Passa ai contenuti principali

Leopardi, tra sfumature di omosessualità e la pochezza culturale del nostro tempo




Il giovane favoloso, film trasmesso in prima visione su Rai tre il 13 gennaio, ha regalato al pubblico momenti intensi di poesia, ma anche di riflessione. Sono sempre più convinto che è stato già dato tutto, in materia di arte,di musica, di poesia, di bellezza. L'essere umano ha già prodotto quanto di meglio potesse realizzare, creare. Poi, decadenza, sterili emulazioni, vuoto, degrado culturale e sociale.  Non si ammira più la bellezza del passato, non si discute più di letteratura, non si dialoga più con la poesia. Perché questa nostra epoca non è più per la poesia, per l'arte, per la bellezza. Cosa scriverebbe Leopardi nel nostro tempo? Il suo pessimismo esistenzialista, che poi altro non era che una visione altamente profonda e realista della natura umana, non troverebbe conforto nei suoi versi, ma nel silenzio. Il giovane favoloso è stato un film importante, culturalmente significativo, ha osato anche fare quello che ancora oggi si tende a negare, mostrare, seppur con lievi sfumature, l'omosessualità di Leopardi. Leopardi, che oggi molti scambierebbero per qualche animale sperduto in qualche misteriosa foresta nera, non un poeta, ma il poeta, che Tommaseo liquidò con qualche battuta fugace e di disprezzo, ma che il tempo ha saputo apprezzare, amare, perchè irripetibile. Come irripetibile sarà la produzione letteraria che ha caratterizzato la vita dell'umanità fino alla fine dello scorso secolo. Ora si vive nell'incertezza assoluta, dove l'ignoranza diffusa, il pressapochismo la fanno da padrona assoluta. Una società dove tutti si credono poeti, scrittori, artisti, ma dove si è abusato della poesia, della letteratura, dell'arte, per svilirla e renderla nulla. Certo, qualche eccezione esiste, ma si contano sulle punte delle dita di una sola mano . Il passato è stato fertile, ora regna la grande castrazione della cultura, perchè l'ignoranza ci renderà tutti liberi, liberi dal pensiero, dalla ragione, dalla forza del dubbio e senza dubbio non siamo più umani. In una società dove si discute se conferire lo stato di persona al robot, mentre si rimane indifferenti verso quelle profonde diseguaglianze sociali che procurano quotidianamente ingiustizie e morti su ogni fronte e di ogni tipo.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…