Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Se la BBC, dopo i fatti di Londra, non considera le reazioni della stampa italiana



La BBC, insieme alla CNN ed Al Jazeera è certamente tra i colossi più importanti dell'informazione nel panorama Occidentale. E' stato pubblicato sul suo sito   un breve pezzo dove si analizzano succintamente le reazioni come emerse sulla stampa di alcuni Paesi europei, e non solo, e la cosa che balza immediatamente all'occhio è che la stampa italiana non viene minimamente citata, anzi, è proprio ignorata. Si parlerà di quella belga, francese, tedesca, russa, di diversi Paesi arabi, di quella della Romania, perchè alcune delle persone coinvolte erano originarie della Romania. Si evidenzia, con tono critico, il fatto che anche se l'attentatore ancora non era stato identificato, come molti giornali europei " si sono affrettati ad incolpare l'estremismo islamico".
Sicuramente una differenza effettiva vi è stata tra la reazione della stampa italiana e quella inglese, già alle prime ore di quel drammatico ed assurdo fatto, accaduto nel cuore di Londra. Gli inglesi, salvo qualche rara eccezione, erano più cauti, gli italiani, no, ma la reazione emersa sulla stampa italiana non si discostava molto da quella emersa su altri giornali europei, solo che non è stata citata. Su ciò si dovrebbe riflettere. Si dovrebbe riflettere sul comportamento di alcuni giornali europei, che oltre a spettacolarizzare i drammi, per esempio pubblicando foto delle vittime con viso riconoscibile, sembravano quasi fare il tifo perchè l'evento come accaduto potesse essere effettivamente di matrice terrorista ed islamista. Quando oramai è evidente a tutti che è in corso un chiaro cambio di regia su come gestire a livello di informazione questi fatti. Cautela. 

Cautela per non fomentare odio ed intolleranza che ha favorito a dismisura i nazionalismi ed indebolito una Europa già in precarie condizioni. Così come emerge sempre di più la consapevolezza che siamo probabilmente alle ultime battute di un terrorismo misterioso, bastardo, in chiara difficoltà, che continua a colpire innocenti. E molti si chiedono ma dopo al Qaida, dopo l'Isis, che cavolo arriverà? L'unica cosa certa in tutto ciò è che ci vanno di mezzo persone civili che non hanno alcuna colpa se non quella di trovarsi nel momento sbagliato, nel luogo sbagliato, ma questo non potevano saperlo. Insomma, abbiamo molto da imparare, ancora una volta, da questi fatti, e dalle reazioni conseguenti. Ma in Italia se mai dovesse verificarsi un fatto similare a quello di Londra, o di altri Paesi interessati da questo maledetto fenomeno, da questi atti criminali e disumani, sono più che certo che si affermerà una reazione di una bestialità unica, ed estremamente pericolosa, perchè noi non siamo un Paese civile, non siamo un Paese che ha gli anticorpi verso fenomeni di intolleranza ed odio razziale, siamo un Paese dove il disprezzo e l'odio è diffuso per le strade più che mai, e non aspetta altro che il momento giusto per rompere le righe e compiere disastri. E di ciò se ne deve essere consapevoli perchè il mito dell'italiano "brava gente", ha distorto e manipolato in modo pessimo la realtà effettiva delle cose.

Marco Barone

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