Passa ai contenuti principali

Portogruaro: riuscita l'iniziativa antifascista sul giorno del ricordo, nonostante i tentativi di censura


Se c'è un momento storico dove in Italia si registra la sospensione della democrazia, una violenza enorme nei confronti della storia, della libertà di espressione, di parola, questo è sicuramente nel mese di febbraio in prossimità del giorno del ricordo, giornata diventata oramai verbo per le menzogne storiche, le strumentalizzazioni, le mistificazioni, e le negazioni di cosa è stata realmente la storia, che non può essere ricondotta ad un banale estratto. Ogni anno si verificano sempre divieti, censure, negazioni di sale pubbliche, con motivazioni che alla fine coincidono sempre nell'intento, e non vi è colore politico che tiene, in sostanza tutto quello che va contro la verità, che verità non è, del sistema nazionalistico, non può passare la porta della libertà di espressione, di critica, di pensiero.  Giorno strumentalizzato all'ennesima potenza per fini nazionalistici, revisionistici, ed è noto che l'intento di tanti è quello di "ricordare per ritornare" insomma riprendersi ciò che è stato italiano per un piccolo cortocircuito storico e di brevissima durata temporale. Parlare in questi giorni, senza negare l'esistenza di foibe od esodo, ma semplicemente spiegando attraverso almeno oltre un secolo di storia perchè è accaduto quello che è accaduto, come è accaduto, riconducendo tutto alla normale portata e non abnorme come accade quotidianamente, smentendo ogni menzogna e falsificazione, questo non si può fare, anzi vieni accusato di essere "negazionista" come quelli che negano l'olocausto. Cosa ovviamente totalmente infame e vigliacca. A Portogruaro si è svolta l'iniziativa sul giorno del ricordo, dove si è parlato in modo approfondito della vicende del confine orientale partendo dall'ultimo periodo dell'Impero Austro Ungarico per arrivare al memorandum di Londra. Doveva svolgersi in una sala comunale, ciò non è stato possibile, facile intuire il motivo, ma si è svolta ugualmente, grazie alla tenacia del collettivo stella rossa ed osservatorio antifascista nord est,sì in un luogo "privato" ma aperto al pubblico, dunque l'iniziativa è stata pubblica come importante la partecipazione. Non è passata inosservata la presenza di diverse forze dell'ordine, questo perchè chi parla in questi giorni mettendo in discussione l'essenza ed il cuore di una delle peggiori leggi mai scritte in Italia in materia di memoria storica e con alte finalità nazionalistiche, è a rischio di attacco da parte di qualche gruppetto reazionario squadrista di matrice fascista. Si deve essere consapevoli della gravità della situazione, ma anche della importanza di non cedere, privato o pubblico che sia il luogo, quel giorno od in prossimità di questa ricorrenza si deve dire quello che va detto, contestare quello che deve essere contestato, affermare ciò che si deve affermare perchè l'antifascismo passa anche attraverso la demolizione di quel cuore nero che anima il giorno del ricordo che ha strumentalizzato sofferenze e drammi di diverse persone per altri fini. Piero Purini ha attraversato con la sua importante narrazione un pezzo di storia con la quale non è possibile alcun tipo di conciliazione o riconciliazione, e le diverse iniziative che seguiranno nei prossimi giorni si continueranno a porre su questa linea, la linea della verità, contro la menzogna del revisionismo storico, la verità che nuoce al nazionalismo ed a quel sentimento proprio del risorgimento che in Italia ha prodotto solo disastri.
Marco Barone

Foto di copertina tratta da 
Collettivo Stella Rossa - Nordest

Commenti

Post popolari in questo blog

Celebrazione di D'Annunzio e Fiume, risponde l'Ambasciata croata: Basta celebrazioni ci attiveremo

Il cinque settembre, come è noto, avevo scritto una lettera all'Ambasciata della Repubblica di Croazia con sede in Roma in merito a quanto puntualmente ogni anno avviene in Monfalcone. Si celebra l'occupazione militare di Fiume ed un poeta razzista nei confronti dei croati quale D'Annunzio. Mi ero sempre chiesto ma perchè la Repubblica di Croazia tace? Probabilmente perchè non era a conoscenza di quanto accade in Italia? Per tagliare la testa al toro ho scritto la lettera di cui in premessa e mi ha risposto gentilmente ed in tempi anche rapidi il Ministro Plenipotenziario dell'Ambasciata della Repubblica di Croazia Mladenka Šarac-Rončević.


Questo il testo della sua risposta, come si potrà vedere chiaro, conciso:


"Ringraziamo della Sua mail del 5 settembre 2017. Condividiamo la Sua opinione che simili anniversari danneggiano l'atmosfera dei rapporti amichevoli tra i nostri due paesi e che celebrarli incita sentimenti nazionalistici. L'Ambasciata della …

Quel razzismo verso gli slavi mai sparito, saranno le nuove generazioni a demolirlo

Agli italiani piace andare in Croazia a farsi le vacanze. E non è difficile sentir dire questo una volta era "nostro" pensando magari a Lussino, a Pola, a Fiume. O attraversando la costa slovena. Era nostro. Un nostro che si è rivelato un mostro, un mostro che ha partorito e determinato violenze inaudite, impunite. Crimini come quelli compiuti dai nazisti che hanno avuto in diversi casi giusti processi, in Italia mai considerati come crimini, ma presunti, e mai processati. Anzi, sono stati riabilitati i "presunti criminali". In Italia si è verificata l'epurazione al contrario. Sono stati i partigiani ad essere stati espulsi ad esempio dalle forze di polizia, ad essere processati ed incarcerati non i fascisti, almeno quelli che contavano che hanno continuato ad occupare posti chiave nell'Italia repubblicana il cui unisco scopo era colpire il comunismo e per colpire il comunismo il passato divenne un frullato indigesto gettato nel cesso dell'ingiustizia.…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …