissione Territoriale? Bene. Allora chiudiamo anche Prefettura,Questura e Tribunale

Le Commissioni Territoriali sono gli organi deputati all’esame delle domande di protezione internazionale ed ospitare una simile struttura dovrebbe essere un grande onore vista la delicatezza e l'importanza delle questioni che tende ad affrontare. Ma a Gorizia non è così. E' stata percepita come un fastidio e dunque depotenziata. E' ovvio che se una città ospita una simile struttura vedrà una maggiore concentrazione di richiedenti asilo. Non è che scelgono Gorizia perchè è come Londra, Parigi o Berlino, visto che Gorizia non è neanche l'ombra di queste capitali. Ma per necessità. Una città che non si è mai strutturata per gestire tale situazione dove l'omissione di soccorso nei confronti dei migranti è diventata la normalità, dove si è abusato del sistema del volontariato. La politica dell'accoglienza diffusa è clamorosamente fallita nell'Isontino, anche per deboli ed inconsistenti politiche provinciali in materia ed anche regionali.  Eppure quella dell…