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Se Obama accoglie con sorrisi Trump mentre la piazza protesta




Non verranno dimenticate le immagini del saluto di Obama, nobel per la pace, a Trump. Non è solo una questione di rispetto istituzionale, ma altro. Sorrisi, abbracci, pacche sulle spalle, e poi ancora applausi al discorso di Trump, così come applaudiranno Bush, e Bill Clinton. Quel Bill Clinton che nel 1994 ha dato il via al vergognoso muro con il Messico che esiste in gran parte da lungo tempo. Ma che l'Occidente ha fatto finta di non ricordare, anzi, lo aveva proprio rimosso, e quando Trump in modo provocatorio disse che lo avrebbe fatto costruire ai messicani, apriti cielo. Incoerenza. Trump, il nazista, il fascista, il razzista, eppure viene accolto come si accoglie una persona normale, certamente non razzista, o nazista o fascista.
Ed il tutto mentre la piazza protesta.
Una piazza incazzata, giustamente, per le parole espresse in più di una occasione dal destro Trump, ma non è dato sapere se questa piazza si sarebbe ugualmente attivata nel caso di vittoria della guerrafondaia Clinton.  Tanti dubbi sorgono sul punto. America, democrazia, governata da un sistema famigliare molto pesante e potente. Trump non avrà avuto la maggioranza dei voti degli americani, ma ha vinto.Così come oggi, 20 gennaio, ha vinto tutta l'ipocrisia di un sistema politico, che con applausi, sorrisi ed abbracci, si allontana ancora di più dalla società che ha visto in Trump un pericolo reale. Non è una questione di galanteria politica. In questo contesto era necessario mantenere almeno un minimo grado di "freddezza". Ma così non è stato. Verrebbe da pensare che il tutto sia solamente una grande mascalzonata politica.

Marco Barone

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