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L'Europa è l'ultima che può indignasi contro le politiche di Trump sull'immigrazione. Basta ipocriti moralismi




L'annuncio del neo Presidente USA, Trump, che ha vinto le elezioni pur non avendo la maggioranza dei voti, ma è così che funziona la democrazia americana, e fino ad oggi nessuno aveva nulla da obiettare, in materia di immigrazione ha creato un putiferio di reazioni. Certamente sono deprecabili i divieti di ingresso negli Stati Uniti per quanti provengano da 7 paesi a maggioranza islamica: Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. Lista che probabilmente crescerà. E' sacrosanto battersi contro i nuovi muri, o quelli che verranno continuati, come quello messicano iniziato da Clinton nel '94, anche se pochi si scandalizzarono in quel periodo per quel muro. E' sacrosanto lottare contro le discriminazioni, i razzismi. Ma l'Europa è l'ultima che ha il diritto di esercitare qualsiasi forma minima di moralismo in tal senso. L'Europa è da anni che si sta recintando per tutelarsi dai processi immigratori "economici". 
L'Europa ricca che si chiude contro il mondo povero. Abbiamo creato frontiere mobili sul mediterraneo, siamo responsabili della morte di migliaia di migranti, di reclusioni illegali, di situazioni deficitarie in materia di diritti umani, non ha battuto ciglio contro il reticolato ridicolo sloveno, che in realtà è costruito contro la Croazia, ha alzato la voce contro quello ungherese, ma solo per questioni di facciata, ha pagato la Turchia per trattenere in condizioni certamente non umane migliaia di migliaia di rifugiati, perchè l'Europa non vedesse, ha gestito come questione di ordine pubblico e di sicurezza i processi, ancora in corso, di profuganza, ha selezionato quali migranti accogliere, vedi la Germania e di quale paese perchè considerati utili al sistema di manovalanza locale. E nessuno ha alzato la voce dall'America per protestare. E l'Europa non ha alcun diritto di scandalizzarsi per quello che ora accade in America, perchè noi abbiamo fatto di peggio. E poi, quante sono le domande di richieste di asilo respinte? La maggioranza. E comunque, a questo punto, ci si deve interrogare su che senso ha la statua della libertà americana. Potete gettarla negli abissi dell'oceano, meglio la coerenza che l'apparenza, perchè l'apparenza nuoce alla consapevolezza, fomenta illusioni, e qui non abbiamo bisogno di illusioni. Non più. La statua della libertà non è più Liberty Enlightening the World, il faro della speranza per i migranti.

Marco Barone 

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